Warner Bros. Discovery perde milioni di abbonati: la nuova strategia della piattaforma
Warner Bros Discovery perde 252 milioni ma HBO Max cresce a 131,6 milioni di abbonati. L'azienda non comunicherà più i dati. Netflix e Paramount in lotta per l'acquisto.
Nel mezzo di una tempesta perfetta che vede Netflix e Paramount combattere per il suo futuro, Warner Bros Discovery ha pubblicato i risultati finanziari del quarto trimestre 2025. I numeri raccontano una storia complessa: perdite ridotte ma ancora significative, un servizio streaming in crescita costante, e una decisione che farà discutere per mesi.
La compagnia guidata da David Zaslav ha chiuso il trimestre ottobre-dicembre con una perdita netta di 252 milioni di dollari, equivalente a 10 centesimi per azione diluita. Un dato che, per quanto negativo, rappresenta comunque un miglioramento rispetto ai trimestri precedenti. Il fatturato complessivo ha raggiunto 9,5 miliardi di dollari, superando le aspettative di Wall Street che si attestavano su 9,37 miliardi.
Ma è HBO Max a rappresentare la vera nota positiva in questo scenario frammentato. Il servizio di streaming ha toccato quota 131,6 milioni di abbonati globali, con un incremento di 3,6 milioni di utenti rispetto al trimestre precedente. La crescita è stata trainata principalmente dai mercati internazionali, che hanno contribuito con 2,4 milioni di nuovi sottoscrittori, mentre il mercato domestico statunitense ha aggiunto 1,2 milioni di abbonati.
L'espansione europea sta dando i frutti sperati. I recenti lanci in Germania e Italia hanno dimostrato l'appetito del pubblico per il catalogo HBO, e l'azienda guarda con ottimismo al debutto nel Regno Unito e in Irlanda previsto per il 26 marzo 2026. Secondo le proiezioni contenute nella lettera agli azionisti, Warner Bros Discovery conta di chiudere il primo trimestre 2026 con oltre 140 milioni di abbonati, puntando a superare i 150 milioni entro la fine dell'anno.
Sul fronte dei ricavi, lo streaming ha generato 2,8 miliardi di dollari, con un aumento del 5 percento su base annua. La componente pubblicitaria ha mostrato particolare vitalità, balzando del 18 percento a 278 milioni di dollari, mentre i ricavi da abbonamento sono cresciuti del 3 percento raggiungendo 2,4 miliardi.
Ma proprio quando i numeri dello streaming sembrano giustificare la strategia aziendale, arriva l'annuncio che ha colto di sorpresa analisti e investitori: il quarto trimestre 2025 sarà l'ultimo in cui Warner Bros Discovery comunicherà regolarmente i dati sugli abbonati. Una decisione che segue la strada già tracciata da Netflix e Disney, ma che solleva interrogativi sul timing e sulle motivazioni reali.
Perché nascondere i numeri proprio quando la crescita sembra finalmente consolidata? La trasparenza che ha caratterizzato l'era dello streaming pionieristico sta lasciando spazio a una nuova fase, dove le metriche tradizionali vengono considerate fuorvianti o troppo volatili per fornire un quadro accurato del business. Ma per gli investitori e gli osservatori del settore, questa opacità rappresenta un problema: come valutare l'effettiva salute di un servizio senza conoscerne la base utenti?
Mentre lo streaming brilla, il resto dell'impero Warner Bros Discovery mostra evidenti segni di affaticamento. Il segmento studios ha registrato un calo del 13 percento nei ricavi, fermandosi a 3,2 miliardi di dollari. Il box office ha perso l'11 percento, la produzione televisiva è sprofondata del 18 percento, e il gaming ha subito un tracollo devastante del 34 percento. Sono numeri che raccontano un'industria dell'intrattenimento tradizionale in profonda trasformazione, dove i modelli di business consolidati vacillano sotto la pressione del cambiamento nelle abitudini di consumo.
