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The Mandalorian & Grogu rompe una tradizione storica di Star Wars: dopo 49 anni manca la cosa più iconica della saga

Dopo quasi mezzo secolo, The Mandalorian & Grogu ha deciso di rompere una tradizione che aveva accompagnato i fan della celebre saga cinematografica sin dall'inizio.

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Dopo quasi mezzo secolo di spade laser accese in ogni sala cinematografica, Star Wars fa un passo che nessuno si aspettava. Ebbene sì, The Mandalorian and Grogu, il film che ha portato nei giorni scorsi sul grande schermo la serie Disney+ di maggior successo, è il primo lungometraggio della saga a non includere l'arma iconica che ha definito l'identità visiva del franchise dal 1977. Una scelta che rompe una tradizione ininterrotta e che dice molto sulla direzione che Lucasfilm sta prendendo sotto la guida creativa di Jon Favreau e Dave Filoni.

La notizia, confermata da fonti vicine alla produzione, segna un momento di svolta per una saga che ha costruito buona parte del suo immaginario collettivo proprio attorno al ronzio distintivo e ai duelli coreografici con le spade laser. Pensate a Luke Skywalker che riceve la spada di suo padre da Obi-Wan, al duello tra Darth Vader e Obi-Wan sulla Morte Nera, allo scontro emotivamente devastante tra Anakin e Obi-Wan su Mustafar. Ogni film di Star Wars, dalla trilogia originale ai prequel, dai sequel agli spin-off come Rogue One e Solo, ha sempre trovato spazio per almeno una sequenza con queste armi leggendarie.

Ma lo sappiamo, Din Djarin non è un Jedi. È un mandaloriano, un cacciatore di taglie cresciuto secondo il Credo, che combatte con blaster, disintegratori, fucili a impulsi e quella fiamma lanciatrice dal polso che è diventata il suo marchio di fabbrica. Inoltre la sua storia con Grogu non è quella di maestro e padawan, ma di padre adottivo e figlio, una dinamica che la serie ha esplorato con una profondità emotiva inaspettata per un prodotto inizialmente concepito come western spaziale.

The Mandalorian & Grogu, fonte: Lucasfilm

La scelta di mantenere questa identità anche nel salto al cinema non è casuale, visto che The Mandalorian ha dimostrato che Star Wars può funzionare in modo efficace anche senza Jedi al centro della storia, anzi, che l'universo guadagna in complessità quando si allontana dalla dicotomia Luce-Oscurità della Forza. Le tre stagioni della serie hanno deciso di allontanarsi da alcuni dei temi fondamentali della trilogia originale, mostrando a schermo astronavi sgangherate, deserti polverosi e combattimenti corpo a corpo più vicini ai film d'azione degli anni Ottanta che alle coreografie da arti marziali dei prequel.

Certo, Grogu è sensibile alla Forza, e la serie non ha ignorato questo aspetto, mostrando l'iconico piccoletto verde usare i suoi poteri telecinetici. Abbiamo avuto il cameo di Luke Skywalker alla fine della seconda stagione, e la terza stagione ha intrecciato la storia personale di Din con la mitologia mandaloriana. Ma il cuore narrativo è sempre rimasto altrove: nella relazione tra un guerriero solitario che scopre la paternità e un bambino che cerca appartenenza.

Aggiungiamo che l'assenza delle spade laser si inserisce in un contesto più ampio di evoluzione del franchise, visto che Lucasfilm ha progressivamente abbandonato molte delle tradizioni che sembravano intoccabili. Il celebre Wilhelm scream, quel grido riconoscibilissimo inserito in tutti i film fino a Il risveglio della Forza, è stato abbandonato. L'opening crawl, il testo introduttivo che scorre sullo sfondo stellato, è stato riservato esclusivamente alla saga Skywalker, sostituito in Rogue One, Solo e ora in The Mandalorian and Grogu da testi di apertura più sobri, simili a quelli usati nelle serie Disney+ come Ahsoka e Skeleton Crew.

The Mandalorian & Grogu, fonte: Lucasfilm

Anche la presenza di Anthony Daniels, che per anni ha garantito una continuità interpretando C-3PO in ogni singolo film, non è più un requisito automatico. Sono cambiamenti che riflettono una maggiore libertà creativa, la volontà di lasciare che ogni progetto trovi il proprio linguaggio senza sentirsi vincolato da aspettative ritualistiche.

The Mandalorian and Grogu rappresenta quindi non solo un nuovo capitolo cinematografico, ma una dichiarazione d'intenti, con Lucasfilm che sta dicendo al mondo intero che Star Wars può essere molte cose diverse, che non esiste un unico modo di raccontare storie in quella galassia lontana lontana. Può essere un thriller di spionaggio come Andor, un'avventura di pirati spaziali come Skeleton Crew, un western come The Mandalorian, e ora un film d'azione senza spade laser.

Ovviamente le spade laser torneranno in futuro, poiché sono troppo centrali nell'identità di Star Wars per sparire definitivamente. Ma per una volta, in questo angolo della galassia, sono altre armi a scrivere la storia. Filoni e company vogliono che Guerre Stellari abbia la capacità di reinventarsi, ma senza tradire se stesso.

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