Su Prime Video, il film russo che ha scioccato il pubblico ed è stato definito "una piccola rivoluzione"
Su Prime Video analisi il film rivoluzionario sulla sessualità femminile che ha scioccato il pubblico russo al festival Kinotavr 2019.
Il 13 giugno 2019, al festival cinematografico russo Kinotavr, è successo qualcosa di insolito. Durante la premiere di Fidelity, il film della regista Nigina Saifullayeva disponibile su Prime Video, gli spettatori in sala hanno iniziato a comportarsi in modo strano: risatine nervose, colpi di tosse imbarazzati, movimenti inquieti sulle poltrone. Alcuni si sono letteralmente coperti gli occhi con le mani, come bambini che assistono per sbaglio a una scena proibita. Cosa ha provocato una reazione così viscerale in un pubblico adulto abituato al cinema contemporaneo? La risposta sta nella natura rivoluzionaria di questo film, che rappresenta un territorio inesplorato per il cinema russo: la sessualità femminile raccontata senza filtri, senza moralismo, senza lo sguardo maschile che tradizionalmente domina la narrazione erotica sullo schermo.
Anton Dolin, critico cinematografico di Meduza, non esita a definirlo "una piccola rivoluzione", sottolineando come un tale grado di apertura e sensibilità non fosse mai stato raggiunto prima nel panorama cinematografico russo. La protagonista di Fidelity è Lena, un'affermata ginecologa interpretata da Yevgenia Gromova, attrice fino a quel momento conosciuta principalmente per il suo lavoro in televisione e teatro. Lena è sposata con Seryozha, un attore teatrale, e la loro vita sessuale attraversa da tempo una fase difficile. Quando nota che il marito scambia messaggi sospetti con una collega e si assenta inspiegabilmente spesso, la donna non perde tempo: se lui la tradisce, lei farà lo stesso.Quello che inizia come un impulso vendicativo si trasforma rapidamente in qualcosa di più profondo e incontrollabile. Lena inizia con un incontro casuale sulla spiaggia di Kaliningrad, l'exclave russa sul Mar Baltico dove è ambientato il film, poi passa a un secondo uomo, poi a un terzo. Anche quando scopre nuove prove che Seryozha probabilmente non l'ha tradita affatto, non riesce più a fermarsi. Ha scoperto qualcosa dentro di sé che è stato represso troppo a lungo, una parte della propria identità che chiede di essere esplorata senza freni. Il matrimonio vacilla verso il collasso, così come la carriera di Lena, ma la donna si trova su un percorso di autodeterminazione dal quale non può e non vuole tornare indietro. Questa spirale di scoperta personale è al centro di un'opera che, pur presentando numerose scene erotiche esplicite, non ha nulla a che fare con la pornografia o con l'esibizionismo gratuito.
Ciò che rende Fidelity davvero speciale è la sincerità emotiva che permea ogni scena intima del film. Il film infrange ogni possibile tabù, ma senza mai ricorrere alla meccanica pornografica. La tecnica sessuale dei personaggi è a volte imperfetta, in modi che risultano commoventi e convincenti. L'erotismo è certamente un dispositivo prominente e costantemente potente, ma non è affatto un fine a se stesso. Fidelity è, prima di tutto, un dramma psicologico sulla riscoperta di sé attraverso il corpo e il desiderio. Un elemento particolarmente significativo è che il film nasce da uno sguardo femminile sul sesso. Questo sguardo appartiene alla regista Nigina Saifullayeva e alla co-sceneggiatrice Lyubov Mulmenko, nota per lavori come One More Year e The Nadezhda Combine, ed è portato magistralmente sullo schermo dal talentuoso direttore della fotografia Mark Ziselson, già scoperto da Saifullayeva nel suo debutto con Name Me.
Le reazioni imbarazzate del pubblico alla premiere dimostrano quanto sia necessario questo tipo di cinema. Molti adulti nella sala sembravano essere tornati all'infanzia, come se fossero entrati per sbaglio nella camera da letto dei genitori mentre facevano qualcosa di illecito. E come hanno reagito? Hanno chiuso la porta e sono corsi ai loro giochi nella speranza di dimenticare ciò che avevano visto. Questa reazione infantile di fronte alla rappresentazione autentica della sessualità adulta rivela quanto lavoro ci sia ancora da fare nel liberare l'espressione emotiva e corporea dalle catene della repressione culturale. Fidelity rappresenta un passo coraggioso in quella direzione, un film che sfida non solo i tabù cinematografici ma anche quelli sociali e psicologici profondamente radicati.