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Su Netflix, il film musicale in cui Dolly Parton ha scritto 3 canzoni inedite che nessuno si aspettava

Il musical con Queen Latifah e Dolly Parton su un coro gospel in competizione. Trama, cast, colonna sonora e dove vederlo in streaming.

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Ci sono film che nascono per farti muovere i piedi sotto la poltrona, per riempirti il cuore di melodie e farti credere che persino i problemi più complessi possano risolversi con la nota giusta. Joyful Noise - Armonie del cuore, disponibile su Netflix, è esattamente questo tipo di pellicola: un musical americano del 2012 che intreccia gospel, conflitti generazionali e quella tipica energia che solo un coro in competizione sa sprigionare. Diretto e scritto da Todd Graff, il film porta sullo schermo due icone dalla personalità esplosiva: Queen Latifah e Dolly Parton. Due donne, due visioni del mondo, un solo obiettivo: salvare il coro della chiesa di Pacashau, una piccola cittadina della Georgia dove la musica sacra rappresenta molto più di una tradizione domenicale. La storia prende il via dalla morte improvvisa del direttore del coro gospel locale. Quando il pastore Dale, interpretato da Courtney B. Vance, decide di affidare la guida del gruppo a Vi Rose Hill, madre single con due figli e voce autorevole della comunità, scoppia il finimondo.

G.G. Sparrow, vedova del precedente direttore e benefattrice della parrocchia, si aspettava di ereditare quella posizione di diritto. La delusione si trasforma rapidamente in rivalità aperta. Vi Rose e G.G. rappresentano due anime della musica gospel: da un lato la tradizione, il rispetto per le radici, la disciplina ferrea; dall'altro la voglia di innovare, di rischiare, di portare il sacro verso sonorità più contemporanee. Questa tensione artistica si intreccia con problemi molto concreti: il coro rischia la chiusura per mancanza di fondi, e la chiesa valuta seriamente di tirare i remi in barca dopo l'ennesima sconfitta alle semifinali del concorso nazionale di Joyful Noise. Ma la vita a Pacashau si complica ulteriormente con l'arrivo di Randy Garrity, nipote ribelle di G.G., interpretato da Jeremy Jordan al suo primo ruolo cinematografico da protagonista. Il ragazzo ha tutto ciò che serve per mandare in tilt gli equilibri già fragili della cittadina: fascino, talento musicale e un'insana attrazione per Olivia, la figlia adolescente di Vi Rose, una giovane donna interpretata da Keke Palmer, bella, di talento e con una voglia matta di rompere le regole.

Il film gioca su contrasti visivi e sonori: dalle atmosfere raccolte della chiesetta di provincia alle luci abbaglianti del palco nazionale, dalle ballad struggenti ai numeri dance travolgenti. Todd Graff, che già aveva dimostrato la sua capacità di maneggiare il genere musical con Camp e Bandslam, costruisce una regia che alterna momenti di intimità emotiva a esplosioni corali dove la macchina da presa si muove tra i volti, cattura il sudore, l'adrenalina, la gioia pura di cantare insieme. La fotografia di David Boyd enfatizza i colori caldi del sud degli Stati Uniti, quella luce dorata che sembra benedire ogni inquadratura, mentre il montaggio di Kathryn Himoff dà ritmo alle sequenze musicali senza mai perdere il filo della narrazione drammatica. Perché sì, qui si canta e si balla, ma si affrontano anche temi seri: la difficoltà economica, la solitudine, il peso delle aspettative, il dolore del lutto.

Queen Latifah e Dolly Parton sono il cuore pulsante di tutto. Due attrici con background completamente diversi che in Joyful Noise trovano un terreno comune fatto di battibecchi, sguardi di fuoco e, inevitabilmente, una crescita reciproca. Il loro rapporto sullo schermo evolve dal conflitto aperto a una forma di rispetto guadagnato sul campo, nota dopo nota. Joyful Noise - Armonie del cuore una scelta perfetta per una serata in cui hai voglia di leggerezza, di musica che ti entra nelle ossa, di storie dove i buoni sentimenti non sono mai fuori moda e dove persino i conflitti più aspri possono risolversi con un crescendo finale che ti fa venire i brividi. Perché alla fine, Joyful Noise parla di questo: della capacità della musica di unire ciò che sembrava irrimediabilmente diviso, di dare voce a chi si sente invisibile, di trasformare una piccola chiesa di provincia nel centro dell'universo, almeno per la durata di una canzone.

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