Zerocalcare conquista Netflix: con il debutto di Due Spicci, salgono in Top 10 anche le altre due sue serie
Zerocalcare torna su Netflix con Due Spicci e, in Top 10, ci sono anche le altre due sue serie, Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo.
Con l'esordio su Netflix di Due Spicci, la nuova serie di Zerocalcare - al secolo, Michele Rech - sono tornate in top 10 su Netflix le altre sue due serie: Strappare lungo i bordi (2021) e Questo mondo non mi renderà cattivo (2023). Quando Zerocalcare ha deciso di portare il suo tratto inconfondibile e le sue nevrosi esistenziali su Netflix, nessuno immaginava che quella serie animata sarebbe diventata un fenomeno culturale capace di parlare all'anima degli italiani. Strappare lungo i bordi non è semplicemente una serie animata: è un viaggio introspettivo attraverso Roma, l'amicizia, il peso delle scelte e quella sensazione universale di inadeguatezza che accompagna tutti, chi più chi meno.
La forza di Strappare lungo i bordi risiede nella sua capacità di trasformare il particolare nell'universale. Le strade di Rebibbia, i dialoghi in romanesco, i riferimenti alla cultura pop italiana degli anni Novanta e Duemila diventano il tessuto connettivo di riflessioni filosofiche profonde sull'esistenza. Zero non è solo un personaggio: è lo specchio in cui molti italiani, cresciuti tra le contraddizioni di un paese in bilico tra passato e futuro, si riconoscono senza filtri.
Il viaggio verso la Liguria diventa così il pretesto per rivisitare episodi del passato, amicizie perse, scelte non fatte, amori mancati. La struttura narrativa alterna presente e flashback con una fluidità che rispecchia il funzionamento della memoria stessa: non lineare, associativa, emotivamente stratificata. Ogni stazione del treno è una stazione dell'anima, ogni fermata un'occasione per fare i conti con il proprio passato.
La serie è diventata un caso di studio su come raccontare storie che partono dal territorio ma parlano all'umanità intera. Ha dimostrato che il dialetto non è un limite ma una ricchezza espressiva. Che le periferie non sono margini ma centri pulsanti di vita e significato. Che l'animazione può essere un medium adulto e sofisticato. Che Netflix può essere uno spazio per voci autoriali originali, non solo per produzioni standardizzate.
Due anni dopo, Zero torna su Netflix con il suo secondo progetto, Questo mondo non mi renderà cattivo. La serie si differenzia dal progetto precedente innanzitutto per la durata: sei episodi da mezz'ora ciascuno, il doppio rispetto ai 15 minuti scarsi della serie precedente. Un formato più ambizioso che consente una narrazione più articolata, pur mantenendo quella struttura a flashback che è ormai il marchio di fabbrica dell'autore. Le serie di Zerocalcare andrebbero viste più di una volta, perché dentro ogni episodio si infila un altro episodio, si aprono spazi temporali che sono i ricordi dentro la memoria del protagonista.
Tornano i personaggi che ormai consideriamo amici. Sarah e Secco sono lì, con le loro nevrosi e le loro certezze. C'è l'Armadillo, voce della coscienza di Zero, sempre doppiato da Valerio Mastandrea. Ma questa volta si aggiunge una figura nuova: Cesare. Un vecchio amico che torna nel quartiere dopo vent'anni di assenza e fatica a riconoscere il microcosmo in cui è cresciuto. Cesare ha trascorso molto tempo in un centro di recupero. Spacciava, frequentava facce losche. Zero vorrebbe aiutarlo a trovare il suo posto nel mondo.
La serie svicola tra passato e presente, rievoca il loro rapporto da bambini e da ragazzi, e quella volta che Zero gli ha prestato due "piotte". È attraverso questa amicizia ritrovata che Zerocalcare affronta i temi politici, quelli che scottano. Non con la retorica dei talk show, ma con la quotidianità di chi vive la periferia, di chi si confronta con l'immigrazione non come categoria sociologica ma come esperienza concreta, di chi vede il ritorno di ideologie che credevamo sepolte.
È proprio questa capacità di porsi sempre dei quesiti, di sentirsi inadeguato nonostante il successo, che distingue l'autore in una società dove predominano modelli di chi "non deve chiedere mai". Zerocalcare è un quasi 38enne sospeso tra l'adolescenza e l'età adulta, in grado di comunicare in modo spontaneo, credibile e senza filtri. L'apparire a tutti costi è quanto di più distante dalla sua poetica. Del resto, in un'epoca in cui tutto è spettacolo, qualcuno deve pur ricordarci che esistono ancora le idee, i valori, le scelte da fare.