Su Prime Video, c'è un film distopico imperdibile con Elizabeth Olsen, in cui avere figli diventa un esame
The Assessment - La valutazione con Elizabeth Olsen, il thriller distopico sulla genitorialità che ha conquistato la critica al TIFF.
Il debutto alla regia di Fleur Fortuné è un thriller fantascientifico che ha conquistato il Toronto International Film Festival nel settembre 2024, disponibile su Prime Video. The Assessment - La valutazione presenta un futuro distopico in cui la genitorialità non è più un diritto naturale ma un privilegio da conquistare attraverso prove psicologiche sempre più estreme. La trama si sviluppa in un mondo dove le risorse scarse hanno portato a una rigida regolamentazione della procreazione. Una coppia interpretata da Elizabeth Olsen e Himesh Patel viene selezionata per sottoporsi a un assessment settimanale, un esame che determinerà se meritano o meno il diritto di diventare genitori.
L'incaricata di valutarli è un'enigmatica esaminatrice interpretata da Alicia Vikander, che li sottopone a una serie di sfide devastanti capaci di far emergere le loro paure più profonde e ridefinire completamente il significato stesso di genitorialità. Ci troviamo di fronte a uno di quei rari esempi di fantascienza cerebrale, quella che preferisce l'atmosfera claustrofobica e la tensione psicologica agli effetti speciali. La Vikander domina lo schermo con una presenza magnetica e vagamente minacciosa, mentre Olsen e Patel sembrano intrappolati in un gioco di cui non conoscono tutte le regole.La critica presente al Toronto International Film Festival ha riservato al film recensioni entusiastiche. Definito "un film affascinante e accattivante per quasi mille ragioni" e "fantascienza intelligente ed essenziale", The Assessment ha colpito per la sua capacità di costruire un mondo credibile senza cedere alla tentazione del worldbuilding eccessivo. La forza del film risiede proprio in questo approccio: pochi elementi scenografici, massima concentrazione sui personaggi e sulle dinamiche di potere che si instaurano tra loro. Alicia Vikander, che nel 2016 aveva conquistato l'Oscar come miglior attrice non protagonista per The Danish Girl, viene descritta come "semplicemente straordinaria" e la sua interpretazione in The Assessment sarebbe "la migliore performance della vincitrice dell'Academy Award fino ad oggi".
Un'affermazione coraggiosa, considerando il curriculum dell'attrice svedese, che spinge inevitabilmente a chiedersi quale registro abbia esplorato per meritare simili elogi. Elizabeth Olsen continua il suo percorso di affrancamento dal Marvel Cinematic Universe, dove per anni ha interpretato Wanda Maximoff. Dopo Doctor Strange nel Multiverso della Follia, l'attrice ha scelto progetti che le permettessero di esplorare territori drammatici più sfumati: la miniserie HBO Love & Death e il film Netflix His Three Daughters le sono valse consensi unanimi, dimostrando che il suo talento trova massima espressione quando non è vincolato dalle limitazioni del cinema di supereroi. The Assessment sembra confermare questa tendenza, offrendo a Olsen un ruolo che la mette alla prova in un contesto emotivamente complesso.
Fleur Fortuné, al suo esordio nella regia di un lungometraggio, sembra aver colpito nel segno con un film che esplora temi attualissimi come il controllo sociale, la pressione normativa sulla genitorialità e i confini della privacy. In un'epoca in cui le questioni riproduttive sono al centro di dibattiti politici accesi in molti paesi, The Assessment offre una riflessione distopica ma non troppo lontana da certe derive contemporanee. La sceneggiatura, firmata da John Donnelly, Nell Garfath-Cox e Dave Thomas, viene elogiata per l'equilibrio tra tensione narrativa e profondità tematica. Il film non si limita a raccontare una storia inquietante ma pone domande scomode: cosa siamo disposti a sacrificare per realizzare i nostri desideri più profondi? Chi ha il diritto di stabilire chi merita di essere genitore? Dove finisce la valutazione razionale e dove inizia l'arbitrio?
L'atmosfera tesa e il worldbuilding convincente contribuiscono a creare un'esperienza cinematografica che gli spettatori hanno definito "provocatoria" e "forte, con un umorismo oscuro" che alleggerisce senza mai banalizzare. Il film si inserisce in un filone di thriller distopici che negli ultimi anni hanno saputo coniugare critica sociale e intrattenimento di qualità, da Il racconto dell'ancella, ispirato all'omonimo romanzo, a Black Mirror, da The Lobster a I figli degli uomini. Come questi predecessori, The Assessment sembra utilizzare la lente deformante della fantascienza per commentare tendenze già presenti nella società contemporanea, amplificandole fino a renderle impossibili da ignorare.