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Sylvester Stallone ammette di aver favorito la figlia in Tulsa King: “Certo che è nepotismo”

Sylvester Stallone difende la scelta di aiutare la figlia Scarlet a entrare nel cast di Tulsa King e risponde senza filtri alle accuse di nepotismo.

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Sylvester Stallone non ha alcuna intenzione di nascondersi dietro una giustificazione, soprattutto quando si tratta della sua famiglia. L'attore, protagonista di Tulsa King, ha infatti affrontato apertamente una delle questioni più discusse di Hollywood: il nepotismo e le opportunità professionali offerte ai figli delle celebrità. Al centro della vicenda c'è Scarlet Rose Stallone, sua figlia di 24 anni, che recita al suo fianco nella serie di Paramount+. Una scelta che ha alimentato le inevitabili discussioni sui cosiddetti nepo babies, ma alla quale la star di Rocky ha risposto con una sincerità decisamente poco diplomatica.

Intervistato da USA Today, Stallone ha ammesso senza esitazioni che il proprio nome abbia rappresentato un vantaggio per la figlia. Non solo: l'attore ha difeso il diritto di un genitore di utilizzare la propria posizione per offrire ai figli maggiori possibilità, sostenendo che sarebbe assurdo comportarsi diversamente. La sua risposta alle critiche è stata particolarmente diretta:

"Certo che è nepotismo, idiota. È per questo che siamo genitori. Vogliamo il meglio per i nostri figli. Quindi, naturalmente, cerchiamo di offrire loro ogni vantaggio possibile". - Sylvester Stallone

Parole che non lasciano molto spazio alle interpretazioni, visto che Stallone, aiutare un figlio a entrare in un ambiente competitivo come quello dello spettacolo non rappresenta necessariamente qualcosa di cui vergognarsi. Al contrario, sarebbe una conseguenza naturale del rapporto tra genitori e figli. L'attore ha raccontato di non comprendere fino in fondo l'indignazione che accompagna questo genere di situazioni, soprattutto quando le critiche arrivano da persone che, secondo lui, farebbero probabilmente lo stesso trovandosi nella medesima posizione. Stallone ha spiegato di aver sentito ripetere più volte che il nepotismo rappresenta un problema a Hollywood, ma di considerare perfettamente normale che un genitore cerchi di aiutare i propri figli.

"Prima dicono che il nepotismo è terribile. E io rispondo: per favore, se non hai fatto almeno un po' di nepotismo, non sei un buon genitore. Significa che non ti interessano abbastanza i tuoi figli, perché vengono prima di tutto". - Sylvester Stallone

Sylvester Stallone in Tulsa King, fonte: Paramount

Una posizione destinata inevitabilmente a dividere, soprattutto in un settore nel quale migliaia di giovani attori cercano ogni anno di ottenere una possibilità senza poter contare su legami familiari importanti. Ma Stallone ha voluto chiarire anche un altro aspetto: ricevere un'opportunità non significa automaticamente meritare il successo. Secondo l'attore, esiste infatti una differenza fondamentale tra aiutare qualcuno a ottenere un ruolo e permettergli di costruire una carriera duratura. Un cognome famoso può aprire una porta, ma non garantisce che chi la attraversa sia in grado di affrontare le responsabilità e le aspettative che lo attendono.

"Riusciranno a mantenere quel livello di eccellenza? Questo non dipende da noi. Ma se puoi aprire una porta, allora vedremo se hanno la capacità di attraversarla". - Sylvester Stallone

Il protagonista di Tulsa King ha riconosciuto che ottenere un ingaggio grazie ai propri contatti possa essere più semplice rispetto al percorso affrontato da altri aspiranti attori. Tuttavia, ha sottolineato che restare davanti a milioni di spettatori e dimostrare di possedere le qualità necessarie è una sfida completamente diversa. Per Stallone, il pubblico rappresenta una sorta di giudice finale, perché la popolarità dei genitori non può sostituire indefinitamente il talento dei figli.

