FAQ Netflix - Warner: cosa sta succedendo?
Netflix compra Warner? Cosa cambierà per noi? Il cinema è morto? Come sta Zack Snyder? Cerchiamo di rispondere a un po' di domande sulla più grande notizia legata all'industria del cinema nella storia recente.
E allora sarà Netflix e Warner Bros. Nel giro di poche ore si è prima accennata, poi confermata e infine diffusa la notizia più importante della storia dell’industria dell’intrattenimento. Un attimo dopo sono iniziate le domande sull’oggi e sul domani, seguite dai dubbi: sull’oggi e soprattutto sul domani. Il tutto coronato dalle urla di terrore di migliaia di utenti. Domande, appunto. Mettiamone alcune sul tavolo e cerchiamo di trovare anche qualche risposta.
Questo articolo verrà aggiornato in caso di cambiamenti delle carte in tavola o della nascita di nuovi quesiti.Ma, prima di procedere:
Cosa sappiamo?
Bloomberg, tra giovedì e venerdì, aveva riportato la notizia che Netflix, dopo aver battuto la concorrenza - in particolare Paramount Skydance - si era aggiudicata l’asta per Warner Bros. Discovery, cosa che le avrebbe consentito di entrare in una trattativa privata ed esclusiva. “Ci vorrà un po’”, si pensava. E invece, dopo poche ore, sono arrivati una serie di comunicati ufficiali: l’accordo è chiuso. Netflix, nell’ambito di un’iniziativa soprannominata Project Noble, ha raggiunto un’intesa per l’acquisizione di Warner Bros. per una cifra totale di 82,7 miliardi di dollari, 10 miliardi di debiti inclusi.
Gli azionisti riceveranno 23,25 dollari in contanti e 4,50 dollari in azioni ordinarie Netflix per ogni azione ordinaria di Warner Bros. Discovery. Nell’accordo di acquisizione non è prevista la divisione Discovery Global - con tutte le reti tradizionali come CNN, oltre a Discovery+ e molte altre - che dovrà essere scorporata in una nuova società quotata in borsa per poter procedere con la transazione. Ciò dovrebbe avvenire nel terzo trimestre del 2026.In caso l’operazione dovesse fallire, Netflix si troverebbe a pagare a Warner Bros. Discovery una penale di 5,8 miliardi di dollari.
Per compiere l’operazione Netflix ha ottenuto un finanziamento di 59 miliardi di dollari da un consorzio di banche.
Quindi, Netflix ha comprato Warner Bros.?
Ad oggi, no. Ha siglato un accordo per poterlo fare. Va da sé che, viste le comunicazioni ufficiali, le dichiarazioni del CEO di Netflix Ted Sarandos e del CEO di Warner Bros. Discovery David Zaslav e, soprattutto, una penale da 5,8 miliardi di dollari in caso di mancata conclusione dell’acquisizione (per intenderci, l’intera MGM è costata ad Amazon 8 miliardi di dollari), si può verosimilmente dare per assodato che il tutto vada in porto. Tenendo però aperta la porta ad alcuni imprevisti.
Cosa potrebbe andare storto?
Visto le dimensioni della questione, molte cose. Ma diciamo che, ad ora, i fari sono puntati sui vari aspetti normativi. Negli Stati Uniti l’accordo andrà al vaglio del Dipartimento di Giustizia e della Federal Trade Commission. Ma gli occhi sono ovviamente puntati sul Re: Trump non si è ancora espresso pubblicamente, ma pare che dalla Casa Bianca stia filtrando un forte scetticismo. Dovuto da una parte a una crescita ritenuta eccessiva del potere di Netflix.
Dall’altra, figlio del rapporto personale tra Trump e Larry Ellison - secondo uomo più ricco al mondo e suo sostenitore di lunga data - il cui figlio David è, guarda caso, il CEO di Paramount. E pare non l’abbia presa benissimo, minacciando ogni azione possibile. Roba da Succession, insomma. Ma anche in caso di un’opposizione di Trump e del suo Dipartimento di Giustizia, la questione finirebbe comunque in tribunale, senza grandi speranze di riuscita: il tutto porterebbe “solo” a un allungamento dei tempi. Gli stessi Sarandos e Zaslav sostengono che non ci saranno grandi problemi in questo senso. E a confermare la fiducia generale c’è la suddetta penale. Anche per quanto riguarda l’Europa, gli esperti ritengono improbabile che l’acquisizione venga bloccata dalle autorità di regolamentazione dell’Unione Europea.
Quanto ci vorrà?
I comunicati parlano di 12-18 mesi. Volendo, possiamo allargare la forbice fino a 2 anni.
Perché Netflix vuole Warner Bros.?
