Marvel's Spider-Man è solo l’ultimo di una lunga serie di videogiochi dedicati all’arrampicamuri
In attesa dell’uscita di Marvel's Spider-Man, una retrospettiva sui videogiochi con protagonista l’amichevole arrampicamuri di quartiere
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
La sensazione, perché al momento possiamo parlare solo di questo, è che a distanza di anni, stiamo per avere a che fare con un nuovo Batman: Arkham Asylum, fortunatissimo action-adventure sviluppato da Rocksteady Studios, un gioco cioè capace di soverchiare l’ancestrale, e spesso ingiustificato, scetticismo che circonda tie-in e giochi su licenza, prodotti legati ad un brand, quando non ad un’opera in particolare, sviluppatasi su un altro medium, trascinata e tradotta, in un secondo momento, in pixel, texture e poligoni.
Agli esordi della sua carriera videoludica, Spider-Man ha persino condiviso il ruolo di protagonista con Capitan America in Spider-Man and Captain America in Doctor Doom's Revenge, pubblicato nel lontano 1989[/caption]A dire il vero, Spider-Man se l’è quasi sempre cavata egregiamente quando c’era da avventurarsi nel mondo dei videogiochi, anellando più che discreti successi tra una generazione di console e l’altra. Difficile individuare le caratteristiche e i motivi precisi che hanno permesso all’eroe Marvel di riuscire laddove molti altri colleghi hanno fallito a più riprese. È probabile che i poteri di cui gode il nostro abbiano spesso e volentieri semplificato la vita agli sviluppatori, né scoraggiati da un’onnipotenza che li avrebbe costretti a modellare ambientazioni ampie e ad escogitare ostacoli all’altezza, né mortificati da una sostanziale “normalità” che avrebbe condotto i designer a rifarsi ai soliti cliché di questo o quel genere.
Grazie alla forza sovrumana e alla possibilità di spostarsi facilmente da un punto all’altro di Manhattan, Spider-Man è stato spesso impegnato in avventure dall’ampio respiro, ma pur sempre riconducibili ad una dimensione “umana”, limitate e alla portata di console che solo ultimamente stanno offrendo possibilità strabilianti a software house ed utenza.
L’esordio dell’Uomo Ragno nell’industria videoludica, manco a farlo apposta, è proprio affine alle sue origini letterarie. Nel 1978, è il protagonista di Questprobe 2, avventura testuale dalla grafica estremamente elementare. Nel 1982, invece, su Atari 2600, si lancia per la prima volta nel genere degli action, con un gioco il cui unico scopo consisteva nell’arrampicarsi sino alla sommità del grattacielo di turno, al fine di disinnescare la bomba piazzata da Goblin, stando ben attenti a non intersecare trappole e ostacoli con la trama di ragnatele utili al nostro per la scalata. Nel 1990, su Commodore 64, Spider-Man si candida a protagonista di un puzzle game che impegnava il videogiocatore persino in salti millimetrici, in una serie di schermate fisse in cui risolvere il rompicapo di turno, per avvicinarsi, un passo alla volta, all’amata Mary Jane rapita dal perfido Mysterio. Il 1991 è l’anno dell’esordio su sistemi portatili, con The Amazing Spider-Man per Game Boy, rudimentale action bidimensionale in cui il villain da sconfiggere, questa volta, era il terribile Venom.
Con Maximum Carnage, pubblicato su Super Nintendo e Mega Drive nel 1994, il supereroe Marvel invade il territorio di Final Fight, con un picchiaduro a scorrimento che riproponeva meccaniche e convenzioni molto in voga all’epoca.
Con il debutto del primo dei tre lungometraggi diretti da Sam Raimi, nel 2002 Activision ne produce un diretto tie-in, dimostrando al mondo come fosse possibile crearne uno che fosse quanto meno decente, seppur lontano dall’eccellenza, soprattutto a causa dei pessimi livelli al chiuso, in cui il nostro non poteva librarsi tra i cieli di New York. Anche il sequel, come il capitolo originale pubblicato su GameCube, PlayStation2, PC e Xbox, seppe difendersi alla grande, regalando ai fan un altro action-adventure assolutamente discreto.
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A sorpresa, Traveller's Tales non ha ancora dedicato un capitolo solitario della sua serie LEGO a Spider-Man. Che sia solo questione di tempo (e di diritti)?[/caption]
La carriera del supereroe Marvel è naturalmente lastricata anche di tragici insuccessi, come il pessimo Amici o Nemici del 2007, ma il suo bilancio è sicuramente sopra il par. Marvel's Spider-Man ha tutte le carte in regola per accrescere ulteriormente fama e onore dell’arrampicamuri in campo videoludico, settore in cui si è quasi sempre distinto per i buoni risultati ottenuti.
Non manca moltissimo alla relase del gioco, prevista per il prossimo 7 settembre, ma per ingannare l’attesa, nel caso siate appassionati di retrogaming, di carne da mettere sotto i denti ce n’è molta, la maggior parte anche di buona qualità.