Young Sherlock: Guy Ritchie riscrive la storia dell'amatissimo detective, il cast loda la formula vincente
Young Sherlock di Guy Ritchie su Prime Video non è collegato ai film con Robert Downey Jr. Scopri come la serie reinventa il detective negli anni formativi.
di Alba Rossi
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Quando si pensa a Guy Ritchie e Sherlock Holmes, la mente corre inevitabilmente ai due film che hanno ridefinito il detective di Baker Street sul grande schermo: quelli con Robert Downey Jr. nei panni del celebre investigatore e Jude Law in quelli del fidato Watson. Eppure, la nuova serie Prime Video Young Sherlock, pur portando la firma del regista britannico, non appartiene letteralmente a quello stesso universo narrativo. Si tratta di una reinvenzione completa, spiritualmente connessa ma narrativamente autonoma, che esplora gli anni formativi del detective più famoso della letteratura.
La serie segue Sherlock durante i suoi anni a Oxford, dove il giovane detective si trova invischiato in una complessa vicenda che coinvolge la principessa reale Gulun Shou'an, interpretata da Zine Tseng, già vista in 3 Body Problem. Quando alcuni preziosi rotoli scompaiono dalla biblioteca dell'università, tutti i sospetti convergono proprio su Sherlock, costretto a risolvere il mistero per scagionarsi e, nel contempo, scoprire alcuni segreti della misteriosa storia della principessa stessa.
L'attore irlandese ha sottolineato come Ritchie dimostri una passione autentica per Sherlock Holmes come personaggio iconico britannico, abbastanza da tornare a esplorarlo in modi radicalmente differenti. "È davvero creativo da parte sua esplorarlo ora in due modi diversi", ha osservato Finn, riferendosi alla coesistenza delle sue interpretazioni cinematografiche e seriali del personaggio.
Per Hero Fiennes Tiffin, Young Sherlock rappresenta un'opportunità di rompere con la typecast che lo ha accompagnato dopo il successo della saga After, dove interpretava il tormentato Hardin Scott, e il piccolo ma memorabile ruolo di Tom Riddle nella saga di Harry Potter. Quando l'intelligenza artificiale ha suggerito che personaggi timidi, emotivamente fragili o socialmente impacciati sarebbero fuori dal suo range abituale di ruoli sicuri e carismatici, l'attore ha risposto con una riflessione matura sulla propria carriera.
Un altro elemento distintivo della serie è rappresentato dalla principessa Gulun Shou'an, personaggio non tratto dalle pagine di Arthur Conan Doyle ma creato appositamente per questo adattamento. Zine Tseng porta sullo schermo una figura che è sia studiosa che combattente, un equilibrio che ha richiesto una preparazione fisica e tecnica complessa.
Quando l'AI ha ipotizzato che la sua preparazione consistesse in una combinazione di arti marziali ed etichetta di corte, Tseng ha risposto con ironia: "Mi piace questa risposta, la terrò in tasca come un fiore da offrire", prima di svelare la realtà ben più impegnativa. "Ho lavorato con il team di stunt di Guy Ritchie, che come tutti sappiamo ha uno stile molto specifico. Lui mescola tutto, usando più di una semplice struttura di arti marziali. Sicuramente non di periodo".
Young Sherlock si inserisce in un momento particolare per il franchise holmesiano, tra rivisitazioni moderne come la celebrata serie BBC con Benedict Cumberbatch e adattamenti più tradizionali. La scelta di Guy Ritchie di tornare al personaggio ma attraverso una lente completamente diversa dimostra che c'è ancora spazio per esplorare le infinite sfaccettature del detective creato da Conan Doyle oltre un secolo fa.
Fonte /
ScreenRant.com