FILM

Una Margot Robbie iconica nel cinecomic su Prime Video che ha rivoluzionato un personaggio dei fumetti

La Harley Quinn di Margot Robbie segna una svolta nei cinecomic grazie al rating R. Analisi del film diretto da Cathy Yan con cast femminile.

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Quando Margot Robbie è apparsa per la prima volta come Harley Quinn in Suicide Squad, il personaggio ha conquistato immediatamente il pubblico, nonostante le evidenti limitazioni narrative del film di David Ayer. Ma cosa succederebbe se quella stessa Harley potesse finalmente liberarsi, non solo dal Joker, ma dalle catene di un rating PG-13 che impedisce di mostrare la vera, feroce natura del personaggio? La risposta arriva con Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn), disponibile su Prime Video, e si chiama classificazione R. Birds of Prey rappresenta un punto di svolta nel panorama dei cinecomic. Dopo il successo non convenzionale di Joker, Warner Bros. ha dimostrato ancora una volta di essere disposta a correre rischi, creando un film che tecnicamente appartiene al DC Extended Universe ma che, nei fatti, ne rappresenta una liberazione. Questo è un film che si libera dai vincoli, dalle convenzioni e dalle aspettative di ciò che un film sui supereroi dovrebbe essere.

Al centro della storia troviamo Harley Quinn in un momento di profonda trasformazione. Per la prima volta nella sua vita, non è più la fidanzata del Joker. Questa emancipazione personale diventa il motore narrativo di tutto il film, un'esperienza che, come sottolineato dalla sceneggiatura di Christina Hodson (già autrice di Bumblebee), è profondamente e autenticamente femminile. Perdere la propria identità in una relazione tossica, dover ricostruire se stesse da zero, affrontare un mondo che ti definiva solo in relazione a qualcun altro: sono temi universali che acquisiscono particolare risonanza quando filtrati attraverso la lente di un personaggio come Harley. Ma l'emancipazione ha un prezzo. Senza la protezione che derivava dall'essere la compagna del Clown Prince of Crime, Harley diventa improvvisamente vulnerabile. Tutti coloro che aveva offeso o danneggiato quando era sotto l'ombrello protettivo del Joker ora vogliono vendetta.

È in questa situazione disperata che la storia prende forma, quando Harley si trova costretta a recuperare il diamante dei Bertinelli per consegnarlo a Roman Sionis, meglio conosciuto come Black Mask, interpretato da un Ewan McGregor al suo meglio. Il villain di McGregor oscilla con maestria tra l'affabilità minacciosa e gli scoppi erratici di violenza, creando un antagonista imprevedibile e genuinamente inquietante. Al suo fianco, Chris Messina porta sullo schermo un Victor Zsasz che ha un talento particolare per la crudeltà, aggiungendo un ulteriore livello di pericolo credibile alla narrazione. La vera genialità di Birds of Prey, però, risiede nella sua natura corale. Il film introduce una serie di personaggi femminili, ciascuno con la propria storia di liberazione da raccontare. C'è Renee Montoya, la detective della polizia di Gotham interpretata da Rosie Perez, che combatte contro il sessismo istituzionale del suo dipartimento. C'è Dinah Lance, alias Black Canary, interpretata da una straordinaria Jurnee Smollett-Bell, una metaumana con poteri sonori che lavora come cantante nel club di Sionis, intrappolata in una situazione sempre più pericolosa.

C'è Helena Bertinelli, la Huntress di Mary Elizabeth Winstead, una vigilante socialmente impacciata ma letale, spinta dalla vendetta per l'omicidio della sua famiglia. E poi c'è Cassandra Cain, interpretata dalla giovane Ella Jay Basco, una pickpocket orfana che diventa il fulcro della caccia quando ruba proprio il diamante che tutti cercano. Hodson intesse queste storie individuali in un arazzo narrativo che utilizza Harley come narratrice onnisciente, anche se inaffidabile. Il risultato è un film non lineare che si muove avanti e indietro nel tempo, seguendo i capricci della mente di Harley. Questa struttura può risultare inizialmente disorientante, ma quando tutti i pezzi si incastrano, rivela una costruzione narrativa più intelligente di quanto non sembri a prima vista. Ciò che davvero eleva Birds of Prey oltre il territorio del cinecomic convenzionale è la visione della regista Cathy Yan. La sua direzione permea ogni aspetto del film, dalle sequenze d'azione ai costumi, dalla colonna sonora ai dettagli più minuti. Le scene di combattimento sono brutali, coreografate con una precisione che mette in mostra le abilità uniche di ogni personaggio.

Harley torna ai suoi movimenti da ginnasta, e quando impugna la sua iconica mazza da baseball, scatena un caos che lascia letteralmente senza fiato. Ma è nei dettagli che la prospettiva femminile del film emerge con maggiore forza: Harley che interrompe un combattimento per dare un elastico per capelli a un'amica non è solo un momento divertente, è un'osservazione autentica su come le donne vivano e navighino il mondo, anche in mezzo al caos. La performance di Margot Robbie merita una menzione speciale. Qui, libera dai vincoli narrativi di Suicide Squad, può finalmente esplorare tutte le sfumature di Harley Quinn. Robbie porta al personaggio un'energia selvaggia e positiva, ma anche un'empatia profondamente umana. Il modo in cui il film e l'attrice trattano la malattia mentale di Harley è più sottile e autentico rispetto all'incarnazione precedente. Non si tratta di una generica "pazzia", ma di qualcosa di più sfumato, più reale, anche se mai esplicitamente definito.

Birds of Prey rappresenta ciò che il cinema di genere può diventare quando donne raccontano storie di donne, per tutti. Christina Hodson alla sceneggiatura, Cathy Yan alla regia, Erin Benach ai costumi: voci femminili che creano un'opera che cattura autenticamente esperienze femminili pur rimanendo universalmente accessibile ed emozionante. Non è un film "per donne" più di quanto un film Marvel sia "per uomini", è semplicemente un grande film d'azione che dà priorità a prospettive troppo spesso marginalizzate nel genere supereroistico. Per chi ha fame di film guidati da donne, per chi è stanco delle formule prevedibili dei cinecomic, per chi vuole semplicemente passare due ore divertendosi davanti a sequenze d'azione spettacolari e personaggi memorabili, Birds of Prey offre tutto questo e molto altro. È una dimostrazione che il genere supereroistico ha ancora molto da dire, purché sia disposto a correre rischi e a dare voce a prospettive diverse.

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