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Su Netflix, c'è una serie canadese al terzo posto nella classifica globale (e ha battuto Stranger Things)

Sullivan's Crossing è la serie canadese che sta dominando Netflix Italia al 2° posto. Scopri la nuova hit dalla creatrice di Virgin River che tutti stanno guardando.

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Mentre l'attenzione globale si concentra sulle nuove stagioni di Bridgerton e sugli ultimi thriller psicologici che dominano le homepage, una serie canadese quasi sconosciuta ai più sta scalando silenziosamente le classifiche di Netflix. Si chiama Sullivan's Crossing, e se non ne hai ancora sentito parlare, sei in buona compagnia. Ma non per molto. A inizio febbraio 2026, questa produzione tratta dai romanzi di Robyn Carr si è piazzata stabilmente al terzo posto nella classifica globale di Netflix, superando colossi consolidati come Stranger Things. Un risultato che ha del miracoloso, considerando che fino al 2 febbraio la serie non compariva nemmeno nella top 10 della maggior parte dei paesi. Poi, improvvisamente, l'esplosione.

In Italia, come in altri 26 paesi tra cui Francia, Germania, Svezia, Polonia e Israele, Sullivan's Crossing è addirittura al secondo posto. Un fenomeno che arriva dal Canada, trasmesso originariamente su The CW, e che ora sta conquistando milioni di spettatori in tutto il mondo attraverso le tre stagioni disponibili sulla piattaforma di streaming. Ma cosa racconta questa serie che ha catturato l'attenzione di pubblici così diversi? Al centro della storia c'è Maggie Sullivan, una neurochirurga di Boston la cui brillante carriera viene improvvisamente travolta da una causa legale. Di fronte al crollo della vita che aveva costruito, Maggie decide di tornare in Nuova Scozia, dove vive suo padre, nel tentativo di ricostruire i rapporti familiari e, forse, ritrovare se stessa.

È una premessa che strizza l'occhio a temi universali: il bisogno di ricominciare, la ricerca di radici e autenticità, il confronto con i fantasmi del passato. Elementi narrativi che Robyn Carr, l'autrice alla base del progetto, conosce molto bene. Il suo nome potrebbe suonarti familiare: è la stessa scrittrice dietro Virgin River, la serie Netflix di enorme successo che ha già totalizzato sei stagioni e si prepara a lanciare la settima il 12 marzo 2026, con un'ottava già confermata. Sullivan's Crossing nasce dalla penna di Carr tra il 2016 e il 2020, attraverso una serie di cinque romanzi che esplorano le dinamiche relazionali, i drammi familiari e le storie d'amore in un contesto rurale e intimista.

Il cast vede protagonisti Morgan Kohan nel ruolo di Maggie, affiancata da Chad Michael Murray (protagonista di questo teen drama da vedere su Netflix), Tom Jackson, Andrea Menard e Scott Patterson, star di Una mamma per amica. Nomi che combinano volti noti e nuove leve, creando un ensemble capace di portare sullo schermo quella complessità emotiva che ha reso celebri i libri di Carr. Le similitudini con Virgin River sono evidenti e deliberate: entrambe le serie mettono in scena protagoniste femminili che cercano una nuova vita lontano dalla città, entrambe mescolano romance e dramma familiare, entrambe costruiscono narrazioni avvolgenti. Ma Sullivan's Crossing ha una sua identità distinta, meno legata al piccolo centro comunitario e più focalizzata sul rapporto padre-figlia e sulla guarigione personale.

La serie è comfort television nella sua forma più pura, un rifugio narrativo che offre ciò che sempre più spettatori cercano dopo giornate intense: storie emotive, ambientazioni naturali suggestive, personaggi con cui è facile empatizzare e la promessa di una risoluzione, anche se graduale, dei conflitti. Il fenomeno Sullivan's Crossing dimostra ancora una volta come il catalogo di Netflix funzioni come un ecosistema complesso, dove contenuti prodotti altrove possono trovare una seconda, spesso più potente, vita sulla piattaforma. E dimostra anche che, in un panorama saturo di produzioni ad alto budget e effetti speciali, c'è ancora spazio e appetito per storie semplici, ben raccontate, che parlano al cuore prima che agli occhi.

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