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Un misterioso omicidio in chiesa: l'ultima sfida di Daniel Craig/Benoit Blanc è su Netflix

Benoit Blanc indaga su un omicidio impossibile in chiesa. Rian Johnson firma il terzo capitolo di Knives Out con Daniel Craig e Josh O'Connor.

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Dimenticate le ville scintillanti della New England e le isole greche bagnate dal sole. Rian Johnson ha deciso di portare il suo detective preferito in un territorio completamente diverso, dove il glamour lascia spazio alla pietra grigia, alle atmosfere gotiche e a una tensione che ti si attacca addosso come l'umidità di una cripta. Wake Up Dead Man – A Knives Out Mystery, il terzo capitolo della saga di Benoit Blanc, è finalmente approdato su Netflix, e possiamo dirlo senza timore: non assomiglia a niente di quello che abbiamo visto finora. Daniel Craig torna nei panni dell'investigatore con la fedora, sempre impeccabile, sempre con quella parlantina che incanta e confonde. Ma questa volta il contesto è radicalmente mutato. Niente più ricchi eccentrici in ville da sogno o miliardari tech su isole private. Il palcoscenico è una piccola chiesa nell'entroterra di New York, Our Lady of Perpetual Fortitude, una parrocchia dimenticata da Dio e forse anche dall'uomo, dove un omicidio apparentemente impossibile scuote una comunità già sull'orlo del collasso.

La storia si apre con padre Jud Duplenticy, interpretato da un eccezionale Josh O'Connor, il principe Carlo di The Crown che qui veste i panni di un giovane prete ed ex pugile. Jud ha trovato Cristo dopo una tragedia sul ring, e viene mandato – più come punizione che come promozione – ad assistere Monsignor Jefferson Wicks, carismatico predicatore interpretato da Josh Brolin. La parrocchia che lo accoglie è un luogo avvelenato, dove la fede si mescola alla paura e i sermoni di Wicks sono armi di controllo psicologico più che messaggi di speranza. I parrocchiani formano un mosaico umano variegato e disperato. C'è Martha Delacroix, la devota perpetua sempre presente, e Samson Holt, il custode taciturno che conosce tutti i segreti della chiesa. L'avvocatessa Vera Draven e suo figlio Cy, un politico fallito in cerca di riscatto attraverso i social media. Il dottor Nat Sharp, annegato nell'alcol, lo scrittore Lee Ross e la violoncellista Simone Vivane, tormentata dal dolore cronico. Ognuno di loro porta con sé un bagaglio di sofferenza, rancore e segreti inconfessabili.

Quando Wicks viene pugnalato a morte durante la messa del Venerdì Santo, in un'alcova della chiesa apparentemente senza vie di fuga, il capo della polizia locale Geraldine Scott capisce immediatamente di trovarsi davanti a qualcosa che supera le sue capacità. Ed ecco che entra in scena Benoit Blanc, chiamato a risolvere quello che lui stesso definisce "un omicidio travestito da miracolo". Come è possibile che qualcuno abbia ucciso il monsignore in piena messa, davanti a tutta la congregazione, senza essere visto? È questo il cuore del mistero che Johnson costruisce con la meticolosità di un orologiaio. Johnson, regista e sceneggiatore di tutti e tre i capitoli della saga, aveva già espresso l'interesse di realizzare ulteriori film con Benoit Blanc prima ancora che il primo Knives Out – Cena con delitto uscisse nelle sale nel 2019. Netflix ha acquisito i diritti della saga, e dopo Glass Onion del 2022, questo terzo capitolo segna un'evoluzione stilistica significativa. Se il primo film era un omaggio ai classici whodunit modernizzati con una satira sociale leggera, e il secondo era un pasticcio postmoderno fin troppo sopra le righe, Wake Up Dead Man trova un equilibrio diverso, più maturo e riflessivo.

L'aspetto più interessante è come Johnson utilizzi il contesto religioso non come semplice sfondo, ma come terreno fertile per un discorso politico esplicito. Diverse recensioni hanno sottolineato come il film analizzi l'aspetto religioso del trumpismo, esplorando come la fede possa essere manipolata e trasformata in strumento di potere e divisione. Wicks non è solo un villain, è il ritratto di un certo tipo di leadership carismatica che tiene le persone sotto scacco attraverso la paura travestita da verità assoluta. La struttura narrativa del film segna un ulteriore cambio rispetto ai capitoli precedenti. Johnson evita l'effetto ripetitivo modificando la presentazione delle premesse e il modo in cui le informazioni vengono rivelate allo spettatore. La trama è intricatissima, tanto che alcuni spettatori hanno confessato di essere dovuti tornare indietro diverse volte per cogliere tutti i dettagli. Ma è proprio questa complessità a rendere il film appagante per chi ama i gialli seri, dove lo spettatore ha tutte le informazioni necessarie per risolvere il caso insieme al detective.

Il rapporto tra Benoit Blanc e padre Jud è il cuore emotivo del film. Blanc, sempre ai margini come osservatore razionale, qui si trova confrontato con qualcosa che sfida la pura logica: la fede. Jud rappresenta la spiritualità genuina, quella che cerca risposte oltre i fatti materiali. È "giovane, stupido e pieno di Cristo", come si definisce lui stesso, ma è proprio questa purezza a metterlo in contrasto con la fede corrotta predicata da Wicks. Il dialogo tra razionalità e spiritualità diventa uno degli assi portanti della narrazione. Wake Up Dead Man si posiziona quindi come un'opera di passaggio, che consolida la saga portandola verso territori più maturi e complessi. Non è il divertissement scanzonato del primo capitolo, né l'eccesso barocco del secondo. È qualcosa di diverso, più cupo, più riflessivo, ma non meno coinvolgente. Un thriller che si prende il tempo di esplorare le zone d'ombra dell'animo umano, dove peccato e redenzione si mescolano in modi impossibili da separare.

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