The Interrogator: nella nuova sere Fox, Stephen Fry diventa una spia MI6
Stephen Fry protagonista di The Interrogator, nuova serie spy di Fox. L'ex agente MI6 Conrad Henry risolve casi impossibili. Confronto con The Night Manager.
Il genere spionistico continua a regalare soddisfazioni al pubblico globale, e l'industria dell'intrattenimento risponde con produzioni sempre più ambiziose. Dai film di Mission: Impossible con Tom Cruise nei panni dell'agente IMF Ethan Hunt, fino all'evoluzione costante del personaggio di James Bond interpretato da leggende come Sean Connery, Pierce Brosnan e Daniel Craig, le storie di spie hanno sempre trovato terreno fertile. Recentemente, titoli come The Amateur e Black Bag hanno riacceso l'interesse per il genere, mentre The Night Manager con Tom Hiddleston ha dimostrato che le serie televisive possono competere alla pari con le produzioni cinematografiche. Ora è Fox a voler tornare prepotentemente nel mondo dei servizi segreti con un ordine diretto per una nuova serie: The Interrogator.
The Interrogator si unisce al tanto atteso reboot di Baywatch nella lista delle serie ordinate da Fox per la prossima stagione. Al centro della trama troviamo Conrad Henry, ex agente dell'MI6 interpretato proprio da Fry, che guida una squadra d'élite specializzata in casi impossibili. Quando i metodi convenzionali falliscono, sono il fascino eccentrico di Henry, il suo intelletto superiore e le sue manovre comportamentali a creare cortocircuiti mentali che lo rendono l'unico uomo capace di penetrare le difese psicologiche dei criminali più pericolosi al mondo.
Il personaggio di Conrad Henry presenta somiglianze intriganti con Jonathan Pine di Tom Hiddleston in The Night Manager. Entrambi sono agenti britannici dal passato complesso, dotati di intelligenza fuori dal comune e capacità di manipolare situazioni apparentemente senza via d'uscita. Se The Interrogator riuscirà a catturare anche solo una frazione dell'intensità psicologica e della tensione narrativa che ha reso The Night Manager un successo globale, il pubblico potrebbe trovarsi davanti a una delle serie spy più interessanti degli ultimi anni.
Stephen Fry non è certo un nome nuovo nel panorama dell'intrattenimento britannico. Con una carriera che include ruoli memorabili in film come Wilde e V for Vendetta, oltre alla partecipazione alla trilogia di The Hobbit tratta dall'opera di J.R.R. Tolkien, Fry ha costruito una reputazione solida sia come attore che come presenza culturale. I fan delle sue serie televisive A Bit of Fry & Laurie e Jeeves and Wooster lo ricordano per la sua comicità sofisticata e il tempismo impeccabile, mentre un'intera generazione lo conosce come la voce narrante degli audiolibri di Harry Potter, registrazioni che hanno accompagnato milioni di lettori attraverso il mondo magico creato da J.K. Rowling.
Proprio il legame con Harry Potter ha recentemente riportato Fry al centro dell'attenzione in modo inaspettato. Con la controversa nuova serie HBO del franchise in arrivo, che vedrà nuovi attori nei panni dei personaggi amati, Hugh Laurie è stato scelto per interpretare Albus Silente. In un'intervista di novembre 2025, Laurie ha rivelato che la sua più grande fonte di ispirazione per il personaggio è stata proprio la voce di Stephen Fry negli audiolibri: "La voce di Stephen risuonava ancora nelle mie orecchie anni dopo. C'erano momenti in cui mi ritrovavo a fare le sue inflessioni. Mi sorprendevo quasi a fare un'imitazione di Stephen, perché pensavo che alcune delle sue inflessioni fossero così perfette che dovevo guardarmi da quello. Sarebbe diventato strano avere me che faccio un'imitazione di lui".
Questa testimonianza di Laurie sottolinea l'impatto culturale profondo che Fry ha avuto sulla percezione di interi universi narrativi. La sua capacità di dare vita ai personaggi attraverso sottili variazioni vocali e interpretative lo rende una scelta naturale per un personaggio complesso come Conrad Henry, che deve essere simultaneamente affascinante, intellettualmente intimidatorio e psicologicamente penetrante.
Il genere spy si presta particolarmente bene a esplorare temi di ambiguità morale, lealtà divisa e il costo personale del servizio in organizzazioni segrete. The Night Manager ha dimostrato che il pubblico contemporaneo apprezza spie più sfumate dei tradizionali eroi d'azione, personaggi tormentati da scelte difficili e da passati che li perseguitano. Se The Interrogator seguirà questa strada, concentrandosi sulle battaglie psicologiche piuttosto che solo su quelle fisiche, potrebbe ritagliarsi uno spazio distintivo nel panorama affollato delle serie spy.
Per Stephen Fry, The Interrogator rappresenta una nuova fase della carriera, quella in cui non si limita a prestare il proprio talento a progetti altrui ma assume il controllo creativo completo, dalla scrittura alla produzione fino all'interpretazione. È una scommessa personale che dimostra la sua volontà di continuare a evolversi artisticamente, anche dopo decenni di successi. Il pubblico che lo ha amato in ruoli comici o drammatici convenzionali avrà ora l'opportunità di vederlo in un contesto completamente diverso, quello dell'action-thriller psicologico.