Dexter: New Blood, parliamo del finale della serie!
Dexter: New Blood è finita (Per sempre? Chi lo sa), ed è arrivato il momento di parlare del finale senza paura degli spoiler
Sì, Dexter Morgan è morto, e questa volta per sempre, definitivamente e indiscutibilmente. Morto per mano del figlio ma ufficialmente per mano di Angela Bishop, la poliziotta di provincia che da sola è riuscita a unire quei puntini che erano sfuggiti a più o meno l’intero dipartimento di polizia di Miami (e questo è uno dei dettagli meno convincenti dell’intera stagione). Morto e sepolto, al punto che possiamo affermare con certezza che a meno di improbabili virate soprannaturali non vedremo mai più Dexter Morgan in TV, pur non escludendo che diventi per Harrison quello che prima Harry, poi Deb sono stati per Dexter; ma questo dipende dall’esistenza o meno di una seconda stagione, che al momento, non è in programma, ma sulla quale lo showrunner Clyde Phillips si dice possibilista.
Sarebbe l’evoluzione naturale del racconto sulla famiglia Morgan: superficialmente Harrison è come il padre, ma in realtà ha un’oscurità diversa, e anche una coscienza più sviluppata e iperattiva di quella del padre, che è andata a dormire negli anni Ottanta e da allora russa beatamente e non-stop. Per cui seguirlo nel prosieguo della sua vita, e scoprire cosa deciderà di fare con il Codice che gli è stato affidato dal padre, potrebbe essere un buono spunto per una nuova stagione; e il fatto che Jack Alcott sia una delle più belle sorprese della serie potrebbe giocare un ruolo decisivo.Avremo tempo però per scoprire se la storia di Harrison continuerà o meno; al momento ci interessa quella del padre. E qui lo diciamo in maniera molto esplicita: Dexter: New Blood è, in ultima analisi, una gigantesca operazione di retcon. Dexter era “morto” alla fine dell’ottava stagione, ma il fatto che lo stesso protagonista non sia mai stato soddisfatto di quella soluzione richiedeva una qualche forma di correzione per non macchiare l’eredità della serie. Il problema più grosso del primo finale di Dexter è che non è una chiusura armonica e soddisfacente di un arco narrativo durato otto stagioni, ma una frettolosa pezza piazzata sulla necessità di chiudere una serie che aveva finito la sua naturale corsa.
Il secondo problema principale del primo finale di Dexter è che chiudeva male molte parentesi, ma soprattutto ne lasciava aperta una clamorosa: il destino di Harrison, affidato a Hannah e spedito senza troppe cerimonie in Argentina, rimaneva un mistero, e un qualcosa di irrisolto per lo stesso Dexter. Per cui, più che farci vedere un nuovo Dexter calato in un contesto diametralmente opposto a quello di Miami, New Blood serve per correggere questo errore, per chiudere questa ferita. La comparsa di Harrison a inizio serie assomigliava a un deus ex machina, a una trovata da avanspettacolo per aggiungere un po’ di pepe. L'attenzione al rapporto padre/figlio, e la lenta crescita ed evoluzione dello stesso nel corso dei dieci episodi, si è però rivelata centrale per la serie, il vero tema di una stagione nella quale il serial killer di turno muore in corso d’opera e senza sgonfiare alcuna tensione.
Il senso del discorso è chiaro: Dexter ha spiegato a Harrison che uccidere è un modo per salvare vite innocenti, e che solo chi ha fatto qualcosa di orribile e l’ha fatta franca merita di morire. Nella sua fuga disperata dal carcere, però, Dexter si vede costretto a uccidere un innocente (che avrebbe forse potuto limitarsi a stordire, ma questo è un altro discorso ancora), e il fatto che Harrison guardasse al poliziotto e coach di wrestling Logan come a una figura se non paterna comunque familiare gli fa capire che forse suo padre non è l’eroe che si era immaginato, il vigilante silenzioso che uccide i nostri peggiori incubi.
Detto questo, e ribadito che un finale del genere era scritto nelle stelle fin dal primo momento, Dexter: New Blood è servita per fare un po’ d’ordine. Ha dato modo al protagonista di far pace anche con la memoria della sorella, di capire che la sua corsa in questo mondo era definitivamente terminata, e che non sarebbe bastato cambiare ancora aria per sfuggire ai suoi demoni. Ci ha inoltre dimostrato che essere figlio di un serial killer, per quanto etico, non significa necessariamente ospitare quegli stessi demoni; che la maledizione del Dark Passenger, se così vogliamo chiamarla, non deve per forza trasmettersi di padre in figlio, e anche se lo fa è possibile gestirla, aggirarla, magari persino sconfiggerla. Chissà, magari arriverà davvero una seconda stagione di Dexter: New Blood, e poi una terza e una quarta, fino al momento in cui anche Harrison Morgan si dovrà confrontare con la sua sete di sangue. E chissà, magari non seguirà le orme del padre: noi glielo auguriamo di cuore, poveraccio. In chiusura, una prece per il personaggio del ricco petroliere turbocapitalista, sventolatoci davanti al naso come potenziale killer e poi dimenticato nel momento in cui Clancy Brown si è preso la scena!
