Super Dragon Ball Heroes

Nella primavera 2018 si concluse Dragon Ball Super, serie animata che dopo quasi tre anni di trasmissione godeva ancora di un buon successo, a differenza di molti altri revival. Molti fan pensarono che si trattasse di un’interruzione pretestuosa che avrebbe presto lasciato spazio a una nuova incarnazione, come avvenne a fine anni ’80 con il passaggio da Dragon BallDragon Ball Z. Così non fu, e Toei preferì portare avanti le avventure di Goku e compagni sul grande schermo, con lungometraggi in grado di far crescere l’hype dei fan mese dopo mese per poi sorprenderli con prodotti caratterizzati da una qualità tecnica superiore, a cominciare da Broly.

Prima di innescare questo nuovo filone cinematografico, l’attenzione del franchise venne però convogliata verso Super Dragon Ball Heroes, atipico adattamento di una serie di videogiochi.

Nato nel 2010, Super Dragon Ball Heroes è sia un gioco di carte che un videogioco ed è ambientato nel multiverso di Dragon Ball, il che permette ai giocatori di selezionare i propri personaggi tra le diverse razze conosciute della saga, oltre ad alcune inedite, e farli scontrare con gli avversari. La caratteristica peculiare di questo prodotto è quella di essere un’elaborata fan fiction dell’opera originale, nella quale è possibile incontrare personaggi di universi ed epoche differenti e dare vita a trasformazioni e fusioni impossibili secondo le regole del canone: un’enorme scatola dei giochi in cui mescolare e far combattere le proprie creazioni senza limite alcuno se non la fantasia, un po’ come un bambino nella sua cameretta che fa lottare tra loro Batman e i Power Rangers, o uno dei Transformers con un tirannosauro.

L’estate successiva alla fine di Dragon Ball Super, Toei decise dunque di esplorare le potenzialità del franchise dando vita a un anime di Super Dragon Ball Heroes. Approcciandosi a questo prodotto non bisogna aspettarsi una trama elaborata o un approfondimento dei personaggi particolarmente curato, visto che il risultato si avvicina ai suggestivi video animati che negli anni precedenti erano stati inseriti in diversi capitoli videoludici di Dragon Ball.

Il tempo a disposizione è inoltre una discriminante, dato che con episodi (finora una ventina) da sei a otto minuti non è possibile costruire granché, ma va riconosciuta una qualità tecnica nettamente superiore alla serie animata e più in linea con quella di un moderno OAV. Il primo arco narrativo ha una durata complessiva di poco inferiore all’ora, come buona parte dei film della serie animata originale o della Z, ed è così che potrebbe essere considerato all’interno della cronologia della serie.

Goku e Vegeta vengono chiamati da uno strano individuo di nome Fu per salvare Trunks del futuro, rimasto intrappolato in uno spazio tra gli universi chiamato Pianeta Prigione. Qui i Saiyan dovranno affrontare Cumber, una versione malvagia di Goku in grado di trasformarsi in uno scimmione dorato. La battaglia vede Goku Super Saiyan Blue affrontare un Goku Super Saiyan 4, con la partecipazione di Cooler in versione dorata e persino Vegeth Super Saiyan 4.

La coerenza relativa alle logiche enunciate da Akira Toriyama viene meno, ma così va presa questa serie, come un giocattolo fracassone consapevole di esserlo, in cui vince chi la spara più grossa.

 

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