La foto che c’è qui sopra la conoscete benissimo, a meno che non abbiate vissuto su Marte fino all’altroieri. È uno dei punti di svolta della carriera di Liam Neeson – non una carriera qualunque, quindi, ma quella di uno che ha cominciato nel 1978 interpretando Gesù Cristo in persona e che nel giro di tre anni era già diventato Sir Gawain nella miglior versione cinematografica di sempre della leggenda di Excalibur e Re Artù. Una carriera lunga e soddisfacente, nella quale però Io vi troverò, un presunto B-movie a medio budget e basse pretese, riesce comunque a spiccare: è soprattutto grazie al film di Pierre Morel se oggi abbiamo un film come The Ice Road, appena arrivato su Netflix negli Stati Uniti e in uscita prossimamente in Italia; e grazie all’intuizione di Luc Besson, che capì che, avvicinandosi ai sessant’anni di età, il fu Oskar Schindler aveva finalmente la faccia giusta per fare il grande salto, e diventare quello che potremmo scientificamente definire “un vecchio spaccaculi”.

Liam Neeson ha sempre flirtato con l’azione e con il cinema di genere, ma sempre da una certa distanza. I primi 15 anni della sua carriera l’hanno portato verso Spielberg e gli Oscar, e da lì Neeson è diventato ufficialmente e quasi esclusivamente “un attore serio”: Rob Roy, Michael Collins, I Miserabili. Poi nel 2008 è arrivato Io vi troverò, con quella telefonata che gli ha allungato la carriera e ha sancito il suo ingresso definitivo nel pantheon della gente che spacca.

 

Liam Neeson The Ice Road

 

Da allora Neeson ci ha dato dentro con l’action, e anche se di recente ha dichiarato che “ho 68 anni e mezzo, quest’anno ne faccio 69. Ce ne sono un paio [di film action] che girerò quest’anno, Covid permettendo, e credo che dopo questi due avrò finito”, annunciando quindi il suo ritiro dalle scene più movimentate, noi ci crediamo poco: ha appena finito di girare un film in cui deve salvare dai ghiacci un gruppo di minatori intrappolati in mezzo ai diamanti, e siamo convinti che ruoli simili gli verranno proposti ancora per tanti anni. Nel frattempo, e in attesa di scoprire se The Ice Road può entrare nell’olimpo del Neeson più action, eccovi una selezione dei 10 migliori film della nostra versione preferita dell’attore irlandese: quella che parla poco e spacca tutto.

Krull (1983)

La carriera di Liam Neeson inizia con una doppietta fantasy che pochissimi possono vantare: prima il già citato Excalibur di John Boorman, dove veniva sconfitto da Lancillotto, poi in Krull, dov’è un bandito poligamo in una banda che comprende anche Robbie Coltrane (Hagrid di Harry Potter, per capirci). Non è ancora protagonista, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

 

Darkman

 

Darkman (1990)

Per esempio da questo film di supereroi di Sam Raimi che è insolitamente parco di azione e ricco di riflessioni esistenziali e atmosfera. Ne abbiamo parlato approfonditamente qui.

Io vi troverò (2008)

Il buco di 18 anni tra Darkman e Io vi troverò riflette quanto dicevamo sopra: per gran parte della sua carriera, Liam Neeson è stato un uomo da film d’autore, con solo qualche divagazione nel genere più puro (il caso più clamoroso è ovviamente il ruolo di Qui-Gon Jinn in La minaccia fantasma). Non abbiamo conferme, ma crediamo che a metterlo nei radar di Luc Besson per Io vi troverò sia stato però il suo Ra’s al Ghul in Batman Begins, che già faceva intravedere il suo carisma anche in contesti molto diversi da, per dire, Schindler’s List. La Svolta con la S maiuscola arriva qui, ovviamente.

Clash of the Titans (2010)

Una sorta di ritorno alle origini per Neeson, il suo primo fantasy dai tempi di Krull (se escludiamo il suo lavoro al doppiaggio del leone Aslan in Le cronache di Narnia). Il film di Louis Leterrier è, ahinoi e soprattutto ahiNeeson, pessimo, ma la pettinatura del Liam è sufficiente a renderlo una visione obbligatoria.

 

A-Team

 

The A-Team (2010)

Una rara e preziosa incursione nel campo dell’action più divertente e macchiata di commedia per Liam Neeson, qui nei panni di Hannibal che nel telefilm furono di George Peppard. Il film non è indimenticabile, anche se contiene un paio di sequenze di un’assurdità deliziosa, ma Neeson è sorprendentemente in parte, e dimostra di avere anche una vena comica nascosta da qualche parte sotto il cipiglio e lo sguardo malinconico.

The Grey (2012)

Liam Neeson contro i lupi: non è lui a trovare loro, ma loro a braccare lui. Uno dei migliori survival movie degli ultimi anni, e un ruolo particolarmente caro a Neeson, che due anni prima aveva vissuto la tragedia della morte della moglie Natasha Richardson, e che qui interpreta un cacciatore di lupi la cui sposa è in punto di morte.

Non-Stop (2014)

Tra il 2011 e il 2015, Liam Neeson gira una tripletta di film con Jaume Collet-Serra. Unknown – Senza identità puntava più sulla psicologia che sull’azione pura, mentre Non-Stop, come suggerisce il titolo, è un thriller tesissimo tutto ambientato su un aereo, che il nostro eroe irlandese domina con la sua presenza.

 

Run all Night

 

Run all Night (2015)

Il terzo capitolo della trilogia informale della coppia Neeson-Collet-Serra è un po’ troppo macchinoso per il suo stesso bene, ma come al solito è salvato da un Liam fuori scala, che da solo sembra crederci più di tutto il resto del cast e della crew messi insieme.

Honest Thief (2020)

Ignoratissimo e stroncato dalla critica, Honest Thief è un onesto thriller nel quale Neeson interpreta l’ennesimo ruolo da buono-con-toni-di-grigio, o da non-cattivo. Qui è un ex marine che è diventato rapinatore di talento, che però si pente dei suoi crimini e decide di collaborare con l’FBI, dai cui agenti verrà successivamente tradito. Insomma un casino, nel quale Neeson sguazza come una sirena nell’oceano.

The Marksman (2021)

Ancora inedito in Italia, The Marksman è, indovinate un po’, un action-thriller che la critica ha accolto freddamente, lodando l’interpretazione di Liam Neeson e criticando la scrittura e la regia in quanto troppo sempliciotte e banali. È un po’ la storia della carriera di Neeson dopo Io vi troverò: film non eccezionali, elevati dalla sua faccia e da quello che il New York Times ha definito “carisma dolce e triste”. Ora arriva anche The Ice Road: chissà se questa volta oltre al carisma c’è di più, o se sarà un altro “film di Liam Neeson”, che vale la pena vedere “anche solo perché c’è lui”.