The Boys, Eric Kripke svela la regola assoluta della serie TV (che nessun altro brand può infrangere)
The Boys vs Marvel e DC: Eric Kripke spiega la regola ferrea della serie. Un mondo dove solo Vought controlla i supereroi.
Mentre The Boys si avvia verso la sua quinta e ultima stagione, Eric Kripke ha ribadito uno dei principi cardine che ha guidato la serie sin dal primo episodio: nel mondo creato da Amazon Prime Video, Marvel e DC semplicemente non esistono. Non come fumetti, non come film, non come riferimenti culturali. È una scelta creativa radicale per una serie che vive di satira supereroistica, eppure questa limitazione autoimposta rappresenta uno degli elementi più intelligenti dell'intera costruzione narrativa.
La regola si estende anche alle sfumature più sottili della cultura pop. Kripke ha ammesso che a volte la limitazione diventa complicata da gestire, considerando quanto profondamente Marvel e DC abbiano permeato il tessuto della cultura contemporanea. "Fai così tanti riferimenti alla cultura pop e molti di questi riferimenti oggi riguardano Superman, per esempio. Ma non ti è permesso farlo", ha spiegato. Tuttavia, il team creativo ha imparato a navigare questi confini con astuzia: fuori da questa singola restrizione, utilizzano ogni riferimento possibile, creando un mondo che si sente reale e riconoscibile pur mantenendo la sua distintiva alternatività.
Questa scelta non è casuale né arbitraria. The Boys ha costruito la sua identità proprio sulla decostruzione del genere supereroistico, e farlo mentre si riconoscesse l'esistenza di altri universi di supereroi comprometterebbe l'immersione. Se i personaggi potessero commentare le ultime uscite Marvel o confrontare Homelander con Superman, la serie perderebbe quel senso di realtà distorta che la rende così efficace. L'assenza di questi riferimenti rende Vought l'unica fonte di eroismo commercializzato, amplificando il commento satirico sulla corporatizzazione della cultura e sulla manipolazione mediatica.
La distinzione diventa ancora più interessante quando si confronta The Boys con i franchise che parodia. Il Marvel Cinematic Universe e il nuovo DC Universe di James Gunn abbracciano apertamente la loro natura di fantasia, costruendo mondi dove l'impossibile è normalizzato e le conseguenze reali raramente hanno peso permanente. The Boys fa l'opposto: àncora ogni elemento fantastico a conseguenze brutalmente realistiche. I superpoteri non portano responsabilità, come predicava lo zio Ben, ma corruzione, trauma e abuso di potere sistemico.
Questa scelta creativa permette anche al pubblico di giocare a un gioco intellettuale che aggiunge un ulteriore livello di divertimento. Senza la possibilità di nominare direttamente Superman o Captain America, gli sceneggiatori hanno dovuto creare versioni distorte e riconoscibili di archetipi eroici. Patriota è chiaramente ispirato a Superman, ma il suo narcisismo psicopatico e la sua fragilità emotiva lo rendono un commento devastante su cosa succederebbe se un essere onnipotente non avesse la bussola morale del kryptoniano. A-Train riecheggia Flash, ma la sua dipendenza da sostanze per migliorare le prestazioni e la sua disperata ricerca di rilevanza commerciale lo rendono un personaggio completamente originale.