Si continua a parlare del successo di La vita davanti a sé, il film di Netflix diretto da Edoardo Ponti. Un’opera basata sull’omonimo romanzo di Romain Gary che, nei giorni prima dell’arrivo sugli schermi aveva lanciato le voci attorno alla protagonista Sophia Loren come una dei contendenti nella stagione dei premi. La sua interpretazione di Madame Rosa, sicuramente faticosa e imperfetta, è rimasta però nel cuore del pubblico e della critica statunitense. Il film è stato molto amato e detiene attualmente la rispettabile percentuale del 93% della approvazione critica su Rotten Tomatoes, alla luce di un’ottantina di recensioni.

Quella che sembrava inizialmente una semplice speculazione derivante dal desiderio di onorare un’icona della storia del cinema, si è tramutata oggi in una rinnovata attenzione verso La vita davanti a sé. E soprattutto verso la performance di Sophia Loren.  Variety ha recentemente intervistato l’attrice “stuzzicandola” sulla possibilità di una nomination in premi importanti. Hanno inoltre parlato del rapporto con il figlio sul set e del suo pensiero sui mutamenti in atto nell’industria hollywoodiana. Sempre attenti alla grande storia rappresentata dalla carriera dell’attrice, le è stato chiesto se desiderasse provare a completare il proprio curriculum debuttando a Broadway. Cosa che ha prontamente negato: “mi fa troppa paura recitare dal vivo di fronte al pubblico”.

Sophia Loren aveva segnato un importante passaggio nella storia degli Oscar vincendo nel 1960 il premio come miglior attrice per La Ciociara di Vittorio De Sica. La sua è stata la prima performance in una lingua diversa dall’ inglese a venire premiata. Un riconoscimento epocale e, quasi, unico. Dopo di lei solo Marion Cotillard è riuscita a replicare il successo con la sua interpretazione di Édith Piaf in La Vie en Rose. Ma Sophia Loren, come ha detto nell’intervista, non si è mai sentita una pioniera e non si vede nemmeno ora in questo ruolo. 

Mi sento come una madre e una attrice che ogni giorno cerca di dare il massimo. Sarei molto felice se il mio lavoro potesse ispirare le donne ad avere il coraggio di seguire i propri sogni ed essere se stesse. Meno si ragiona su se stessi in terza persona più si rimane fedeli e onesti. Io provo a lasciare che i miei istinti ispirino le mie prossime azioni, non la vanità o il passato.

La vita davanti a sé è un film molto personale, una storia che da tempo sia Ponti che la madre desideravano tradurre in film. Un obbiettivo raggiunto che, a suo dire, ha riempito di gioia e gratitudine l’attrice anche per il rapporto unico che si è instaurato sul set con il figlio. 

Se Sophia Loren riuscisse ad agguantare la candidatura come miglior attrice, risulterebbe oggi la contendente più anziana di sempre. Il film sarebbe anche il primo caso di un Academy Award in cui un figlio dirige la propria madre. Eppure Loren ammette di non sentire i suoi 86 anni proprio perché ancora può fare ciò che ama. “È la passione che ti mantiene giovane” ha detto durante l’intervista “svegliarsi la mattine con un nuovo piano, una nuova storia da raccontare e un nuovo personaggio da interpretare. Questo entusiasmo per la vita  è ciò che mi fa andare avanti e attendere il domani. Diventi vecchio quando il passato diventa più interessante del futuro, io ho ancora molto da fare!

La vita davanti a sé ha tratto giovamento della distribuzione della piattaforma Netflix, che si estende capillarmente in tutto il globo, per arrivare nelle case di molte persone. Per questo motivo il film ha riscosso un successo in termini di visioni, nella sua prima settimana di apertura, senza eguali rispetto a qualsiasi altro film di Sophia Loren. Ha ammesso che: “la vita davanti a sé è stata la migliore apertura di un mio film in settant’anni di carriera“.

Questo è, per l’attrice, un segnale importante di una rinnovata voglia di esplorare opere in cui i personaggi parlano una lingua diversa dall’inglese. È un cambiamento importante in seno all’industria, che nasce, per Sophia Loren, dalla consapevolezza delle persone che il linguaggio del cinema va oltre la semplice parola. Supera le barriere locali tramite il linguaggio universale dei sentimenti, che legano tutti gli spettatori.

Che cosa ne pensate della performance di Sophia Loren in La vita davanti a sé? Fatecelo sapere nei commenti!

Fonte: Variety