Gli Artigiani del Fumetto: Bill Jaaska, adottato dai fumetti
Fabio Volino vi parla di Bill Jaaska, artista di Incredibile Hulk e Uncanny X-Men abbandonato dalla madre e adottato dal Fumetto
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Non sentendosela di crescere il bambino da sola, ma non volendo nemmeno abortire, la donna si reca presso una struttura che si occupa di donne incinte in difficoltà e partorisce il bambino, lasciandolo alle cure della struttura.
Il piccolo Bill viene affidato a un orfanotrofio e poi a una madre adottiva della città di Milwaukee. Vive tutto sommato un’infanzia felice, giocando e andando a scuola insieme ai figli di un'altra famiglia del posto, nonostante alcuni bulli che lo tormentano per via del fatto che è mulatto e soffre di tremolio agli occhi.
Raggiunta l'età adulta, Bill Jaaska non dimentica questa sua passione. Non si sa se abbia studiato in qualche scuola del Fumetto o abbia fatto tutto come autodidatta, in ogni caso nel dicembre 1986 viene pubblicata la sua prima opera professionale come disegnatore, l'undicesimo numero della serie Airboy pubblicata dalla Eclipse.
L'anno successivo, Jaaska inizia una fruttuosa collaborazione con la casa editrice First Comics, per la quale disegna fino al 1989 numerosi albi dedicati al mercenario Jon Sable, personaggio ideato da Mike Grell.

Le sue prove come disegnatore giungono all'attenzione della Marvel, la quale gli affida nel 1990, oltre ad alcuni fill-in, un paio di albi di Uncanny X-Men sceneggiati da Chris Claremont - la saga che precede l'arrivo di Gambit – e, nel 1991, due episodi di Incredible Hulk sceneggiati da Peter David, tra cui il numero #380, in cui una testimonianza di Leonard Samson manda sulla sedia elettrica una criminale innocente, Doppio Zero.
Dopo due miniserie dedicate a Terminator, pubblicate nel 1992 dalla Dark Horse, nel 1993 Jaaska inizia a disegnare per la DC Comics New Titans, di cui realizza dieci numeri. L'ultimo suo incarico professionale è una storia di Turok, pubblicata dalla Acclaim nel 1995.
Forse quel problema agli occhi si aggrava e gli impedisce di disegnare in maniera continua, spingendolo anche a tagliare i ponti con quella famiglia adottiva con cui ha continuato negli anni ad avere contatti e che, a seguito della sua improvvisa scomparsa, lo cerca invano. O forse a un certo punto desidera semplicemente sparire, purtroppo può accadere.
Nei suoi ultimi anni di vita, Jaaska passa da un lavoro saltuario all'altro, vivendo in sporchi monolocali e sostenendosi con i buoni pasto. A volte l'antica passione ritorna, anzi non si è mai sopita, e realizza qualche disegno.
Bill Jaaska muore il 9 novembre 2009, a causa di un'embolia provocata da un disturbo congenito. Sulla sua agenda, la polizia trova un unico numero di telefono: quello della sua madre naturale. Solo quando entra nella stanza in disordine di suo figlio e inizia a frugare tra le sue cose, la donna capisce che Bill Jaaska era un artista.
Fonti: Oh Danny Boy | Pinch a Pig Toe | Comics.org

