DoubleDuck vol. 1, la recensione
La Definitive Collection propone il primo volume delle avventure di DoubleDuck
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Anche DoubleDuck ha per protagonista un alter ego di Paperino, questa volta non impegnato a vigilare su Paperopoli con maschera e mantello, ma pronto a eseguire missioni segrete come un novello 007. L'ispirazione al celebre personaggio creato da Ian Fleming è evidente, esplicitata attraverso le illustrazioni di copertina che ne riprendono le tipiche pose e l'estetica, ma anche dalle citazioni dei titoli di alcuni film nascoste tra i dialoghi. Non si tratta però di una mera parodia di James Bond, bensì una rielaborazione dell'intero genere narrativo, considerando anche titoli meno longevi come Mission: Impossible e Alias.
Va detto che la stretta collaborazione tra i due causa alcuni problemi alla relazione tra il Nostro e una Paperina in preda alla gelosia, e questo è solo uno dei numerosi momenti in cui la vita ordinaria dello sfortunato papero viene influenzata dalla sua nuova attività. È divertente vederlo interagire sotto copertura anche con Gastone e Zio Paperone; un approccio diverso da quello di Pk - che all'epoca aveva sostanzialmente vissuto in un mondo a sé stante, raramente a contatto con il classico cast di Paperopoli - e permette di sfruttare maggiormente il carattere originale di Paperino e le sue storiche relazioni.
Questo primo volume raccoglie la storia in quattro parti che ha definito le regole dell'universo narrativo, tra ripetuti doppi giochi e continui colpi di scena; l'intento della redazione e degli autori - Fausto Vitaliano, Marco Bosco, Andrea Freccero, Vitale Mangiatordi, Marco Mazzarello e Francesco D'Ippolito - di proseguire le avventure dell'agente segreto viene palesato dal cliffhanger finale, che annulla ogni possibilità di godersi questo racconto come un'opera autoconclusiva.