Un'auto rubata e un criminale famigerato: il film più visto su Netflix è tratto da una storia vera
Questo film domina Netflix: il thriller con Alfonso Herrera racconta l'arresto shock di El Chapo Guzmán da parte di due agenti messicani nel 2016.
I thriller criminali continuano a rappresentare il cuore pulsante del catalogo Netflix, un genere che la piattaforma californiana coltiva con ossessione metodica. Tra centinaia di titoli in licenza e una produzione originale incessante, il colosso dello streaming ha costruito un ecosistema narrativo dove tensione, crimine e adrenalina regnano sovrani. Dopo il successo della serie TV Man on Fire e pellicole come Havoc (2025) e Rebel Ridge (2024), il 2026 ha già visto emergere titoli che hanno catalizzato l'attenzione del pubblico globale, da The Rip a Colors of Evil: Black. Ma l'ultima aggiunta a questo pantheon criminale sta facendo qualcosa di diverso. Facing El Chapo, diretto da Chava Cartas, è schizzato in vetta alle classifiche mondiali di Netflix con una velocità che ha sorpreso persino gli analisti della piattaforma. Al momento in cui scriviamo, il film occupa stabilmente la prima posizione tra i contenuti più visti a livello globale, conquistando il podio in meno di ventiquattro ore dal rilascio avvenuto il 21 agosto 2026.
La sceneggiatura di Bernardo Esquinca e la regia di Cartas scelgono di concentrarsi su un momento specifico, intenso, quasi claustrofobico della saga di Guzmán. Non una biografia onnicomprensiva, ma un frammento temporale carico di tensione esistenziale. È una scelta narrativa che paga dividendi immediati: invece di disperdere l'attenzione su decenni di attività criminale, il film comprime l'esperienza in un'ora e mezza di suspense calibrata, dove ogni minuto conta. La rapida ascesa nelle classifiche non è casuale. Il nome "El Chapo" porta con sé un riconoscimento istantaneo, un'aura mediatica costruita negli anni attraverso arresti, evasioni e il successivo processo negli Stati Uniti che si è concluso con una condanna all'ergastolo. Per molti spettatori, quel nome evoca immediatamente titoli di giornale, servizi televisivi, un capitolo oscuro della guerra alla droga che ha segnato il Messico e i rapporti internazionali.
Netflix stessa aveva già esplorato la figura di Guzmán con la serie El Chapo, andata in onda per tre stagioni a partire dal 2017. Quella produzione offriva una cronaca estesa delle origini del criminale, della sua ascesa nel mondo del narcotraffico e della costruzione del suo impero. Facing El Chapo funziona come una sorta di companion piece, uno zoom drammatico su un episodio specifico che coloro che hanno seguito la serie potrebbero trovare particolarmente interessante. È come osservare lo stesso personaggio attraverso lenti diverse: una panoramica epica contro un primo piano ravvicinato, claustrofobico. La produzione, guidata da Francisco González Compeán, beneficia anche di un momento culturale favorevole. I true crime – storie criminali basate su fatti reali – stanno vivendo una stagione d'oro, alimentati da podcast, documentari e serie televisive (come questa, tra brividi e colpi di scena) che trasformano casi giudiziari in narrazioni avvincenti. Il pubblico contemporaneo ha sviluppato un appetito vorace per storie che promettono autenticità, per eventi che "sono davvero accaduti", come se la realtà conferisse un peso morale e un brivido supplementare alla finzione.