Inside Xbox, Mark Cerny e BossLogic, tutti rimandati a settembre | Speciale
I nuovi eventi digitali, come il recente Inside Xbox, hanno ancora molto da imparare, e Nintendo e Fortnite possono dare consigli in merito
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
In tutti e tre i casi c’è stato un uso superficiale delle parole, tanto per cominciare. Come se non bastasse, è stata completamente sottovalutata l’importanza della prima impressione, dell’imprinting che un prodotto, un marchio, un brand può stabilire con il suo pubblico di riferimento in occasione del primissimo contatto.
Nintendo, che per certi versi è ferma agli Anni ’90, ma che per altri sembra possedere la sfera di cristallo, già da tempo sperimenta forme di presentazioni digital only tramite i suoi Direct, eventi via web che, anche nelle forme più deludenti e peggiori, hanno il pregio di avere una durata contenuta, proporzionata al quantitativo di annunci effettuati.
[caption id="attachment_211753" align="aligncenter" width="1000"] Se la potenza grafica di Xbox Series X non sarà quella vista in azione nel trailer di Bloodlines 2, perché mostrarlo in un evento in cui avremmo dovuto vedere la vera next-gen?[/caption]
Nell’estate che ci attende, senza E3 e gamescom, ai protagonisti dell’industria tocca imparare in fretta a gestire ritmi e modalità di comunicazione di conferenze a distanza, senza pubblico in sala che applaude, dove non ci sarà nessun Keanu Reeves a ricordarci quanto ognuno di noi sia mozzafiato.
Le premesse, come anticipato, non sono incoraggianti. Mentre Fortnite sperimenta, con successo, i concerti del domani e inizia a gettare le basi per superare il concetto di semplice videogioco per farsi piazza virtuale per le nuove generazioni, per motivi diversi, con diversi gradi di severità, Ubisoft, Sony e Microsoft sono attualmente rimandate a settembre.
Ben di peggio hanno fatto Sony e Microsoft, rei di aver perso due grandi occasioni, per quanto non manchino in entrambi i casi parziali giustificazioni.
L’attuale incertezza economica e sociale, difatti, potrebbe già aver sancito il rinvio della next-gen, nonostante la casa di Redmond abbia più volte ripetuto che rispetterà la data di lancio attualmente fissata intorno alle vacanze natalizie.
Le parole sono importanti, del resto, e non bastano una serie di grafici per poter affermare di aver presentato una nuova console. Né una manciata di trailer ben confezionati sono video di gameplay, tanto più che Minecraft con ray tracing attivo abbiamo già avuto modo di visionarlo, mentre della tanto decantata potenza grafica della nuova ammiraglia di Microsoft non si è vista traccia nell’Inside Xbox di qualche giorno fa.
Soprattutto per la casa di Redmond, quindi, si è trattato di un madornale autogol: invece di sfruttare il momento di debolezza di Sony, invece di capitalizzare l’hype creato attorno a Xbox Series X, non solo non ha puntato con decisione su titoli di grosso richiamo, perché DIRT 5 avrà i suoi estimatori ma si tratta comunque di una nicchia, ma non ha nemmeno messo in scena la forza bruta di cui sarà dotata la sua nuova piattaforma (e in questo senso le pessime espressioni facciali dei personaggi di Bloodlines 2 hanno fatto scattare un campanello d’allarme in molti).
Il rammarico per un evento tanto deludente è doppio (triplo e quadruplo) quanto più si pensa che Microsoft, a dirla tutta, la formula per gli eventi, per i reveal del domani, l’aveva già trovata. I venti minuti concessi a Austin Evans in compagnia di Xbox Series X erano il perfetto punto d’incontro tra informazione, intrattenimento, conferme di informazioni già anticipate e news di prima mano.
Oggi come mai prima d’ora è fondamentale gestire al meglio le attese e l’entusiasmo del proprio pubblico. Crisi economica ed incertezze sociali sono una seria minaccia per la next-gen e per i giochi che si affacceranno sul mercato da qui in avanti. In un’industria senza E3, in cui persino gli eventi stampa sono momentaneamente sospesi, produttori hardware e publisher devono capire in fretta cosa funziona e cosa non funziona nelle loro strategie comunicative.