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Su Prime Video, il film con Matthew McConaughey che unisce Mark Twain e Sam Peckinpah in un capolavoro

Questo film di Jeff Nichols è un capolavoro sottovalutato che fonde Mark Twain e Sam Peckinpah. Analisi del film con Matthew McConaughey tra Mississippi e crescita.

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Esistono film che catturano l'essenza profonda di una cultura, che riescono a condensare in un paio d'ore ciò che generazioni di scrittori hanno cercato di comunicare attraverso centinaia di pagine. Mud, il terzo lungometraggio del regista Jeff Nichols uscito nel 2013, disponibile su Prime Video, è esattamente questo tipo di opera: un'esperienza cinematografica che fonde la tradizione letteraria americana di Mark Twain con la violenza poetica di Sam Peckinpah, creando qualcosa di straordinariamente potente e stranamente sottovalutato. La storia si svolge sulle rive del Mississippi, nell'Arkansas natale del regista, e segue due quattordicenni, Ellis e Neckbone, che si imbattono in un fuggiasco chiamato Mud durante un'esplorazione fluviale.

L'uomo, interpretato da un Matthew McConaughey in stato di grazia, si nasconde su un'isola deserta, rifugiato all'interno di una barca misteriosamente incagliata in cima a un albero. Questa immagine surreale diventa il punto di partenza per un'avventura che trasforma profondamente i protagonisti. Il rimando a Huckleberry Finn è inevitabile e dichiarato. Come nel capolavoro di Twain, il fiume rappresenta il confine tra civiltà e libertà, tra le regole soffocanti del mondo adulto e la promessa di un'esistenza autentica. Ellis e Neckbone incarnano perfettamente questa dualità: il primo guidato da un innato senso di giustizia e dal bisogno di amicizia, il secondo inizialmente mosso da motivazioni più pragmatiche e mercenarie, che gradualmente evolvono verso una genuina solidarietà.

Jeff Nichols costruisce la narrazione con una maestria che ricorda i grandi autori del passato. Le scene sull'isola acquisiscono una qualità quasi mitica, fuori dal tempo, dove le vecchie storie possono essere raccontate, i legami forgiati e i ricordi creati. Non si tratta di ritmo lento o di lungaggini narrative, ma di una precisa scelta stilistica che contrappone la dimensione atemporale della natura alla pericolosità concreta della piccola città, dove regnano sospetto e tradimento. La complessità del film emerge attraverso una rete di relazioni accuratamente orchestrata. Mud non è solo un fuggiasco: è un uomo in fuga da un omicidio che sostiene essere giustificato, commesso in Texas.

I ragazzi decidono di aiutarlo, fornendogli cibo e assistenza per riparare la barca che gli permetterà di scappare. Ma attorno a questa trama centrale si intrecciano le vite spezzate dei protagonisti: il matrimonio in disfacimento dei genitori di Ellis, la minaccia di confisca della casa galleggiante da cui il padre conduce la sua attività di cacciatore e pescatore, la vita selvaggia ma affascinante dello zio di Neckbone, interpretato da Michael Shannon. E poi c'è Tom, il solitario ex marine che vive su una house boat dall'altra parte del fiume, magistralmente incarnato da Sam Shepard con quella sua autorità discreta equel senso di probità non ostentata che lo caratterizza.

Il suo legame con Mud rappresenta una delle chiavi narrative più potenti del film, un rapporto che si rivela gradualmente e che aggiunge strati di significato alla storia. L'arrivo in città di Juniper, la misteriosa fidanzata di Mud interpretata da Reese Witherspoon, e del gruppo di cacciatori di taglie guidato dal patriarcale King di Joe Don Baker, innesca la progressione drammatica verso un climax inevitabile. Ellis, attraverso i suoi occhi romantici e sognanti, vede in Juniper una donna da salvare, un'anima da riunire con Mud per lanciarli entrambi verso un futuro migliore. Ma nulla va come dovrebbe, nulla si rivela come appare. Il riferimento a Sam Peckinpah non è casuale.

Lo stesso Nichols ha dichiarato che il suo film è "come se Sam Peckinpah avesse diretto un racconto breve di Mark Twain". In un panorama cinematografico spesso dominato da franchise e sequel, Mud rappresenta il tipo di cinema che rischia di perdersi: originale, intimamente connesso a un luogo specifico ma universale nei suoi temi, recitato magnificamente, diretto con sicurezza. Un film che merita di essere riscoperto e rivalutato, un piccolo capolavoro che conferma come il cinema americano, quando è fedele alle sue radici più profonde, possa ancora produrre opere di straordinaria risonanza emotiva e culturale.

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