"La gente dirà che ha ottenuto quel lavoro troppo facilmente. Avete ragione, forse è così. Ma per mantenerlo, davanti a milioni di persone, o hai quello che serve oppure no". Sylvester Stallone

Scarlet Rose Stallone interpreta Spencer in Tulsa King, la serie creata da Taylor Sheridan che vede suo padre nei panni di Dwight "Il Generale" Manfredi. Il protagonista è un mafioso che, dopo aver trascorso 25 anni in prigione, viene mandato a Tulsa, in Oklahoma, dove cerca di costruire una nuova organizzazione criminale. Scarlet è presente nella serie fin dalla prima stagione. Il suo personaggio viene inizialmente introdotto come una giovane barista, prima di trovare lavoro occupandosi dei cavalli in un ranch legato a Dwight. Con il passare degli episodi, però, Spencer ha assunto un ruolo sempre più importante nella storia, fino a essere coinvolta maggiormente nelle vicende che ruotano attorno all'organizzazione del protagonista.

La quarta stagione ha ampliato ulteriormente il suo spazio narrativo, consolidando la presenza dell'attrice all'interno del cast. Una crescita professionale che, secondo Stallone, dimostra proprio la differenza tra ottenere una prima possibilità e riuscire a sfruttarla. Ma lavorare insieme non ha cambiato soltanto la carriera di Scarlet: ha trasformato anche il rapporto con suo padre. Durante il PaleyFest NY 2026, la giovane attrice ha raccontato a People quanto sia stata importante l'esperienza condivisa sul set. Prima di Tulsa King, gli impegni professionali di Sylvester Stallone rendevano difficile trascorrere molto tempo insieme. La possibilità di collaborare quotidianamente ha invece permesso ai due di conoscersi sotto una luce completamente diversa.

"Prima lavorava continuamente, quindi poter finalmente lavorare insieme è un'opportunità straordinaria. Siamo cresciuti come amici. Siamo diventati davvero amici". - Sylvester Stallone

Scarlet ha spiegato che condividere un progetto professionale con il padre le ha permesso di sviluppare nei suoi confronti una nuova forma di rispetto, andando oltre il tradizionale rapporto familiare. Un'esperienza che ha avuto anche momenti complicati, ma che considera fondamentale per il loro legame. La giovane attrice, del resto, sta cercando di costruire un percorso anche al di fuori della serie interpretata dal padre. Nel 2025 è apparsa in Hunting Season, accanto a Mel Gibson, e in Gunslingers, film che vede nel cast Nicolas Cage. Progetti che si aggiungono al suo lavoro in Tulsa King e che rappresentano ulteriori passi nella carriera cinematografica.

Scarlet non è comunque l'unica componente della famiglia Stallone ad aver scelto il mondo dello spettacolo. Anche le sorelle Sophia e Sistine Stallone hanno intrapreso percorsi professionali legati all'intrattenimento, mentre l'intera famiglia è stata protagonista del reality The Family Stallone. Il rapporto tra il celebre attore e i suoi figli è quindi da tempo sotto gli occhi del pubblico, rendendo ancora più inevitabili le discussioni sulle opportunità offerte dal suo cognome. La questione del nepotismo, d'altra parte, continua a essere particolarmente sentita a Hollywood. Negli ultimi anni, l'espressione nepo baby è diventata sempre più comune per indicare i figli di personaggi famosi che riescono a entrare nel mondo del cinema, della televisione o della musica beneficiando della notorietà familiare.

Il dibattito riguarda soprattutto il confine tra le opportunità ottenute grazie ai propri meriti e quelle rese possibili da una posizione privilegiata. Una distinzione che Stallone non cerca di negare. La sua posizione piuttosto è quella di chi riconosce apertamente il vantaggio iniziale, ma ritiene che il valore di un artista debba essere giudicato sul lungo periodo. L'attore non ha quindi cercato di sostenere che Scarlet abbia affrontato lo stesso percorso di una giovane interprete priva di conoscenze nell'industria. Ha semplicemente ammesso di averle offerto un'occasione, lasciando intendere che spetterà a lei dimostrare di esserne all'altezza.

E forse è proprio questo l'aspetto più interessante delle sue dichiarazioni. In un'industria nella quale il nepotismo viene spesso negato o minimizzato, Sylvester Stallone ha scelto di riconoscerlo senza esitazioni. Per la star di Rocky e Rambo, il compito di un padre è aiutare i propri figli a trovare la strada migliore possibile. Ma una volta aperta quella porta, nessun cognome famoso può garantire che il percorso prosegua senza ostacoli. Perché, come ha ricordato lo stesso Stallone, entrare a Hollywood può essere più facile quando si porta un nome importante. Riuscire a restarci, invece, è tutta un'altra storia.

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