Tutti stanno guardando questa serie su RaiPlay che racconta il primo amore in modo inedito
Analisi della serie con Marianne e Connell, tratta dal romanzo di Sally Rooney. Storia d'amore viscerale tra due anime incompiute.
Su RaiPlay c'è una delle serie più acclamate degli ultimi anni, capace di conquistare milioni di spettatori in tutto il mondo e di dividere critica e pubblico con la stessa intensità con cui divide i lettori del romanzo da cui è tratta. Normal People non è la solita storia d'amore adolescenziale, non è un teen drama consolatorio né una di quelle serie dove tutto si risolve con un bacio finale sotto la pioggia. È qualcosa di più viscerale, scomodo, autentico. Basata sul romanzo Persone Normali della giovane scrittrice irlandese Sally Rooney, autrice che divide come poche altre la platea dei lettori tra adoratori incondizionati e detrattori spietati, la serie segue Marianne e Connell attraverso anni di una relazione che non trova mai pace. Dodici episodi da mezz'ora ciascuno, diretti da Lenny Abrahamson, il regista di Room, e Hettie MacDonald, con una sceneggiatura scritta dalla stessa Rooney insieme a Alice Birch di Succession.
Ma Connell nasconde una timidezza paralizzante, la paura costante di finire nel mirino del branco come Marianne, di perdere lo status che lo protegge. È proprio questa dinamica di potere rovesciata a rendere la loro relazione così dolorosa. Al liceo, Connell sta con Marianne in privato ma quasi non la saluta in pubblico, terrorizzato dal giudizio degli amici. Lei accetta, abituata alle prepotenze familiari, alle dinamiche di sopraffazione che vive quotidianamente in casa. Fino a quando diventa troppo. All'università, al Trinity College di Dublino, i ruoli si capovolgono. Marianne si muove sicura in un ambiente che non conosce il suo passato, mentre Connell, uscito dal suo habitat naturale, è un pesce fuor d'acqua. Si tengono a distanza, poi si rimettono insieme, poi si capiscono male e di nuovo tutto da capo, in un circolo vizioso destinato potenzialmente a non finire mai.
Ma cosa rende Normal People così diversa dalle altre serie romantiche? È la capacità di raccontare l'amore senza carinerie, senza gli artifici narrativi del genere, senza promettere necessariamente un lieto fine. Marianne e Connell portano entrambi a dare il meglio e il peggio di sé, e questo avviene perlopiù a causa delle intromissioni del mondo esterno, delle insicurezze radicate, dei traumi non elaborati. La serie è stata scritta e recitata con una maestria rara. Daisy Edgar-Jones è straordinaria nei panni di Marianne, uno dei personaggi femminili più complessi, teneri e intelligenti che la narrativa contemporanea ci ha regalato. Paul Mescal interpreta un Connell introspettivo ma più sensibile rispetto alla controparte letteraria, capace di far emergere le fragilità sotto la maschera della popolarità. Insieme a loro, Sarah Greene è Lorraine, la madre di Connell, e Aislín McGuckin l'algida Denise, madre di Marianne.