Supergirl, il retroscena sul flop: James Gunn arrivò a realizzare un secondo montaggio del film
Secondo un retroscena, DC Studios intervenne sulla post-produzione di Supergirl testando due versioni diverse del film prima dell'uscita.
Per mesi, ai vertici di DC Studios era chiaro che qualcosa non funzionava in Supergirl. Molto prima del clamoroso flop al botteghino, James Gunn e Peter Safran avevano già capito che il film diretto da Craig Gillespie stava attraversando una produzione complicata, tanto da arrivare a una decisione estremamente rara: realizzare due montaggi differenti e testarli separatamente davanti al pubblico.
Secondo un'esclusiva di The Hollywood Reporter, i problemi sarebbero emersi già nell'autunno del 2025, pochi mesi dopo la fine delle riprese. Una prima proiezione di prova, organizzata a dicembre, avrebbe restituito risultati considerati soltanto discreti, convincendo lo studio a intervenire direttamente nella post-produzione.Da quel momento James Gunn e Craig Gillespie avrebbero iniziato a seguire due direzioni creative differenti. Alcune fonti parlano apertamente di divergenze sulla visione del film, mentre altre ridimensionano la vicenda, sostenendo che si sia trattato di un normale confronto tra regista e studio. Resta però il fatto che DC decise di affidare la realizzazione di un proprio montaggio, coinvolgendo anche lo sceneggiatore Jeremy Slater per riscrivere alcune scene durante nove giorni di riprese aggiuntive. Tra gli elementi modificati ci sarebbe stato anche lo scontro finale.
Nel corso della post-produzione Supergirl sarebbe stato sottoposto ad almeno quattro test screening tra dicembre 2025 e marzo 2026. Secondo diverse fonti, i punteggi assegnati dal pubblico, calcolati su una scala da 100, non sarebbero quasi mai usciti dalla fascia dei 60 punti, arrivando al massimo intorno ai 70.A marzo lo studio avrebbe quindi organizzato un vero e proprio "bakeoff", mettendo a confronto due versioni del film: quella firmata da Craig Gillespie e quella supervisionata direttamente da DC Studios. La versione del regista era circa undici minuti più lunga e dedicava maggiore spazio al villain Krem, interpretato da Matthias Schoenaerts. Inoltre avrebbe ottenuto giudizi migliori per il ritmo, l'utilizzo della colonna sonora e lo sviluppo dell'antagonista.
Nonostante questo, il montaggio dello studio avrebbe ottenuto un punteggio leggermente superiore, appena due punti in più, diventando così la versione distribuita nelle sale. Secondo le fonti, però, entrambe le versioni ottennero risultati peggiori rispetto ad alcune proiezioni precedenti, segnale che il problema non riguardava soltanto il montaggio finale.
Tra gli aspetti più discussi ci sarebbe stata anche la colonna sonora. James Gunn, noto per l'importanza che attribuisce alla musica nei suoi film, avrebbe modificato più volte il cosiddetto "needle drop" della scena finale. Durante una proiezione di prova era stata utilizzata una cover di Girls Just Want to Have Fun di Cyndi Lauper, poi sostituita dalla cover di The Middle dei Jimmy Eat World, scelta che dopo l'uscita del film è stata criticata da molti spettatori.
Il risultato è ormai noto. Costato tra i 170 e i 180 milioni di dollari, Supergirl ha esordito con appena 37,1 milioni di dollari nel weekend di apertura negli Stati Uniti, facendo persino peggio di Joker: Folie à Deux e diventando uno dei peggiori debutti nella storia recente della DC.
Nonostante il flop, Peter Safran ha ribadito che il film rappresenta soltanto una tappa di un progetto molto più ampio e che la strategia di DC Studios non cambierà. Tuttavia, il caso Supergirl mette inevitabilmente sotto i riflettori il metodo di lavoro di James Gunn, che oltre a dirigere e scrivere alcuni dei principali progetti del nuovo DC Universe supervisiona anche le produzioni degli altri registi. Una doppia responsabilità che, dopo questo primo grande insuccesso, sarà osservata con ancora maggiore attenzione nei prossimi anni.