Spider-Man Collection: La saga del costume alieno, la recensione
Abbiamo recensito per voi i due volumi della Spider-Man Collection contenenti La saga del costume alieno
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.

Dopo essere stati spediti dall’Arcano su Battleworld per prendere parte alle Guerre Segrete, i super eroi e i super criminali Marvel hanno fatto ritorno sulla Terra. Diverse sono le novità che i personaggi si sono portati dietro, su tutti Spider-Man: il suo classico costume rosso e blu è stato ridotto a brandelli durante lo scontro decisivo ed è stato sostituito da una versione nera consegnatagli da un macchinario alieno. Una volta tornato a New York, Peter Parker inizia a scoprirne le molteplici caratteristiche mentre deve fare i conti con una serie di situazioni lasciate in sospeso: la difficile relazione con Felicia Hardy, i contrasti con Zia May nati dopo aver lasciato il dottorato all’università, il lavoro al Daily Bugle e la necessità di pagare l’affitto e sbarcare il lunario. Insomma, aver salvato l’umanità non paga le bollette né migliora i rapporti interpersonali, anzi, li aggrava.
Raccolta in due volumi da Panini Comics, la saga ha il merito di apportare cambiamenti di rilievo nello status quo dell'Uomo Ragno tramite il coinvolgimento di villain quali Hobgoblin, Jack Lanterna, Puma, il nuovo boss la Rosa, Volpe Nera e Spirito Rosso. Non mancano ospitate eccellenti, come quelle dei Fantastici Quattro, dell’araldo di Galactus Firelord, degli Avengers, dell’Arcano e di Mefisto, co-protagonisti di episodi che non fanno mancare il loro contributo in termini di spettacolarità e suspense.
De Falco incide soprattutto sull’aspetto umano del personaggio: da un lato il Peter Parker di queste pagine deve lottare con il simbionte, dall’altro con i tanti eventi della sfera privata che lo abbattono emotivamente. Una condizione di stress accentuata dal ritorno sulla scena di Mary Jane Watson, che svela al ragazzo di essere a conoscenza del suo segreto. La confessione è sconvolgente, ma getta le basi per una relazione solida che solo nel recente passato – e in maniera discutibile – è stata cancellata. Non mancano lieti eventi, come la nascita del figlio di Harry Osborn, ma la sensazione di costante pericolo è costante nella lettura dei due cartonati. Nero il costume, nere le atmosfere che si respirano tra intrighi, cospirazioni e la strisciante minaccia di un simbionte alieno pronto a colpire.