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Su RaiPlay c'è una serie thriller italiana che sta conquistando tutti: un paese isolato e ricordi svaniti

La serie thriller italiana su RaiPlay dove un paese perde 6 anni di ricordi dopo una frana. Trama, cast, location e temi della produzione Rai Fiction.

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Cosa accadrebbe se una mattina ti svegliassi e gli ultimi sei anni della tua vita fossero semplicemente svaniti? Niente matrimonio, niente figli nati, niente pandemia vissuta. Solo un vuoto dove c'erano esperienze, relazioni, trasformazioni. È da questa premessa inquietante e affascinante che parte Memoriae, la serie thriller italiana che ha debuttato su RaiPlay dopo essere stata presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma il 15 ottobre 2026. Diretta da Cosimo Alemà e Isabella Aguilar, Memoriae non è solo un thriller dal ritmo serrato, ma una riflessione stratificata su memoria, identità e sui segreti che ogni comunità custodisce. Ambientata nel piccolo paese montano di Vallata, la serie utilizza l'isolamento geografico e la perdita collettiva dei ricordi come catalizzatori per esplorare cosa rende una persona davvero se stessa e quanto del nostro presente sia in realtà costruito sul passato.

La storia prende il via da un evento drammatico quanto concreto: una frana improvvisa isola completamente Vallata dal resto del mondo. Ma il disastro naturale è solo l'inizio. Subito dopo, gli abitanti cominciano a manifestare una forma inspiegabile di amnesia selettiva. Non perdono tutto, ma proprio quegli ultimi sei anni di vita. Per alcuni significa ritrovarsi mentalmente nel 2020, per altri perdere il ricordo di lutti, nascite, amori finiti o appena iniziati. Il paese si ritrova così doppiamente isolato: fisicamente dai detriti della frana, psicologicamente da un vuoto di memoria che nessuno riesce a spiegarsi. A indagare sul fenomeno sono Matteo Basile, un reporter interpretato da Dario Aita, e Alma Torrisi, un'oncologa a cui dà volto Gaia Messerklinger. I due si muovono tra gli abitanti spaesati, cercando di ricostruire non solo cosa sia accaduto, ma soprattutto perché. Perché proprio sei anni? Perché proprio loro? E soprattutto: chi o cosa ha davvero cancellato quei ricordi?

Quello che inizialmente sembra un mistero medico-scientifico si trasforma progressivamente in qualcosa di più complesso, dove le verità individuali e i segreti collettivi si intrecciano in una trama sempre più fitta. Isabella Aguilar, che oltre alla regia firma anche la sceneggiatura insieme a Gaetano Colella e Andrea Simonetti, costruisce una narrazione corale dove ogni personaggio porta con sé un tassello del puzzle. Non si tratta solo di scoprire cosa ha causato l'amnesia, ma di comprendere cosa quella perdita rivela su ciascuno degli abitanti. Quando i ricordi svaniscono, cosa rimane? Chi siamo senza la memoria degli ultimi anni? E se alcuni ricordi fossero stati rimossi non per caso, ma per proteggere qualcosa o qualcuno?

Il cast corale comprende Anna Godina nel ruolo di Chiara Basile, Paola Sambo in quello di Margherita Basile e Roberto Citran nei panni di Renato, affiancati da Lara Komar, Giulia Fazzini, Giulio Cristini, Leon Muraca, Alessandro Bedetti, Federico Scribani, Claudia Coli, Davide Paganini, Francesca Beggio, Elisa Stante, Leonardo Cesaroni, Maika Costantini, Riccardo Alemanni, Ivan Zerbinati, Elisabetta De Palo e Selene Gandini. La coralità è funzionale alla narrazione: Vallata non è solo lo sfondo, ma un personaggio a sé, con le sue dinamiche, le sue gerarchie nascoste, i suoi scheletri nell'armadio. Le riprese si sono svolte tra gennaio e marzo 2026 principalmente a Venzone, in provincia di Udine, località che nella finzione diventa Vallata. La scelta del Friuli-Venezia Giulia non è casuale: questi luoghi hanno una storia complessa, segnata dal terremoto del 1976 e da una resilienza che li ha portati a rinascere.

C'è un sottotesto quasi metaforico nel girare una storia sulla memoria perduta in un territorio che ha dovuto ricostruire fisicamente e simbolicamente la propria identità. Al di là della trama thriller, Memoriae pone domande che restano impresse. In un'epoca in cui documentiamo ossessivamente ogni momento della nostra vita attraverso foto, video, post sui social, cosa accadrebbe se tutto questo sparisse? Saremmo ancora noi stessi? E se la memoria non fosse solo un archivio passivo di esperienze, ma il fondamento attivo della nostra identità, la sua perdita rappresenterebbe una morte parziale o un'opportunità di rinascita? La serie esplora queste questioni attraverso il filtro del mistero e della tensione narrativa.

Con Memoriae, la serialità italiana continua a esplorare territori di genere con crescente maturità produttiva e autoriale. Non si tratta solo di raccontare un mistero, ma di usare quel mistero per interrogare aspetti profondi dell'esperienza umana. Vallata diventa uno specchio deformato della nostra società, un luogo dove le certezze vacillano e dove il passato, anche quando dimenticato, continua a condizionare il presente in modi imprevedibili.

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