Anche qui i motivi sono e possono essere molteplici. Tutti parlano del catalogo, delle proprietà intellettuali, e hanno sicuramente ragione. D’altronde stiamo parlando di un pacchetto che contiene Batman, Harry Potter, Game of Thrones, I Soprano, Dune e molto altro. Prendere tutto questo per portarlo nel proprio catalogo, aumentare i già 300 milioni di abbonati e magari alzare un po’ il prezzo è certamente una delle ragioni. Una delle, però.
A cui va aggiunto molto altro: lo sviluppo degli stessi franchise, l’inglobamento di asset di metadata e intelligenza artificiale, l’acquisizione di nuovo know-how di vario tipo. Ma poniamo l’accento su altre due possibili grandi ragioni. La prima riguarda l’aumento smisurato della propria sfera di potere, presentandosi come un soggetto unico gigantesco nei confronti di investitori, mondo politico, quello sindacale, talent.
L’altra è invece il puro statement, legato anche al passato. Nel 2010 Jeff Bewkes, CEO dell’allora Time Warner, definì Netflix “l’armata albanese”. Tre mesi dopo Netflix scippò a HBO House of Cards, ordinando immediatamente due stagioni intere anziché un episodio pilota. Nel 2013 Sarandos disse: “Netflix deve diventare HBO prima che HBO diventi Netflix.”
Inoltre, in tutti questi anni, il colosso dello streaming ha sempre mostrato insofferenza per il poco prestigio, per la poca aura. Ora, con questa operazione, può modificare il proprio aspetto generale, la proiezione di sé. Oltre a mostrare al mondo dove è arrivata “l’armata albanese”.
Quando ce ne accorgeremo?
Noi consumatori tra parecchio tempo. Verosimilmente vivremo le prime ricadute tra due o tre anni.
Come la sta prendendo il settore?
Male. A tratti malissimo. Stanno esprimendo preoccupazione le varie Guild statunitensi. Lo stesso vale per diversi rappresentanti delle sale cinematografiche e del mondo indipendente. Anche in Europa sta accadendo più o meno lo stesso. Se e quanto incideranno dipenderà da molti fattori, tra cui il modo e il livello con cui verranno portate avanti eventuali proteste.
Come sta Zack Snyder?
Grazie per la domanda. In un loop all’interno del più grande “esco dalla porta e rientro dalla finestra” della storia recente.
Ma l’arrivo di HBO Max in Italia, appena annunciato, che fine farà?
Dovrebbe proseguire come da copione, visto che - come abbiamo detto - ci vorrà molto tempo prima di vedere esiti. In più ci sono accordi, come quelli legati alle Olimpiadi invernali, che non possono essere interrotti così. Diciamo che non verrà ricordato come un lancio baciato dalla fortuna, ecco.
I film della Warner Bros. andranno ancora al cinema?
Sì, per il solito discorso dei tempi: nel breve periodo non vedremo grandi cambiamenti. E probabilmente neppure nel medio, visto che Warner ha accordi distributivi già siglati fino al 2029. Nel lungo periodo, però, le cose cambieranno. Sarandos, che in un primo momento aveva tenuto a rassicurare sul continuare a portare i film in sala, è tornato in fretta sui suoi passi, dicendo - in merito alle finestre di permanenza dei film nelle sale - che “col tempo si evolveranno per essere molto più user-friendly”, lasciando intendere una loro riduzione. Ora, come possa essere più “user-friendly” avere i film al cinema per tre giorni non siamo riusciti a capirlo. Ma tant’è.
La guerra dello streaming è finita?
Forse no. Ma ha sicuramente un vincitore.
Hanno vinto i cattivi?
Oddio. Francamente, cercare Zaslav o Ellison tra i “buoni della storia” appare eccessivo anche in caso di pura disperazione.
È semplicemente andata così.
Ha ragione Cameron?
Sul vedere questo scenario come un disastro? Diciamo che è molto interessante che lo abbia detto due settimane prima che il tutto avvenisse, quando il mondo lo considerava lo scenario meno probabile. Sul fatto che abbia ragione o no, ad oggi non lo sappiamo.
Ma Cameron ha mai avuto torto su qualcosa?
Il cinema è morto?
No, per l’amor del cielo. È ottant’anni che periodicamente lo diamo per morto. I killer precedenti sono stati la televisione, le VHS, i DVD, la pirateria. Poi tutti assolti perché il fatto non sussisteva.
Il cinema è un linguaggio. Una forma espressiva. E come tale non può morire. La sala cinematografica, invece, subisce un ulteriore colpo durissimo. Di conseguenza il cinema, come forma espressiva, muterà per continuare ad adattarsi. Ma è un processo che va avanti da più di vent’anni, e questa acquisizione è solo l’ultima conseguenza.
Di certo c’è che Hollywood, oggi, è un luogo molto più piccolo.