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Venezia 2026, le frange di paillettes e i completi over: Favino e Ronchi brillano in uno stile tutto italiano

Venezia 2026 decima serata: Pierfrancesco Favino brilla in eleganza sartoriale. Tutti i look dal red carpet tra stile italiano e internazionale.

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La Mostra del Cinema di Venezia 2026 entra nel vivo della sua fase conclusiva e la decima serata regala al Lido un tripudio di eleganza, audacia sartoriale e qualche scelta coraggiosa. Mentre i riflettori si preparano a spegnersi sulla kermesse più attesa dell'anno, il red carpet continua a essere il palcoscenico dove cinema e moda si fondono in un dialogo senza parole, fatto di tessuti preziosi, tagli arditi e quella sottile tensione che precede il verdetto finale.

La serata vede protagonista Pierfrancesco Favino, volto del cinema italiano che non tradisce mai le aspettative quando si tratta di stile. L'attore arriva per presentare "Dio Ride", il film di chiusura firmato da Giovanni Veronesi, scegliendo un look monocromo che è pura espressione di quella sartorialità contemporanea che lo contraddistingue. Abito dal taglio leggermente over con blazer doppiopetto, un equilibrio perfetto tra formalità e modernità. Non è solo questione di vestiti: Favino incarna quel tipo di eleganza maschile che parla di consapevolezza, di chi conosce il proprio corpo e sa esattamente cosa valorizzarlo.

@comingsoon.it 💕✨🎥 #PierfrancescoFavino ha sfilato sul red carpet di #Venezia83 per presentare il film di chiusura della Mostra #DioRide ♬ audio originale - Comingsoon.it



Ad accompagnarlo sul tappeto rosso, un cast che porta sul red carpet una varietà di interpretazioni stilistiche degne di nota. Maurizio Lombardi osa con un completo a pois firmato Zegna che strizza l'occhio all'estetica del pigiama da sera, un azzardo che funziona. Francesco Gheghi opta per Armani con una camicia dal colletto alla coreana, scelta minimale ma efficace che testimonia come l'eleganza possa prescindere dalla cravatta. Giovanni Veronesi mantiene un profilo più sobrio in blu, mentre Silvio Orlando in nero dimostra che il classico è sempre vincente quando portato con la giusta disinvoltura.

Le presenze femminili illuminano la serata con interpretazioni diverse del glamour. Barbara Ronchi, membro della giuria del Concorso, si presenta con un abito da sera blu notte che è pura poesia tessile. Onde sinuose tra i capelli e un livello di scintillio calibrato con precisione millimetrica: il risultato è un'aura preziosa che non scivola mai nel pacchiano. Le linee pulite dell'abito, curato dal team di stylist Sara Castelli Gattinata e Vanessa Borzacchi, dimostrano che il minimalismo, quando fatto bene, può risultare più potente di qualsiasi decorazione eccessiva.


Alma Noce sceglie invece la strada dell'austerità contemporanea con un abito nero lungo Louis Vuitton caratterizzato da un top in stile bolero che scopre strategicamente l'addome. È una dichiarazione di stile che parla di sicurezza, di una femminilità che non ha bisogno di compromessi. Federica Luna Vincenti rimane nella palette del blu notte con un classico contemporaneo dal top ad incrocio e gonna con spacco, impreziosito da dettagli luminosi sul bordo.

La serata riserva spazio anche alla dimensione internazionale del Festival. Il film iraniano "Kami Nour (Un po' di luce)" di Ali Asgari porta sul tappeto rosso una delegazione che sa come coniugare tradizione e modernità. Il regista, formale con cravatta, posa accanto alla nipote Sadaf Asgari, che sceglie un dress con bustier e mantellina ricamata indossato con guanti sottili di tulle: celebra la capacità di portare la complessità senza risultare appesantita.



Le compagne di cast regalano una lezione di stile collettivo: Mehrnaz Iranmanesh in velluto con mantella sottile, Faezeh Rad sontuosa in nero con tunica a strati, Nasrin Yari in total white e Forouzan Jamshidnejad con un abito sottoveste decorato dimostrano come l'identità culturale possa dialogare con i codici dell'alta moda internazionale senza perdere la propria voce.

"Ritorno a Buenos Aires" porta al Lido Adriano Giannini, protagonista del dramma storico e biografico di Marco Bechis in programma nelle sale italiane dal 17 settembre. L'attore sceglie lo stile sartoriale di stampo classico: abito scuro monopetto con camicia bianca e cravatta abbinata. È l'interpretazione più tradizionale dell'eleganza maschile, quella che non cerca effetti speciali ma punta sulla perfezione dei dettagli, sulla vestibilità impeccabile, sulla consapevolezza che alcuni codici funzionano da sempre per un motivo preciso.



Marco Bechis, regista della pellicola, opta per un completo scuro con giacca dal collo alla coreana da cui emerge una camicia rosa forte: è il tocco di colore che personalizza senza stravolgere, che dimostra personalità senza cadere nell'eccentrico. Ana Celentano, attrice argentina protagonista del film, sceglie invece una pioggia di frange di paillettes che catturano la luce con ogni movimento, mentre Vijaya Bechis Boll porta sul red carpet un abito a fantasia tropicale che inietta una dose di colore nella serata.

Non mancano le presenze dal mondo dello spettacolo italiano più pop. Rosa Perrotta e Pietro Tartaglione dimostrano che anche le coppie provenienti dal piccolo schermo sanno interpretare il dress code del Festival: lei con un abito gioiello senza spalline dal fondo cipria, lui con smoking dalla giacca bianca senza revers decorata con un nastro di paillettes a contrasto. Paula, Javier e Sol Zanetti marciano compatti in versione famiglia glamour: madre e figlia con dress lunghi dalle spalline sottili rivestiti di paillettes brillanti, l'ex campione in smoking. È il red carpet come esperienza collettiva, dove l'eleganza diventa linguaggio condiviso tra generazioni.

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