Su Netflix c'è un film con un polpo che sta facendo piangere tutti (e non è come sembra)
Ebbene sì, potrà sembrare assurdo ma su Netflix è disponibile un nuovo film con un polpo, caratterizzato da una storia avvincente e persino commovente.
C'è un polpo gigante del Pacifico che ha capito tutto. Si chiama Marcellus, vive in una vasca di vetro nell'acquario di Sowell Bay e osserva gli esseri umani con la pazienza di chi possiede sette cervelli. Non è una metafora: i polpi hanno davvero sette cervelli, uno centrale e uno per ogni tentacolo. E Marcellus di Creature Luminose li usa tutti per fare quello che gli umani intorno a lui non riescono a fare: connettere i puntini, vedere le soluzioni, capire che le persone di cui abbiamo bisogno sono spesso più vicine di quanto immaginiamo.
La trama ruota attorno a Tova Sullivan, vedova recente e madre da decenni in lutto. Anni prima ha perso il figlio Erik in un incidente in barca mai chiarito del tutto. Per non restare ferma, schiacciata dal peso di una casa troppo silenziosa e di una vita che sembra essersi fermata insieme a suo marito, Tova ha preso un lavoro come addetta alle pulizie notturne all'acquario locale. È in quelle ore silenziose, tra vasche illuminate e corridoi deserti, che ha iniziato a parlare con Marcellus. Non è follia, o almeno non nel senso convenzionale. Marcellus ascolta davvero.
Dalla sua prigione di vetro osserva tutto: le scolaresche rumorose di giorno, i custodi stanchi, le vite che si sfiorano senza mai davvero toccarsi. E ha sviluppato qualcosa che assomiglia a un'intesa con Tova, l'unica umana che lo tratta come un essere pensante e non come un'attrazione. Ogni notte Marcellus trova un modo per evadere dalla sua vasca, concedendosi qualche istante di libertà prima che Tova lo riaccompagni al suo posto. È un patto silenzioso tra due creature intrappolate: lui in una vasca, lei nel suo dolore.
Olivia Newman, regista del film, conferma di essere capace di maneggiare materiali delicati senza scivolare nel sentimentalismo facile. Come aveva fatto con La ragazza della palude, anche qui costruisce un'atmosfera che bilancia dramma e momenti di leggerezza, trovando il tono giusto per una storia che poteva facilmente sbandare verso il ridicolo o verso il melodramma.
E poi c'è Marcellus, che forse è il personaggio più umano di tutti. Lui che osserva, che giudica, che agisce nei limiti delle sue possibilità. Lui che sa di avere poco tempo e che decide di usarlo per aiutare due esseri umani che non sanno nemmeno di aver bisogno l'uno dell'altro. Perché alla fine, come dice lui stesso con quella sua voce paziente e un po' snob, gli esseri umani sono creature straordinariamente complicate. Ma anche straordinariamente luminose, quando trovano il modo di uscire dalle loro vasche di vetro e dalle loro prigioni fatte di dolore e solitudine.