The Don Rosa Library: Zio Paperone & Paperino vol. 7, la recensione
Il settimo volume della Don Rosa Library inizia a presentare La Saga di Paperon de' Paperoni
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Si tratta di una delle storie a fumetti più amate del mondo Disney e, probabilmente, anche una delle più discusse, in quanto estremamente rappresentativa della posizione di Don Rosa nei confronti dell'universo dei paperi: il disegnatore ha sempre trattato con rispetto reverenziale le storie di Carl Barks ma non accettava di considerarle come episodi slegati, facenti parte di una narrazione caotica; perciò ha integrato ogni singola informazione sul passato di Zio Paperone in una lunga storia guidata da una continuity che fino a quel momento non aveva mai fatto parte del pantheon disneyano.
Ci arriva ne Il signore del Mississippi, dove lo vediamo alle prese con una gara fluviale a bordo di un battello, come ce lo aveva già mostrato Barks. È l'occasione per incontrare un antenato di Archimede Pitagorico e affrontare per la prima volta la Banda Bassotti, così battezzata proprio dal coraggioso papero.
L'autore ha una particolare attenzione anche con il contesto storico realistico della vicenda, e questo diventa evidente ne Il cowboy delle Terre Maledette, dove Paperone incontra il futuro Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosvelt, in un'avventura in pieno West tra cowboy e ladri di bovini.
Interessanti i retroscena e gli articoli che svelano il processo creativo con cui Don Rosa ha scritto questi primi capitoli del suo capolavoro, dimostrando una cura per i dettagli e una documentazione anche superiore rispetto a quanto visto nei volumi precedenti. Il contenuto più prezioso è rappresentato però gli storyboard di due sequenze scartate nella versione definitiva; l'esclusione (su suggerimento dell'editor) è perfettamente motivata, ma si tratta di materiale extra che fa piacere scoprire in una riedizione di questo tipo, destinata agli appassionati.
La visione personale dell'artista è ambivalente: guidata da una forte passione e un approccio professionale, ma continua a mostrare qualche piccola incongruenza e scelte autoindulgenti. Non si può però negare la portata epica di questa odissea piumata, e, anche se l'impronta personale di Rosa può non piacere a molti puristi Disney, è proprio grazie a questa che la sua opera è riuscita a distaccarsi dal resto della produzione paperesca e spiccare.