Road to House of the Dragon: perché rivedere la settima stagione de Il Trono di Spade
In occasione dell'uscita di House of the Dragon, ripercorriamo insieme la settima stagione de Il Trono di Spade
A partire dalla settimana stagione, Il Trono di Spade ha iniziato a dividere definitivamente la propria fanbase. Da un lato coloro che hanno continuato ad apprezzare il gioco di intrighi e tradimenti imbastito da David Benioff e da D. B. Weiss. Dall’altro gli estimatori dell’opera originale, che hanno notato un calo di ritmo nei sette episodi che compongono questa penultima stagione.
Ammettiamo che alla nostra prima visione di questa stagione rimanemmo un po’ perplessi dall’evoluzione di alcune storyline. Durante questo rewatch, avvenuto a poche ore di distanza dalle puntate precedenti, tutto sembra ottenere più coerenza e continuità. Certo, ci sono momenti dove alcuni personaggi si teleportano da una parte all’altra di Westeros, però si tratta di “minuzie” nel bel mezzo di una serie che continua a darci grandi emozioni. Ma andiamo nel dettaglio.
NON SOLO TRADIMENTI
In una serie dove intrighi e tradimenti sono all’ordine del giorno, la presenza di alleanze create a fin di bene è sicuramente un evento da festeggiare. Dopo lo scontro che ha visto Jon Snow battere Ramsey Bolton, il “figlio” di Ned Stark ritrova sua sorella Sansa, dando vita a un nord mai così forte. Nel primo episodio (Roccia del Drago) le casate del nord si dichiarano fedeli a Jon e quest’ultimo permette agli Umber e ai Karstark di fare ritorno alle proprie roccaforti, dimostrando di saper perdonare. Nella terza puntata (La giustizia della regina) queste nuove alleanze si fanno ancora più forti quando Jon incontra per la prima volta Daenerys Targaryen.
GRANDI RIVELAZIONI E COLPI DI SCENA
Con l’avvicinarsi del gran finale, la posta in gioco si fa sempre più grande. Gli autori hanno quindi deciso di premere il piede sull’acceleratore, dando vita a colpi di scena in grado di lasciare a bocca aperta. Il più grande tra tutti è senza dubbio quello narrato nel decimo episodio (Il drago e il lupo), all’interno del quale scopriamo le reali origini di Jon Snow. Jon che, in realtà, non è il figlio bastardo di Ned Stark, ma il legittimo erede del Trono di Spade.
Il figlio di Rhaegar Targaryen: Aegon Targaryen. Una rivelazione che potrebbe cambiare per sempre il destino di Westeros e la storyline di Daenerys, convinta di meritare il proprio posto sul trono. A questo si aggiunge anche la fine di Ditocorto, un personaggio che con il passare del tempo ha dimostrato di essere subdolo e in grado di diffondere astio e caos tra i Sette Regni come nessun’altra persona. La sua morte per mano di Arya Stark è uno dei momenti più alti della stagione, già di per sé piena di colpi di scena.
L’IMPORTANZA DEI TARGARYEN
Come avrete capito, questa settima stagione punta i riflettori verso la casata Targaryen. Lo fa tramite dei flashback sulle più volte citate origini di Jon Snow e anche nel quinto episodio (Forte Orientale), dove Sam indaga a Vecchia Città sul matrimonio di un certo Ragger. Ragger che, poche puntate dopo, si scopre essere Rhaegar Targaryen, fratello maggior di Dany accusato di essere il rapitore di Lyanna Stark.
Tutti questi riferimenti lasciano il sorriso sul volto, soprattutto ora che siamo così vicini a House of the Dragon.