PlayStation compie 25 anni, gli auguri di un videogiocatore che l’ha comprata solo lo scorso anno
Tecnicamente inferiore al Nintendo 64, la prima PlayStation seppe sbaragliare la diretta concorrenza grazie ad una maggior facilità di programmazione, a royalty più basse e all’utilizzo del CR-ROM come formato utilizzato dai giochi.
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Il giovane me di quasi vent’anni fa, aveva tuttavia pochi dubbi. Cresciuto con il mito di Super Mario, il Nintendo 64 sarebbe stata l’unica scelta possibile per iniziarsi al fantascientifico 3D.
Al debutto in terra nipponica il 3 dicembre del 1994, venticinque anni fa dunque, sarebbe arrivata in Italia poco meno di un anno dopo, il 29 settembre del 1996 per l’esattezza, portando in dote solo due giochi: Wipeout e Ridge Racer.
Proprio a questo proposito, ricordo perfettamente lo smercio, soprattutto durante la ricreazione, a scuola, di innumerevoli dischi masterizzati, scambiati tra i miei coetanei che si vantavano di avere la modifica migliore di tutte le altre.
In quei pomeriggi di un’era fa, quando si andava a casa dell’amico con la scusa di fare i compiti insieme, Marco mi coinvolgeva puntualmente nelle manovre necessarie per avviare il gioco “nuovo” appena “acquistato”. Inserita l’action replay nell’apposito vano, bisognava girare la console come fosse la manopola di una cassaforte, rimanendo in silenzio per sentire in quale posizione esatta il lettore riuscisse finalmente a leggere il CR-ROM.
Non potevamo accorgercene all’epoca, ma mentre io mi destreggiavo tra piattaforme e dungeon zeppi di enigmi complessi, tra Super Mario 64 e The Legend of Zelda: Ocarina of Time, a suon di pomeriggi insieme e pigiama party che puntualmente sfociavano in imbarazzate occhiate fugaci a certi programmi notturni di Italia 7 Gold, io e il mio amico Marco assistevamo inconsapevolmente ad un processo di maturazione dei videogiochi senza il quale, forse, oggi non potremmo goderci capolavori del calibro di The Last of Us o di esperimenti come Death Stranding.
Il gameplay di Resident Evil, la trama di Final Fantasy VII, lo stile visivo dello stesso MediEvil, l’incredibile grafica di Ace Combat 3, la complessità a tutto tondo di Metal Gear Solid, sono tutti tasselli grazie ai quali il medium ha progressivamente imparato a parlare e a confrontarsi con un pubblico più maturo, desideroso di contenuti più votati a cercare un confronto dialettico con il pubblico, piuttosto che limitati al puro intrattenimento.
Per colpa di quella brutta malattia che si chiama retrogaming, mi sono messo in testa di recuperare buona parte del parco titoli che resero la prima PlayStation una console dannatamente strepitosa, semplicemente fondamentale per comprendere l’evoluzione dei videogiochi dalla loro origine, sino ad oggi.
Anche e soprattutto per questo, tanti auguri PlayStation e grazie per questi splendidi 25 anni.