Con solamente una manciata di storie pubblicate su Topolino, lo sceneggiatore Riccardo Secchi ha l’opportunità di mettersi alla prova con un fumetto di ampio respiro, complice lo scarso successo di Mickey Mouse Mystery Magazine e la sua imminente chiusura che porta la Disney a dirottare sulla testata autori con meno esperienza così da poter dirottare verso altre testate i nomi più importanti che avevano ideato e mosso i primi passi della serie.

Nonostante Secchi sia poco più che un esordiente, la sua Run run run è una storia avvincente, degna di un thriller cinematografico, con un’ambientazione che avvicina Anderville alla Grande Mela, grazie a un evento sportivo di massa in grado di creare nel lettore un collegamento con la più celebre manifestazione della categoria.

MMMM 9Topolino è infatti costretto a iscriversi alla maratona di Anderville, simile alla sua controparte newyorkese anche a causa della caratterizzazione della città, suddivisa in quartieri eterogenei che compongono una metropoli cosmopolita.

Un misterioso individuo invia infatti una lettera minatoria a Topolino affermando di aver disseminato diversi ordigni esplosivi, sfidando l’investigatore a trovarli prima che esplodano. La polizia crede si tratti di un falso allarme, così Topolino è costretto a iscriversi alla maratona, ricevendo tramite un cellulare degli enigmi che lo aiuteranno a trovare le bombe, potendo contare solamente sull’aiuto di Patty Ballestreros. Ogni meccanismo viene disinnescato in tempo per evitare una strage, ma nel frattempo esplodono anche alcuni edifici della malavita di Anderville; il colpevole infatti è uno psicopatico che odia in modo irrazionale Topolino, che ha ricevuto gli esplosivi da un gangster intenzionato a prendere il controllo della criminalità organizzata della città.
La pericolosa maratona ha messo a dura prova Topolino, che vorrebbe solamente riposarsi, ma appena entra in casa trova tutti i suoi amici di Anderville riuniti per l’inaugurazione del suo nuovo appartamento.

Abbiamo già criticato la struttura autoconclusiva che ha reso la seconda parte MMMM meno interessante rispetto alla prima, ma questo episodio riesce a brillare anche senza collegamenti diretti ad altre sottotrame grazie a una vicenda avvincente in cui è fondamentale la resa dinamica delle tavole di Paolo Mottura.

I comprimari di Anderville hanno un ruolo nella storia, ma avrebbe potuto benissimo svolgersi a Topolinia; difficilmente però avrebbe potuto essere altrettanto efficace con una lunghezza o un formato di pagina inferiore a quello della testata mensile, che dopo qualche mese chiuderà costringendo Topolino a tornare alle sue avventure “ridotte”.

La storie breve Marjam + Jan di Anderville Confidential mostra un giovane Clayton alle prese con una tenace studentessa di colore contestatrice, con la quale si scontra bruscamente ma l’epilogo ci rivela che poi diverrà sua moglie…