La nostra recensione di Ardente pazienza, dal 7 dicembre su Netflix

C’era un potenziale contrasto, alla base di Ardente pazienza. I protagonisti si impegnano a scrivere versi intensi e profondi mentre il film si limita a mettere in scena un’intreccio semplice e senza verve. Li vediamo passare il tempo chini su fogli di carta a far lavorare l’immaginazione, mentre sono ingabbiati in una storia che sicuramente appassiona se si è coinvolti in prima persona, molto meno lo spettatore che la vede sullo schermo. Questo motivo d’interesse però rimane a conti fatti solo sulla carta, mai veramente sfruttato, e alla fine a prevalere è solo lo scialbo quadro complessivo.

Le vicende del film potranno sembrare familiari: sono tratte dall’omonimo romanzo di Antonio Skármeta da cui partiva anche Il postino con Massimo Troisi. Rispetto a quest’ultimo, Ardente pazienza ripropone l’ambientazione originale nel Cile nel 1968 e la giovinezza dei protagonisti. Mario...