Su Netflix, c'è un action francese da non perdere che riunisce Taken, John Wick e Jason Bourne
Ad Vitam conquista la top 10 Netflix con 103 milioni di ore viste. Il thriller action francese con Guillaume Canet è un fenomeno globale tra i film non in inglese.
Nella grande quantità di contenuti che Netflix sforna quotidianamente, districarsi tra migliaia di titoli può trasformarsi in un'impresa titanica. Eppure, ogni tanto emerge un film capace di bucare lo schermo e conquistare milioni di spettatori in tutto il mondo, spesso in modo del tutto inaspettato. È il caso di Ad Vitam, thriller action francese diretto da Rodolphe Lauga e uscito nel gennaio 2025, che sta vivendo una seconda giovinezza clamorosa sulla piattaforma di streaming.
I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni: Ad Vitam ha accumulato 63,1 milioni di visualizzazioni e ben 103 milioni di ore guardate, piazzandosi stabilmente nella top 10 dei film non in lingua inglese più visti di sempre su Netflix a livello globale. Un risultato straordinario che lo colloca accanto ad altri colossi europei come Under Paris, il disaster movie francese che ha tenuto incollati milioni di utenti, The Platform, inquietante distopia spagnola, il contorto Exterritorial e il norvegese Troll, che attualmente domina la classifica.
La trama di Ad Vitam non reinventa la ruota, ma la fa girare decisamente bene. Protagonista è Franck Lazarev, interpretato da Guillaume Canet, ex membro d'élite del GIGN, l'unità antiterrorismo francese equivalente al nostro GIS o al più celebre GIGN stesso. La vita tranquilla di Franck viene squarciata quando mercenari mascherati irrompono nella sua abitazione, rapiscono la moglie incinta e lo incastrano per l'omicidio di un collega. Da quel momento, l'ex agente speciale è costretto a rimettersi in gioco, sfruttando quel particolare set di competenze che sperava di aver lasciato nel passato. Inseguimenti, scontri a fuoco ravvicinati, coreografie mozzafiato: Franck deve correre contro il tempo mentre scopre che dietro tutto questo c'è il coinvolgimento del governo francese stesso.
Chi ha visto Ad Vitam non può fare a meno di notare il DNA cinematografico che lo attraversa. Il film attinge a piene mani dall'arsenale narrativo dei grandi action thriller degli ultimi due decenni. C'è l'eco potente di Taken, con quel tema della vendetta personale e dell'one-man army che Bryan Mills ha reso iconico. C'è l'ombra della saga di Jason Bourne, con un protagonista costretto a combattere contro la stessa organizzazione che lo ha forgiato. E poi ci sono John Wick ed Extraction, soprattutto nella gestione del gun-fu, quegli scontri ravvicinati con armi da fuoco coreografati come se fossero balletti mortali.
Guillaume Canet non si limita a recitare: ha anche co-scritto la sceneggiatura insieme al regista Lauga, dimostrando una comprensione profonda di ciò che ogni scena richiede. La sua performance bilancia perfettamente la dimensione dell'action hero con quella dell'uomo disperato, creando un personaggio che convince tanto quando sgomita tra i proiettili quanto quando mostra le crepe della vulnerabilità. Un dettaglio interessante emerge in un flashback: anche la moglie di Franck era un'operativa del GIGN, e questo spiega perché durante l'irruzione combatte con la ferocia e l'abilità di Nikita.
Ad Vitam, che tradotto dal latino significa letteralmente "per la vita", si presenta come un racconto asciutto, veloce. Un concentrato di vendetta in cui il ritmo non concede respiro e l'azione parla più delle parole. Eppure, la critica non è stata tenera. Il film rappresenta perfettamente quella categoria che i critici stroncano e il pubblico adora. È in ottima compagnia: Con Air, Road House, Rambo 2, The Expendables, Fast and Furious. Pellicole massacrate dalla stampa specializzata, ma che hanno conquistato il cuore di milioni di spettatori e sono diventate cult.
Netflix sta vivendo un momento d'oro per quanto riguarda il cinema action (come dimostra questa serie action con Maggie Q). Dopo il fenomeno Under Paris, che ha dominato le classifiche globali per settimane, Ad Vitam conferma che il pubblico internazionale è in cerca di storie diverse, raccontate con accenti e sensibilità che non siano necessariamente anglosassoni. Il GIGN, poco conosciuto fuori dai confini francesi, diventa improvvisamente un brand riconoscibile quanto i Navy SEAL o gli SAS britannici.
La lezione che possiamo trarre da questo successo è semplice: il pubblico sa cosa vuole, e non sempre corrisponde a ciò che la critica ritiene degno di nota. Esiste uno spazio enorme per il cinema di genere ben confezionato, che non ha ambizioni intellettuali ma che riesce a intrattenere, emozionare, far scaricare la tensione. Ad Vitam lo fa con efficacia, senza scusarsi per essere esattamente ciò che vuole essere.