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Su Netflix, il cortometraggio che mescola amore e sparatorie: romance che diventa action thriller

Questo corto da non perdere su Netflix mescola romance queer adolescenziale e action thriller in 20 minuti.

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Ci sono storie che ti cullano nella loro dolcezza, altre che ti tengono incollato allo schermo con il fiato sospeso. E poi c'è Heart Shot, un cortometraggio Netflix che fa entrambe le cose in appena venti minuti, mescolando romance queer adolescenziale e action thriller con una disinvoltura che sorprende quanto un gancio destro inaspettato. Diretto e co-scritto da Marielle Woods, questo breve film emerge dall'Emerging Filmmaker Initiative di Netflix, un programma pensato per dare spazio a nuove voci del cinema. E la voce di Woods, con un curriculum che spazia dalla produzione di reality TV allo stunt work in blockbuster come Baby Driver e John Wick 2, fino alla regia di episodi di Cobra Kai, si fa sentire forte e chiara. Non a caso, le ultime due esperienze sono il miglior biglietto da visita per capire dove Heart Shot vuole arrivare.

La storia inizia seguendo Nikki, interpretata da Elena Hueze, mentre pedala attraverso la città. Il respiro pesante sulla colonna sonora diventa ritmico, quasi musicale. La ragazza sembra una comune adolescente in bicicletta, finché non la vediamo borseggiare un uomo distratto al telefono, mangiare qualcosa al volo e, prima di ripartire, controllare che nessuno la veda mentre nasconde una pistola nello zaino. Un dettaglio che trasforma immediatamente l'atmosfera. Dall'altra parte della città c'è Samantha, o Sam per gli amici, interpretata da Nia Sondaya. Una ragazza che saluta la madre mentre parte per il weekend, portandosi dietro una regola ferrea: Nikki non può venire a casa senza supervisione adulta. Sam può andare da Nikki, certo, ma "lei non ha ancora fatto coming out con sua madre", spiega alla mamma. Naturalmente, non appena la donna esce, Nikki arriva pedalando lungo la strada.

Il bacio che si scambiano è carico di affetto genuino, ma Nikki preferisce portare queste effusioni all'interno. E se qualcuno le vedesse? È un momento che racconta tanto: la vulnerabilità, la paura, il bisogno di proteggere qualcosa di prezioso in un mondo che potrebbe non capire. La serata scorre tra una cena preparata da Nikki e confidenze notturne. È Sam a sbilanciarsi per prima: "Ti amo", dice. Non è una dichiarazione buttata lì a caso, ma il culmine di mesi passati inseparabili. Sam immagina un futuro insieme a Nashville, dove andrà al college. Nikki non è il tipo da università, lo sa bene, ma potrebbe trovare un lavoro. Potrebbero adottare un gatto buffo. Semplice, no?

Heart Shot compie qui il suo salto di genere più audace. La tensione che aleggiava sin dall'inizio, quell'uomo sospetto in macchina che osservava la casa, la pistola nascosta, si scioglie in una sequenza d'azione coreografata con eleganza. Woods dimostra di saper maneggiare sia l'intimità delle confessioni notturne sia l'adrenalina di uno scontro violento. Le scene d'azione sono viscerali, tecnicamente solide, girate con precisione da chi conosce quel mondo dall'interno. Le due protagoniste, Hueze e Sondaya, sono credibili tanto nei momenti romantici quanto in quelli più tesi. C'è chimica, calore, una naturalezza che rende la loro storia d'amore il vero cuore pulsante del film. Quando si baciano, ci credi. Quando tutto va in pezzi, soffri con loro.

Il problema, ed è un problema non da poco, è che Heart Shot lascia troppe domande senza risposta. Chi è davvero Nikki? Qual è il suo coinvolgimento con questa famiglia misteriosa? Chi sono gli uomini che la cercano? Perché tutto questo sta accadendo proprio ora? Non si tratta di ambiguità artistica o di sottotesto raffinato: sembra semplicemente che manchi un pezzo della storia. Come se il film fosse un capitolo pilota invece che un racconto compiuto. Ed è proprio questa sensazione di incompiutezza che divide. Da un lato, Heart Shot funziona come un eccellente biglietto da visita per Marielle Woods, una regista che sa orchestrare generi diversi con mano sicura. È un pitch visivo per un lungometraggio che molti vorrebbero vedere: una sorta di Juliet e Juliet, due ragazze innamorate da mondi opposti, una normale vita suburbana contro un passato oscuro e pericoloso.

Dall'altro, come esperienza narrativa autonoma, il cortometraggio lascia lo spettatore a metà strada. Ti trascina dentro, costruisce tensione, ti fa affezionare ai personaggi e poi si interrompe bruscamente, lasciandoti con più domande che risposte. Eppure, nonostante questa frustrazione, Heart Shot merita una visione. Venti minuti sono un investimento minimo per assistere a una regia dinamica, a interpretazioni convincenti e a una dimostrazione di come si possano fondere generi apparentemente incompatibili. Woods non si limita a giustapporre romance e action: li intreccia, facendo sì che uno amplifichi l'altro. La posta in gioco delle sparatorie è più alta perché temiamo per l'amore tra Nikki e Sam. L'amore è più intenso perché sappiamo che è fragile, minacciato da forze esterne violente.

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