Un posto al sole, Francesco Vitiello si espone sulla malattia e il lavoro sul set: "Ci consideravano di serie B"
Francesco Vitiello racconta perché lasciò Un posto al sole per 5 anni: la battaglia contro l'alopecia iniziata a 16 anni e il difficile ritorno sul set.
Chi segue da anni le vicende di Palazzo Palladini ricorda perfettamente quando Diego Giordano è sparito dalle scene. Cinque anni di assenza da Un posto al sole, la soap italiana più longeva della televisione, che hanno lasciato un vuoto nei cuori dei fan e alimentato speculazioni di ogni tipo. Ora Francesco Vitiello, l'attore che ha dato vita al personaggio fin da ragazzino, ha deciso di raccontare la verità dietro quella scelta così radicale.
L'alopecia è una condizione che provoca la perdita di capelli in modo rapido, spesso a chiazze, e che può manifestarsi con forme di aggressività diverse. Per un attore, per chi vive davanti alle telecamere, rappresenta una sfida che va oltre il fisico e tocca le corde più profonde dell'identità. Vitiello ha iniziato a conviverci a sedici anni, in piena adolescenza, quando il rapporto col proprio corpo è già di per sé un campo minato. "A me è iniziata quando avevo 16 anni, andava e veniva, ma comunque in una forma abbastanza aggressiva. A quell'età si è vanitosi, si passano ore davanti allo specchio, per un ragazzo era una prova da affrontare", ha spiegato.
Ma c'è un elemento che ha reso tutto ancora più complesso: l'esposizione mediatica. Quando sei un volto noto di una delle serie più seguite d'Italia, non puoi semplicemente sparire, non puoi nasconderti. "Io ero così esposto mediaticamente, non mi potevo nascondere. Quindi era tutto moltiplicato per due, se non per dieci", ha rivelato Vitiello. Un adolescente normale può permettersi di affrontare i propri cambiamenti nell'intimità della propria cerchia, ma per chi è sotto i riflettori ogni trasformazione diventa pubblica, scrutata, commentata.
Il ritorno a Un posto al sole è stato accolto con entusiasmo dal pubblico. Diego Giordano è tornato sugli schermi e Vitiello ha ritrovato il suo posto in quella grande famiglia che è la produzione della soap. "Un posto al sole ti lascia andare e ti riaccoglie quando sei pronto", ha detto, riconoscendo la generosità di una produzione che gli ha concesso il tempo necessario per affrontare le sue battaglie personali.
Nelle stesse interviste, Vitiello ha ricordato anche il clima degli esordi. "All'inizio Un posto al sole veniva considerata una fiction di serie B", ha raccontato, un pregiudizio che il tempo ha ampiamente smentito. La serie, nata nel 1996, è diventata un pilastro della serialità italiana, un punto di riferimento per intere generazioni di spettatori e un trampolino di lancio per tantissimi attori che hanno calcato il set di Palazzo Palladini.