Ficarra e Picone, satira e cinema și fondono sul piccolo schermo: Sicilia Express è un vero e proprio trattato sociale
Ficarra e Picone tornano su Netflix con la mini-serie Sicilia Express. La trama sembra essere molto semplice e la resa immediata, ma nell'arco di 5 episodi emergono vizi e virtù di un intero Paese.
Sicilia Express è l'ultimo lavoro seriale di Ficarra e Picone, ma sembra essere più che altro una prosecuzione di quello che è il loro universo comico. I due artisti, ora registi e interpreti, hanno sempre fatto della satira il proprio vessillo. Pungenti, mai banali, con quel garbo e un dialetto siciliano appena accennato, che sembra quasi vengano da un altro pianeta. Invece sono sulla nostra stessa lunghezza d'onda.
Arrivano dai palcoscenici, anche di un certo livello, come Zelig e non solo, per poi specializzarsi nella regia cinematografica. Interpretazioni importanti anche soltanto dal punto di vista recitativo, ma quando le storie le scrivono e le dirigono loro, il risultato è sempre positivo. Quest'ultima mini-serie, che arriva dopo l'esperimento precedente "Incastrati", è una favola natalizia che di fiabesco ha poco e niente.Sicilia Express, una favola dolce amara del nostro tempo
I toni sono leggeri, ma non superficiali. Si ride, anche abbastanza, ma solo in superficie. Mentre procede la visione di Sicilia Express, l'impressione è quella di sentire un peso sullo stomaco che sale e s'insinua tra una risata e l'altra. Dietro ogni battuta, ci sono, infatti, spunti di riflessione che dovrebbero far ragionare anche i più distaccati. Quelli che vorrebbero vedere un film o – come in questo caso – una serie per rilassarsi.
Ficarra e Picone, invece, mantengono sempre alta la tensione e l'attenzione degli spettatori. Sicilia Express è apparentemente una commedia per famiglie, ma dentro c'è molto altro. Si vede benissimo l'amarezza che i due registi e interpreti hanno per come stanno procedendo le cose in Italia e in Sicilia. Attenzione, però: il loro non è un manifesto politico. La mini-serie in questione resta una commedia, ma rappresenta anche una sorta di presa di coscienza che deve (o dovrebbe) stimolare appassionati e non.La forza della mini-serie
Chi comincerà la serie con l'intenzione di rimanere spensierato al cospetto delle battute più celebri del duo resterà deluso. In Sicilia Express di battute ce ne sono molte, ma rimandano sempre a qualcosa di specifico. La risata non è mai fine a sè stessa: riporta sempre a concetti e massime che chiunque dovrebbe conoscere o riconoscere.
Vere e proprie stilettate che classificano ufficialmente Ficarra e Picone all'interno di quella pletora di professionisti che amano definirsi registi impegnati. Loro non lo sanno, o fanno finta di non saperlo, perchè pubblicamente parlano sempre di umorismo atto alla leggerezza. Il repertorio di entrambi, però, dimostra che nei singoli prodotti che hanno portato all'attenzione del grande pubblico – sia al cinema che in tv – l'impegno sociale è sempre presente.
L'impegno sociale dietro la macchina da presa
In questa mini-serie c'è un po' di tutto: si parla di politica, stereotipi di genere, luoghi comuni e tabù generazionali serviti su un piatto d'argento. Si cerca, addirittura, di fare mea culpa: "Se noi siciliani non facciamo fronte comune nel momento del bisogno, cosa diventiamo europei come tutti gli altri?". Solo questa esclamazione fatta da Ficarra vale l'intero prodotto, ma dentro Sicilia Express c'è molto altro. In particolare emerge la volontà dei registi di lasciare un segno.
Dopo che ciascuno degli estimatori avrà visto l'intero progetto, forse, si ritroverà concorde su molti aspetti. Oppure dirà che è il caso di rivedere qualcosa. In un modo o nell'altro Sicilia Express fa discutere, nel senso più nobile del termine. Chi l'ha vista si ritrova a parlare e – persino, quando la situazione lo richiede – a mettersi in discussione.
La rivoluzione nel cassonetto
Quando alla critica (cinematografica, sociale e politica) subentra l'autocritica, allora vuol dire che è stato fatto un buon lavoro. Ficarra e Picone, con Sicilia Express, sono riusciti nell'intento: una mini-serie che somiglia a un trattato sociale. La vera abilità è stata riuscirci, anche grazie all'aiuto di sceneggiatori come Nicola Guaglianone, partendo da un cassonetto magico.