La divisione dei canali televisivi lineari globali ha visto i ricavi contrarsi del 12 percento a 4,2 miliardi di dollari. La perdita dei diritti NBA ha inferto un colpo durissimo: i ricavi pubblicitari sono crollati del 14 percento, mentre l'audience statunitense è precipitata del 22 percento. Per decenni, i diritti sportivi hanno rappresentato un asset strategico per le reti televisive, capaci di garantire ascolti in diretta e inserzionisti premium. Perdere la NBA non è solo una questione di numeri, ma di prestigio e capacità di attrarre pubblico in tempo reale.
Il free cash flow si è attestato a 1,4 miliardi di dollari, un dato positivo ma da contestualizzare rispetto all'enorme debito che grava sulla società: 33,5 miliardi di dollari. Un fardello ereditato dalla fusione tra WarnerMedia e Discovery, che continua a condizionare ogni decisione strategica e rappresenta una spada di Damocle sulle ambizioni di crescita.
Ed è proprio questo indebitamento, unito alla complessità di un conglomerato che spazia dallo streaming al cinema, dalla TV lineare ai videogiochi, a rendere Warner Bros Discovery un boccone tanto ambito quanto difficile da digerire. Netflix ha già sul tavolo un accordo vincolante per acquistare gli asset di studio e streaming, ma Paramount Skydance ha rilanciato con un'offerta che include l'intera compagnia, reti televisive lineari comprese, a 31 dollari per azione.
Il consiglio di amministrazione di Warner Bros Discovery ha dichiarato che la proposta di Paramount potrebbe ragionevolmente configurarsi come una "company superior proposal" secondo i termini dell'accordo già siglato con Netflix. Una formula tecnica che tradotta significa: potremmo cambiare idea se l'offerta è abbastanza allettante. Ma l'azienda ha anche chiarito che il board continua a raccomandare la transazione con Netflix e che non vi è alcuna certezza che l'offerta Paramount si concretizzerà in un accordo definitivo.
Durante la conference call con gli analisti, la dirigenza ha posto un limite netto: nessuna domanda sulla battaglia per l'acquisizione. David Zaslav e il suo team hanno blindato l'argomento, concentrando l'attenzione sui risultati operativi. Una mossa comprensibile dal punto di vista legale e strategico, ma che lascia il mercato nel limbo dell'incertezza.
La questione di fondo resta aperta: quale futuro attende Warner Bros Discovery? Lo scenario più probabile vede una fusione o acquisizione entro i prossimi mesi, con conseguenze profonde sulla configurazione del panorama dello streaming globale. Se dovesse prevalere Netflix, si consoliderebbe ulteriormente il dominio del gigante rosso, che ingloberebbe un catalogo prestigioso e una base utenti in rapida espansione. Una vittoria di Paramount Skydance, invece, darebbe vita a un nuovo colosso integrato verticalmente, capace di competere su tutti i fronti dell'intrattenimento.
Warner Bros Discovery ha dimostrato che lo streaming può crescere anche in un contesto aziendale difficile, ma ha anche mostrato quanto sia fragile l'equilibrio di un impero costruito sull'integrazione verticale quando i singoli pilastri iniziano a cedere. Il cinema arranca, la TV lineare perde audience, i videogiochi deludono. Solo lo streaming tiene, ma è sufficiente un solo pilastro per reggere l'intera costruzione?
La decisione di smettere di comunicare i numeri degli abbonati aggiunge un ulteriore strato di complessità a questa narrativa già intricata. Sarà interpretata come un segno di maturità del business streaming, che vuole essere valutato sulla redditività complessiva piuttosto che sulla crescita a tutti i costi? Oppure come un tentativo di mascherare un rallentamento imminente dopo l'espansione internazionale? Solo il tempo potrà dirlo, ma intanto gli investitori dovranno abituarsi a navigare al buio, fidandosi di metriche aggregate e promesse di profittabilità futura.