Perché il Sundance è un evento irripetibile

Lontano dai riflettori del sistema degli studios hollywoodiani, tra neve, silenzi e sale gremite, si sta svolgendo il festival cinematografico più importante degli Stati Uniti: il Sundance FIlm Festival

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Mentre tiriamo le somme dell’anno trascorso, entrando di fatto nel vivo della stagione dei premi, l’offerta cinematografica del 2026 sta cominciando a prendere forma grazie al primo dei più importanti appuntamenti festivalieri della stagione: il Sundance Film Festival 2026, in programma dal 22 gennaio al 1 febbraio.

Nato nel 1978, il Sundance si è posizionato nel tempo come un punto di riferimento assoluto per il cinema indipendente mondiale. Non un festival che crea attorno a sé quell’aura glamour degli eventi più blasonati come Cannes e Venezia, ma un ecosistema capace di proteggere un cinema lontano dalle logiche degli studios hollywoodiani. Un cinema che crea, sperimenta e allo stesso tempo sa rivolgersi a chiunque. Proviamo a capire, dunque, perché il Sundance è diventato un unicum del panorama festivaliero, partendo dai suoi due punti di forza principali: la location e la mission.

Un luogo simbolico

Un'immagine di Park City © Sundance Institute

Ci sono festival che sfruttano la centralità turistica del luogo in cui si svolgono. Basti pensare alla Mostra del Cinema di Venezia, nata addirittura per rispondere all’esigenza degli albergatori del Lido di prolungare la stagione estiva (da qui la scelta di collocarlo tra la fine di agosto e l’inizio di settembre). Per quanto riguarda il Sundance, invece, il discorso è abbastanza differente. Perché la sua location assume più un valore simbolico che di richiamo internazionale. Infatti, non si svolge in una grande metropoli, né in una capitale europea e nemmeno in una località balneare a maggio o settembre, ma in una vera e propria stazione sciistica.

Si tiene infatti a Park City, nello Utah, una cittadina di ottomila abitanti circondata da neve e piste da sci (motivo per cui si svolge a gennaio). Una scelta non solo coraggiosa, ma anche fortemente identitaria. Perché in questo senso la montagna diventa una sorta di filtro capace di creare un’atmosfera di ritmi lenti, concentrazione e scoperta. Un filtro che isola il festival dai red carpet patinati e dai riflettori della grande Hollywood.

Difendere il cinema indipendente

Un'immagine di Scappa - Get Out ©Blumhouse

La location del Sundance non è, appunto, una mera vetrina. Al contrario, la sua distanza geografica dagli epicentri della produzione e del consumo cinematografico statunitense ne definisce il suo posizionamento culturale. Per capirlo a fondo, bisogna tornare alle origini. Il Sundance nasce nel 1978 a St. Lake su promozione della Utah Film Commission, negli anni ’80 si sposta nella cittadina vicina di Park City e dal 1985 viene gestito dal Sundance Film Institute, un’organizzazione no-profit creata e diretta da Robert Redfort, fino alla sua recente scomparsa.

L’obiettivo del Sundance è sempre stato quello di difendere e promuovere cineasti e produttori indipendenti contro la forza degli Studios, e qualche contesto migliore di questo per farlo? Qui, infatti, raramente si confermano volti già noti, ma si aprono le porte a nomi che possono rappresentare il futuro del cinema americano. E in effetti, proprio al Sundance sono stati lanciati degli autori diventati poi dei grandi maestri: su tutti, Quentin Tarantino con Le Iene (1992), Steven Soderbergh con Sesso Bugie e Videotape (1989), i fratelli Coen con Blood Simple (1985) e più recentemente Damien Chazelle con Whiplash (2014) e Jordan Peele con Scappa – Get Out (2017).

Un orientamento al mercato

Il Sundance FIlm Festival ©Sundance Institute

Utilizzando i termini classificazione dei festival internazionali, possiamo definire il Sundance come un festival tematico orientato al mercato* (*Piredda). Tematico non per genere o tema, ma perché presenta esclusivamente anteprime di opere indipendenti (e un film statunitense è indipendente quando non è prodotto direttamente dagli Studios).

Orientato al mercato perché dal 2005 il Sundance svolge un’importante funzione economica all’interno del sistema audiovisivo mondiale. Questo grazie al Sundance Film Festival Industry Office (SIO), un istituto che ogni anno accredita circa 1800 membri dell’industria indipendente proveniente da ogni parte del mondo: produttori, registi, sceneggiatori, distributori, piattaforme e sales agent stipulano contratti per sviluppare nuovi progetti filmici favorire la circolazione delle opere in selezione, suddivise tra le sezioni di World Cinema Dramatic Competition, World Cinema Documentary Competion e Non Competions Sections.

Cambio di location

Il Sundance si sposta a Boulder ©Sundance Institute

Dal 2027 il Sundance entrerà in una nuova era. Il festival non si svolgerà più a Park City, ma nella cittadina di Boulder in Colorado. La motivazione dello spostamento è legata a una ragione principale: perché è una città più ampia (più di centomila abitanti contro gli ottomila di Park City) e strutturata, più adatta ad attirare un maggior numero di spettatori e addetti e ai lavori, in particolare un pubblico giovanile e universitario.

In ogni caso, cambia la città ma non cambia il contesto. Nonostante le dimensioni più grandi, Boulder non è Los Angeles, ma ancora un luogo immerso nella montagna in cui poter stare lontani dalla sede del potere produttivo. La mission del Sundance, quindi, resta sempre la stessa: sfruttare quella dimensione di isolamento per prediligere la scoperta, il confronto e la qualità della visione.

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