Vite Digitali: Animal Crossing: New Horizons e la naturale immedesimazione con il vostro alter ego | Speciale
Nel corso di questa puntata di Vite Digitali parleremo dell'immedesimazione tra il giocatore e il proprio alter ego di Animal Crossing: New Horizons
La software house di Kyoto, infatti, è riuscita nel difficile compito di creare un prodotto in grado d'intrattenere sulla lunga distanza. La presenza di eventi con cadenza mensile, in grado di fornire costantemente nuovi contenuti, e la varietà di situazioni offerte dal mondo di gioco hanno permesso agli utenti di rimanere incollati alla propria Nintendo Switch, nonostante le numerose uscite videoludiche dei mesi successivi.
Nonostante questo, però, l'impegno richiesto al protagonista di Animal Crossing: New Horizons per fruire correttamente dell'esperienza sull'isola è tutt'altro che da sottovalutare. La quantità di ore che il vostro alter ego dovrà passare a svolgere attività minori potrebbe presto pesare all'utente, rendendo il titolo un prodotto dedicato a un pubblico più ristretto di quanto si possa pensare.
Proprio con questa analisi in testa, abbiamo deciso di ospitare l'avatar del recente capitolo di Animal Crossing all'interno di Vite Digitali, la rubrica settimanale dedicata ai principali personaggi dei videogames e al loro impatto sui giocatori. Ci rendiamo conto, ovviamente, che l'isolano non abbia una vera e propria caratterizzazione psicologica, essendo un "semplice" riflesso della nostra persona. Pensiamo, però, che la sua natura videoludica possa essere un buon spunto per riflettere sul titolo Nintendo e su che tipo di videogiocatori pensiamo di essere.
Con il procedere delle settimane, ci siamo resi conto che il nostro alter ego digitale era diventato una sorta di personaggio reale, con delle proprie attività da svolgere in momenti ben precisi della giornata. Ci è capitato spesso, infatti, di portarci appresso la nostra Nintendo Switch per poter svolgere determinate azioni, nel momento richiesto dal gioco. Persino il tanto atteso momento di relax serale, dopo una lunga giornata di lavoro, doveva essere anticipato da una mezz'ora di gioco ad Animal Crossing: New Horizons, per completare determinate azioni giornaliere.
La domanda è arrivata dritta nella nostra testa, prima ancora di elaborarla. Ha davvero senso trasformare un videogioco in una sorta di lavoro? Un qualcosa da fare, prima di poter giocare?
A questo punto, la domanda sorge spontanea: che tipo di giocatori di Animal Crossing siete? Il vostro alter ego ha avuto la meglio su di voi, oppure state riuscendo a bilanciare il realistico mondo dell'opera Nintendo con il vostro mondo reale? La parola a voi.