Gli Artigiani del Fumetto: Tony DeZuñiga, il pioniere delle Filippine
Torna Gli Artigiani del Fumetto, la rubrica di Fabio Volino che in questa occasione vi parla di Tony DeZuñiga, co-creatore di Jonah Hex
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Il suo tratto, tuttavia, è ancora molto acerbo e ingenuo, così la redazione lo convince a dedicarsi in prima battuta al lettering, imparando al contempo come perfezionare lo stile di disegno grazie ai consigli dei disegnatori che lavorano per la rivista.
La sua pazienza e costanza vengono premiate qualche anno dopo, quando, tramite uno degli artisti conosciuti presso la redazione di Liwayway, ottiene il suo primo lavoro come disegnatore, inevitabilmente sottopagato, presso una piccola casa editrice delle Filippine.
Facendo tesoro di questi insegnamenti, DeZuñiga nel 1962 si trasferisce a New York per studiare da grafico, quindi torna nelle Filippine, lavorando sia come disegnatore di fumetti che come artista pubblicitario. In questo periodo incontra sua moglie, da cui avrà tre figli.
L'artista fa ritorno negli Stati Uniti nel 1968, incontrando poco tempo dopo il suo mentore, l'editor e disegnatore della DC Comics Joe Orlando, il quale gli chiede alcune tavole di prova. Orlando rimane conquistato dallo stile di DeZuñiga, iniziando ad assegnargli vari incarichi, sia come disegnatore che come inchiostratore, in questo ultimo ruolo soprattutto per storie romance, visto che pochi altri hanno desiderio di occuparsene.
Orlando chiede allora di far mandare alcune tavole di prova, che risultano tutte di buon livello. Viene dunque organizzato un viaggio nelle Filippine per incontrare i vari disegnatori, che coinvolge Joe Orlando, l'editor capo Carmine Infantino e Tony DeZuñiga come "ambasciatore".
Giunti nelle Filippine, i tre hanno un incontro con tutti gli aspiranti disegnatori "americani": la barriera della lingua, visto che l'inglese viene insegnato nelle scuole, non si rivela un problema, bisogna solo che gli artisti modifichino il loro stile per adeguarsi agli standard del mercato americano.
Nel 1972, a DeZuñiga viene dato l'incarico di concepire un nuovo personaggio ideato da Joe Albano per una serie western, Jonah Hex. In cerca di un'ispirazione, questa arriva nel luogo più impensabile: nello studio di un dottore. Mentre attende una visita, DeZuñiga nota un poster che spiega l'anatomia del corpo umano, dove è mostrata solo metà dei muscoli e delle ossa, mentre l'altra metà è uno scheletro. L'artista concepisce così l'idea di un pistolero con mezza faccia sfigurata e una lunga cicatrice, che esordisce sul decimo numero di All-Star Western, prima che gli venga dedicata nel 1977 una serie personale, di cui DeZuñiga realizzerà svariati numeri.
Nel 1973, DeZuñiga disegna la prima storia con protagonista Black Orchid, sceneggiata da Sheldon Mayer. Diversamente da Jonah Hex, questo personaggio ha meno successo e troverà la gloria solo nel 1988, quando verrà del tutto rivisitato da Neil Gaiman e Dave McKean.
Ottenuta la stabilità economica, DeZuñiga torna infine in maniera stabile nel suo paese natio, continuando a collaborare sia con DC Comics che con Marvel sino al 1995, dopodiché si ritira dal mondo del fumetto. Inizia dunque a lavorare per la SEGA, per cui si occupa della progettazione concettuale dei videogiochi, e realizza illustrazioni su commissione, cosa che lo porta anche a essere il soggetto di un paio di mostre.
Ad aprile 2012, DeZuñiga è vittima di un grave infarto. I dottori riescono a rianimarlo, ma l'attacco ha debilitato il cuore e compromesso le sue funzioni cerebrali e, purtroppo, muore il successivo 11 maggio.
Grazie a una sua felice intuizione, il mercato fumettistico americano ha potuto ammirare nuovi stili di disegno e ognuno degli artisti ha potuto godere di una stabilità economica che prima faticava ad ottenere: Tony DeZuñiga è stato di sicuro un pioniere, ma anche un innovatore e un insolito mecenate.

