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Su Netflix, c'è l'horror religioso più brutale del 2023 (che ti farà dimenticare di The Nun)

Il prequel di Veronica diretto da Paco Plaza è su Netflix. Horror atmosferico e religioso che racconta le origini di suor Narcisa.

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Nel 2017, Veronica si materializzò su Netflix come un fulmine a ciel sereno. Un piccolo horror spagnolo che conquistò il pubblico internazionale con la sua capacità di creare tensione, personaggi memorabili e un'iconografia visiva che si appiccicava alla mente come una preghiera sussurrata al contrario. Nessuno si aspettava un seguito, tantomeno un prequel. Eppure nell'autunno del 2023, ecco Sister Death - Sorella Morte che approda sulla piattaforma streaming portando con sé una domanda: davvero avevamo bisogno di sapere come suor Narcisa, il personaggio della suora cieca, abbia perso la vista? La risposta, sorprendentemente, è sì. Paco Plaza, regista che insieme a Jaume Balagueró ha creato il franchise REC e poi ha diretto Veronica in solitaria, torna dietro la macchina da presa per esplorare un singolo dettaglio menzionato nel film originale: la suora cieca che confessava di essersi accecata da sola.

Da questa breve citazione, Plaza costruisce un intero universo narrativo che funziona sia come prequel perfettamente integrato, sia come film autonomo capace di reggersi sulle proprie gambe senza bisogno di conoscere l'originale. Sister Death ci trasporta in un convento spagnolo del dopoguerra, dove la giovane Narcisa arriva dopo la misteriosa scomparsa di un'altra suora. L'ambientazione post-franchista non è casuale: è un periodo in cui la Chiesa cattolica esercitava un controllo soffocante sulla società spagnola, in cui fede e paura si intrecciavano in modi complessi e spesso sinistri. Plaza sfrutta questo contesto storico per costruire un'atmosfera di claustrofobia spirituale che permea ogni inquadratura.

Sister Death si inserisce nella grande tradizione dell'horror religioso che da Rosemary's Baby e L'esorcista arriva fino a capolavori recenti come Saint Maud. C'è qualcosa di profondamente disturbante nel vedere individui devoti confrontarsi con forze oscure, nel guardare la fede vacillare di fronte all'inspiegabile. Il film esplora il conflitto interiore di Narcisa, una giovane donna che ha perso la fede dopo un'esperienza soprannaturale infantile e che ora, tornata in ambiente religioso, deve fare i conti con i propri demoni interiori ed esteriori. Il monastero nasconde segreti oscuri, anime torturate, storie di abusi e violenze coperte dal velo dell'ipocrisia religiosa. Narcisa scopre gradualmente che il suo "dono" soprannaturale non è una maledizione ma uno strumento per portare alla luce verità sepolte e dare voce a chi è stato ridotto al silenzio.

Il confronto con The Nun II, l'altro grande film di suore uscito nel 2023, è inevitabile ma impietoso. Dove il sequel della Conjuring Universe punta su effettistica e jump scare prevedibili, Sister Death costruisce una tensione autentica attraverso atmosfera e caratterizzazione. È la differenza tra l'horror come montagne russe e l'horror come discesa negli abissi: entrambi possono funzionare, ma solo uno lascia un segno duraturo. Nonostante il ritmo prevalentemente lento, il film esplode in un finale brutale che ricompensa la pazienza dello spettatore. Dopo essere diventata cieca, Narcisa ha visioni del passato che rivelano gli orrori perpetrati nel monastero. La sua vendetta, condotta anche a nome dello spirito torturato che infesta il luogo, è violenta e catartica.

La conclusione lascia la porta aperta a sviluppi futuri, ma in modo intelligente, senza cliffhanger forzati o sequel bait sfacciati. Narcisa potrebbe diventare una sorta di investigatrice del soprannaturale in stile Ed e Lorraine Warren, portando il franchise in territori nuovi. Oppure Plaza potrebbe decidere che la storia è completa così com'è. In ogni caso, Sister Death si configura come quel raro esempio di prequel che arricchisce l'originale senza tradirlo, che espande un universo narrativo senza diluirlo.

Plaza conferma di essere uno dei maestri contemporanei dell'horror, capace di reinventarsi senza perdere quella firma autoriale che rende i suoi film immediatamente riconoscibili. E in Aria Bedmar trova l'interprete perfetta per dare corpo e anima a un personaggio che meritava questa esplorazione approfondita.

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