Avatar 2 in 3D: il film di James Cameron merita di essere visto in questo formato?
Avatar - La via dell'acqua segna il ritorno del 3D sul grande schermo. Ma vale veramente la pena scegliere questa modalità di visione?
Avatar - La via dell’acqua ha già battuto un record: è il film distribuito in più formati di sempre. Sono i cosiddetti formati premium, che offrono un’esperienza aumentata e cucita su misura con le possibilità tecniche offerte dalla sala. I formati sono numerosi perché vengono dall'incrocio di rapporto d’aspetto del piano di visione (come ad esempio l’IMAX), il numero di fotogrammi al secondo supportati (l’HFR), la risoluzione (il 4K) e ovviamente il 3D.
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Tra formati e scetticismo è lecito quindi avere alcuni dubbi e chiedersi se valga la pena vedere Avatar - La via dell’acqua in 3D. Vi rispondiamo sulla base della nostra esperienza nella sala Energia dell’Arcadia Cinema di Melzo.
Un 3D migliorato: meno mal di testa e più profondità
Vivere un film in tre dimensioni non era fisicamente semplice nel 2009 e non lo è nemmeno ora. Gli occhialini restano ingombranti e un po’ pesanti, considerata la durata fiume di Avatar - La via dell’acqua. Se chi porta occhiali da vista, sovrapposti a quelli dati in dotazione dal cinema, provava fastidio prima lo proverò anche ora.
La classica ripresa a 24 fotogrammi al secondo è soggetta infatti a delle imperfezioni dell’immagine. L’azione presenta sfocature di movimento, un leggero andamento a scatti, e in alcune situazioni di particolare luminosità anche dello sfarfallio.
La combinazione vincente con l'HFR
Qui viene il paradosso: queste imperfezioni sono esistite per così tanti anni che sono diventate parte del linguaggio cinematografico. Chi ha provato a toglierle inserendo l’HFR ovvero una frequenza maggiore di fotogrammi al secondo come Peter Jackson con Lo Hobbit o Ang Lee con Billy Lynn - Un giorno da eroe ha ottenuto inquadrature e movimenti più puliti ma non percepiti come cinematografici. Il pubblico ha così rifiutato la tecnica, bollandola come peggiorativa.
Il cambio di fotogrammi al secondo è quasi impercettibile, solo un occhio attento (e distratto dal film) lo nota. L’effetto è però incredibile. Avatar - La via dell’acqua guadagna in questo modo un tocco di realismo e di presenza, di fisicità dei soggetti, che fa credere di guardare un mondo ripreso in live action.
Una maggiore profondità
L’Avatar del 2009 aveva una ragione narrativa alla presenza della tridimensionalità. Entrare nel corpo dei Na’Vi e tutta la filosofia dell’ io ti vedo portavano il film ad essere una riflessione sul cinema stesso e sul potere della visione. Noi, come Jake Sully, entravamo in un nuovo mondo che ci veniva incontro. Avatar - La via dell’acqua perde questa giustificazione narrativa alla presenza del 3D, ma guadagna la migliore qualità e resa della profondità che si sia mai vista sul grande schermo.
James Cameron con Avatar - La via dell’acqua utilizza un nuovo paradigma: in mezzo. Capita spesso quindi che le creature in volo passino dall’interno all’esterno, Utilizzando al massimo i piani di tridimensionalità. La coda è in profondità e il muso viene verso di noi. Lo schermo smette di essere una finestra e diventa una linea di confine che tutti attraversano. Per lo spettatore l’effetto di coinvolgimento è radicale e totalizzante. Tanto che i bordi dello schermo sembrano un limite da rompere per trovare altra storia e altro paesaggio.
Quindi vale la pena vedere Avatar - La via dell’acqua in 3D?
La risposta è un netto sì. Il ritorno di questa tecnologia è stato anticipato da lunghi mesi di preparazione tecnica degli esercenti per accogliere al meglio il film. La tecnologia si è evoluta percé sviluppata apposta per questa storia. L’effetto tridimensionale è così integrale all’esperienza spettacolare, un tassello fondamentale per raggiungere il massimo del coinvolgimento.
Avatar - La via dell’acqua va visto in 3D per poterlo fruire al 100% della sua potenza spettacolare. Tanto che la domanda risulta quasi mal posta. Non bisogna chiedersi se valga la pena vedere Avatar - La via dell'acqua in 3D, ma se si è disposti a rinunciare alla piena potenza dell'immaginario di James Cameron guardandolo in 2D.