Woody Harrelson tra ricchezza e capovolgimenti: il film Palma d'Oro nel 2022 da scoprire su Prime Video
Palma d'Oro nel 2022, per questo film che fa una satira feroce su ricchezza e potere tra yacht di lusso, vomito e capovolgimenti sociali.
Triangle of Sadness, il film di Ruben Östlund che ha conquistato la Palma d'Oro a Cannes 2022, è disponibile su Prime Video. Si tratta di una satira feroce confezionata in tre atti distinti, ognuno dei quali ribalta completamente le dinamiche di potere stabilite nel precedente. Si parte dal mondo della moda e degli influencer, con Carl (Harris Dickinson) e Yaya (Charlbi Dean) che navigano tra casting, cene costose e battibecchi su chi debba pagare il conto. La coppia finisce presto su uno yacht di lusso da 250 milioni di dollari, circondata da veri miliardari tra i quali Thomas Smith (Woody Harrelson), un comandante che si dichiara marxista convinto.
È qui che Östlund affonda il colpo, letteralmente e metaforicamente. Quando un ospite chiede al cameriere di entrare nella vasca idromassaggio con loro, l'atto apparentemente gentile rivela le dinamiche di potere che permeano ogni interazione su quella nave. I dipendenti vengono spinti a tuffarsi in mare dallo scivolo, la cena del capitano viene rimandata, i confini tra lavoro e piacere si dissolvono sotto la pressione del denaro. Ma è nel secondo atto che Triangle of Sadness diventa qualcosa di completamente diverso, un'esperienza cinematografica che ricorda un episodio di Below Deck finito terribilmente male. Una tempesta colpisce lo yacht proprio durante la cena del capitano, scatenando una sequenza che è diventata già leggendaria: vomito, toilette che straripano nei corridoi, caviale e aragoste che tornano da dove sono venuti.Mentre il caos regna sovrano, il capitano Thomas e l'oligarca russo Dimitry (Zlatko Buric) si scambiano citazioni di Karl Marx, Mark Twain, Margaret Thatcher e Ronald Reagan tra bicchieri di whisky. È didascalico? Certamente. Funziona? Assolutamente sì. Östlund sa esattamente cosa sta facendo. Quando Thomas lamenta di possedere troppa proprietà materiale per potersi definire un vero marxista, il regista non sta cercando di nascondere la pesantezza del suo messaggio. Al contrario, la sta enfatizzando, rendendola parte integrante dello spettacolo. Perché Triangle of Sadness è esattamente questo: uno spettacolo sfacciato quanto i capitalisti che sta condannando. Dalla moda allo yacht, dai piatti serviti alla cena alle dinamiche sociali, non c'è nulla di sottile in questo film. Ed è proprio questa sfrontatezza a renderlo efficace.
Il terzo atto porta i sopravvissuti su un'isola tropicale lussureggiante, e qui Östlund trova il suo vero colpo di genio. I rapporti di forza si ribaltano completamente quando Abigail (Dolly De Leon), vista fino a quel momento solo come addetta alle pulizie dello yacht, prende il comando. De Leon, attrice filippina per lo più sconosciuta al pubblico internazionale, diventa il cuore pulsante del film, la sua performance così potente che in un mondo giusto sarebbe la favorita per l'Oscar come miglior attrice non protagonista. Il film prende il nome dall'area del viso sopra il naso e tra le sopracciglia, dove compaiono le rughe e dove vengono iniettate le punture di botox. Ma a metà del secondo atto, quel triangolo richiama un altro triangolo famoso, quello delle Bermuda. Persone scompaiono, realtà si dissolvono, certezze affondano insieme allo yacht. La prima metà del film funziona come una satira affilata, seppur familiare, della ricchezza e della bellezza.
È nella seconda metà che Östlund trova veramente il suo territorio, quello spazio dove le dinamiche di potere si espandono e si contraggono, dove i personaggi vengono forzati insieme e poi separati in modi sempre più sorprendenti. Triangle of Sadness non è un film per tutti. Chi cerca intrattenimento leggero o trame lineari rimarrà probabilmente deluso. Ma per chi è disposto a immergersi in due ore e mezza di satira feroce, immagini disgustose e riflessioni acute sulle dinamiche di potere che governano la nostra società, questo è uno dei film più importanti e coraggiosi dell'anno. Un'opera che usa il linguaggio del cinema d'autore per raccontare verità scomode, che fa ridere mentre fa riflettere, che disgusta mentre affascina. Esattamente il tipo di film che merita la Palma d'Oro.