Non è stato un anno tranquillo per i Guardiani della Galassia: dopotutto, gli ultimi due grandi eventi, Empyre e King in Black, sono di origine spaziale, e il gruppo capitanato da Star-Lord si è ritrovato sulla soglia di casa i più grandi eroi e i peggiori criminali dell’Universo Marvel.

 

 

Giunti a un anno di storie dalla partenza della nuova serie, il team creativo composto da Al Ewing e Juann Cabal ha deciso di voltare pagina: i protagonisti chiudono le loro trame, risolvono le questioni in sospeso e ripartono in una nuova direzione.

Ewing racconta ai lettori cosa ha in serbo per il prossimo stadio evolutivo dei Guardiani della Galassia:

 

Guardians of the Galaxy #13, copertina di Brett Booth

Ewing – La mia intenzione era quella di riportare Peter un po’ alle sue radici degli anni ’70 e provare a introdurre un po’ di quel DNA nella sua composizione. È un personaggio che ha avuto varie origini, ma la prima è segnata da molti, piccoli tocchi di magia, e ora è ancora più importante perché non è più qualcosa che “gli è successo” (i lettori che conoscono il mio ciclo su Mighty Avengers ricorderanno che ciò che “è successo” e “non è successo” nell’arco di decenni di universi immaginari è sempre una domanda affascinante per me). Perciò l’idea era di dare a Peter una spinta verso una nuova fase della sua vita, assegnandogli una missione astrologica simile a quella che apparentemente Steve Englehart aveva pianificato per lui all’inizio, ma di fare tutto in un unico numero (dodici segni zodiacali in dodici pagine), e Juann Cabal, da grande artista qual è, ha fatto centro. In termini di futuro del personaggio, fare di lui il Maestro del Sole apre alcune porte interessanti per lui. Potrebbe diventare qualunque cosa, dal suo vecchio io con l’aggiunta di qualche nuovo trucco a vero e proprio Doctor Strange dello Spazio, e sarà divertente vedere in cosa si consoliderà.

Alla fine di Guardians of the Galaxy #10, Star-Lord ha detto di dover andare in un luogo senza vita per affrontare gli Olimpici, e nei giorni più bui della guerra Annihilation Star-Lord, Nova e Gamora furono costretti a evacuare un pianeta e a fuggire dalle forze di Annihilus. Tutti quelli che non ce l’hanno fatta sono morti, e quel pianeta ora è un cimitero. Un luogo perfetto dove organizzare un’ultima resistenza. È anche un buon posto dove riprendere fiato e fare i conti con alcune crisi emotive dell’ultimo anno. E tematicamente, se trattiamo delle prime origini di Star-Lord, è giusto fare una pausa in cui noi e il resto del cast siamo “rinati”, per così dire.

Con il numero #12 concludiamo il primo anno di storie e lo concludiamo alla grande: è il numero dove molti temi e preoccupazioni della serie convergono e giungono a una conclusione, facciamo chiarezza su un paio di trame in sospeso e ne avviamo qualcun’altra. E succedono così tante cose che abbiamo dovuto concederci una pagina extra!

Nel numero #13, invece, passiamo da un tipo di fantascienza spionistica a una supereroistica. In parte lo facciamo per cambiare un po’ le cose, in parte per aumentare la posta in gioco e la tensione e in parte per contrastare lo S.W.O.R.D.: gli Avengers Spaziali per contrastare gli X-Men Spaziali. Ma soprattutto, quella era la direzione giusta per la storia. In origine le cose dovevano prendere una piega più oscura, ma forse il mondo ha già visto fin troppa oscurità di recente, e una volta giunti al dunque ho deciso di puntare verso qualcosa di più luminoso e positivo, e questo mi ha portato all’idea dei Guardiani come di una squadra di super eroi in una veste più ufficiale.

Peter Quill, Nova (Richard Rider) e Gamora ne hanno passate tante, questo è certo. Penso che quei tre abbiano raggiunto una specie di tacita intesa reciproca: il loro futuro è assieme, senza che nessuno si ritiri o vada all’avventura da solo. E anche se sono tutti disposti a provare a giocare ai super eroi, sicuramente è Rich che riesce ad adattarsi più facilmente. È da lì che proviene. Sotto certi aspetti, diventare una squadra di super eroi in stile Avengers è come tornare a casa per lui. E anche Peter è d’accordo, a modo suo. Il jolly della squadra è probabilmente Gamora; è ancora la donna più letale della galassia, e affronta questi nuovi, enormi problemi come ha sempre fatto.

Hulkling e Wiccan sono affiliati a questa nuova squadra e combattono spesso accanto a loro nel corso del prossimo arco narrativo, ma come si suol dire, quando sei Imperatore e Mago di Corte per un’intera Alleanza Interstellare hai qualche difficoltà a prendere ordini dagli altri membri di una squadra. I Guardiani della Galassia sono affiliati al Consiglio Galattico, che abbiamo incontrato nel numero #7. Sono una specie di forza speciale di pronto intervento per preservare la pace nella galassia. C’è anche qualche finanziamento disponibile, ma non molto, dato che l’economia galattica è ancora in uno stato di collasso totale, un tema su cui torneremo presto. Tuttavia non rispondono al Consiglio né prendono ordini da esso: sono agenti liberi.

Groot è un personaggio di cui voglio esplorare un po’ il “modello classico”. Trovo interessante lavorare su un personaggio di cui il lettore non può conoscere i pensieri. È raro trovare un personaggio che racchiude un enigma di questo tipo, quindi ho intenzione di trarne vantaggio. Come arriverà a quel punto da dove si trova ora è qualcosa che vedrete gradualmente.

Quanto al resto della formazione, dirò che nessuno lascerà la squadra. E una squadra di quelle dimensioni può gestire più missioni contemporaneamente, specialmente con qualche aiuto aggiuntivo, tra cui un paio di personaggi che i lettori reclamavano a gran voce da tempo e una presenza che sarà un vero shock. Nella loro prima missione porteremo in scena tre nemici nuovi/vecchi: “vecchi” nel senso che sono in circolazione nell’Universo Marvel già da tempo, ma “nuovi” in quanto i Guardiani perlopiù non li hanno affrontati prima , che io sappia… a parte forse uno, ma è una sorpresa.

 

 

 

Fonte: CBR