Gravity Rush 2, un assaggio, un po’ insipido, del nuovo capitolo della serie - Hands-on
Kat e Raven stanno per tornare e per prepararci all’evento Sony Interactive Entertainment ha pubblicato sul PlayStation Store una demo di Gravity Rush 2. L’abbiamo testata a fondo per voi.
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Avevamo lasciato Kat in uno dei finali più incomprensibili di ogni tempo, con la promessa che buona parte degli spunti narrativi, emersi in quello che aveva preso le sembianze di un capitolo introduttivo, sarebbero stati ripresi, sviluppati e spiegati in seguito. Al di là dello scontro finale con il più classico dei boss, al di là della messa in sicurezza di Hekseville per opera della sua improbabile eroina, da metà avventura si era inserita un’interessantissima sotto trama narrativa che tentava di fare luce sull’origine dei poteri della protagonista, nonché sulla sua misteriosa stirpe.
Naturalmente l’utilizzo dei poteri di Kat implicherà il consumo progressivo di una specifica barra che si ricaricherà automaticamente, restando per una manciata di secondi a terra, o raccogliendo specifici power-up sparsi per l’ambientazione.[/caption]Nulla di tutto ciò sembra minimamente interessare il nostro manipolo di personaggi che, nell’incipit della demo, a bordo di un battello fluttuante, sono in procinto di approdare in una città sospesa nel vuoto in cui venderanno il carico che stanno trasportando. Da avvenente salvatrice, ad avida commerciante? È questo che dobbiamo aspettarci dal ritorno di Kat? Neanche per sogno.
Giusto il tempo di mettere piede sulla terra ferma, se così possiamo chiamarla, che la nostra dovrà subito vedersela con i viscidi Nevi, creature che per certi versi ricordano gli Angeli di Evangelion, vista la presenza di un nucleo d’energia che andrà colpito ripetutamente per mandarli in frantumi e sventare così la minaccia.
Più complesso e delicato il primo contatto per i neofiti che faticheranno, e non poco, con la gestione della telecamera e il complesso lock-on di nemici che non resteranno certo immobili e impassibili, nell’attesa del vostro attacco.
"Più complesso e delicato il primo contatto per i neofiti che faticheranno, e non poco, con la gestione della telecamera e il complesso lock-on di nemici che non resteranno certo immobili e impassibili, nell’attesa del vostro attacco."Non che la telecamera sia il massimo della reattività, beninteso, ma è tutta questione di adattamento, di abitudine, di allenamento. Serve un minimo di pazienza e più di un tentativo per scendere a compromessi con un combat system che sulle prime risulta confusionario, impreciso, disorientante. Del resto, avrete a che fare con un personaggio che, piuttosto che volare nel vero senso della parola, precipita senza sosta e al videogiocatore tocca il compito di ruotare di continuo la telecamera per cambiare la direzione della forza che controlla la gravità. Sulle prime, si interrompe con una certa regolarità il flusso di comandi, lasciando Kat in una stasi che spezza l’azione, il ritmo, il divertimento. Si riallinea impacciatamente la visuale mentre ci si chiede dove sia la terra e dove il cielo. Si perdono di vista i Nevi che nel mentre continuano imperterriti a consumare progressivamente la barra di salute dell’indifeso avatar.
Con un rapido tocco al touch-pad, la protagonista diventa estremamente più leggera, potendo così effettuare attacchi volanti in serie, tecnica ideale per eliminare i Navi dotati di maggior mobilità che potrebbero altrimenti eludere le offensive dell’eroina. Al contrario, selezionando il Jupiter Style, la ragazza diventa estremamente pesante, caratteristica che gli permetterà di apportare devastanti attacchi a terra che coinvolgono tutti i nemici presenti in una certa area.
Nulla di così sconvolgente, in termini pratici, ma si tratta di un’ulteriore arma strategica che potrebbe in parte limitare uno dei principali difetti del predecessore: la ripetitività di gran parte dei combattimenti, causata, principalmente, dalla poca profondità del combat system.
Nella parte finale della demo, siamo stati abbagliati dall’arrivo della splendida Raven, felice di dare manforte ad una Kat evidentemente sopraffatta dalla superiorità numerica del nemico.[/caption]Prematuro sbilanciarsi sull’aspetto artistico di Gravity Rush 2, caratteristica che fece la fortuna del prequel. Dal poco che abbiamo visto, sembrerebbe che l’ambientazione vibri di tenui influenze sudamericane, con una palette di colori più varia, rispetto all’affascinante, incantevole e indimenticabile Hekseville, visibilmente più europea. Ci auguriamo vivamente che i musicisti al lavoro sul titolo, siano all’altezza delle aspettative, visto che la soundtrack del predecessore era semplicemente maestosa.
Difficile dare un giudizio articolato su Gravity Rush 2 dopo questo fugace assaggio. Ciò che sembra già certo è che questo sequel non tradirà la formula della serie, riproponendo lo stesso combat system e la stessa commistione tra combattimenti ed esplorazione in una mappa dalle discrete dimensioni da esplorare più o meno liberamente. Le premesse per fare bene, meglio del predecessore, ci sono tutte. Basterebbe una maggior varietà del bestiario nemico, qualche nuova tecnica offensiva in più e magari una trama che si prenda la briga di fare luce sui tanti misteri lasciati finora irrisolti. Tutti obiettivi assolutamente alla portata.