Dave Bautista ricorda il licenziamento di James Gunn dall’UCM, una mossa esagerata da parte della Disney

Dave Bautista Guardiani della Galassia
Quando la Disney rimosse James Gunn dalla regia di Guardiani della Galassia Vol 3 a causa del ripescaggio online da parte di alcuni esponenti della destra americana di una serie di vecchi tweet del filmmaker giudicati inopportuni, offensivi, contrari alla policy aziendale della Casa di Topolino (anche se risalenti a quanto il regista non era ancora dipendente della major), Dave Bautista non si era di certo nascosto dietro a un dito e aveva difeso in maniera accorata Gunn.

Ad agosto del 2018, in merito alla prospettiva di tornare in un film dei Guardiani della Galassia non diretto da colui che aveva traghettato al successo il franchise, scriveva ad esempio:

Farò quello che sono legalmente obbligato a fare, ma un Guardiani della Galassia senza James Gunn non è quello che ho firmato di fare. GOTG senza James non è GOTG. È anche abbastanza nauseante il pensiero di lavorare con qualcuno che ha legittimato una campagna di fascisti cybernazisti attuata per infangare l’immagine di James. Ecco come mi sento.

Poi, ancora, a settembre:

È una conversazione agrodolce. No, è molto molto amara, perché non sono molto contento di quello che hanno fatto a James Gunn. Stanno accantonando il film, è in pausa indefinita. E se devo essere onesto non so se voglio ancora lavorare per la Disney. Sono stato molto diretto nel dire ciò che penso, non ho pura di ammetterlo.

In queste giornate ricche d’impegni per la promozione stampa di Army of the Dead, questa vecchia faccenda è ritornata a galla con Collider e Dave Bautista ribadisce che, al tempo, la Disney ha avuto una reazione eccessiva, ma poi è stata anche giusta nel tornare indietro sui suoi passi restituendo l’incarico a James Gunn:

All’epoca fu terribile perché venni maltrattato alquanto online e mi ritrovai anche in una posizione scomoda con la Disney, ma per quanto mi riguarda mi pareva di fare la cosa giusta. C’era un amico – qualcuno che si era assunto dei rischi con me cambiando la mia vita – che veniva trattato in maniera ingiusta. Era attaccato ingiustamente e punito senza motivo. Non mi sarei sentito in pace con me stesso se fossi rimasto in silenzio […] Ma era una situazione figlia del clima politico che stavamo vivendo […] Era un attacco personale e politico a James Gunn. Penso che al tempo la Disney abbia esagerato prendendo una decisione affrettata e commettendo un errore. Ma poi hanno fatto la cosa giusta con l’annuncio a gran voce del suo reintegro […] Si sono davvero messi in discussione, cosa che fra l’altro non avevano neanche bisogno di fare. Potevano produrre Guardiani della Galassia 3 facendolo dirigere a qualche altra persona e avrebbero comunque fatto vagonate di quattrini, le persone sarebbero comunque andate al cinema a vederlo. Ma non l’hanno fatto e hanno preferito fare la cosa giusta ammettendo l’errore. Anche questo è un messaggio.

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