Chrono Dragon Ball #45: Il Torneo del potere ha inizio!
L'ultimo storyarc di Dragon Ball Super vede i campioni dei 12 universi affrontarsi nel Torneo del potere
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
La maggior parte degli elementi presenti in Super (compresi i due film La battaglia degli Dei e La resurrezione di 'F') confluiscono in questo torneo, che diventa l'evento principale attorno al quale ruota il rilancio di Dragon Ball per il nuovo millennio.
L'importanza di questo campionato era chiara fin dalla prima volta in cui il Re dei dodici universi lo aveva annunciato, ma gli autori hanno deciso di prolungare l'attesa con una ventina di episodi che ritardassero l'inizio della sfida: dapprima con una fase preliminare, utile a conoscere alcuni combattenti tramite duelli che coinvolgono Goku, Gohan e Majin Bu, poi attraverso una fase di reclutamento in cui il protagonista cerca di convincere i suoi futuri compagni di squadra a partecipare, sorvolando - in alcuni casi inspiegabilmente - sull'effettiva importanza della sfida.
Nonostante un numero di partecipanti così elevato, il character design e la varietà di poteri sono tra i principali lati positivi, presentando avversari che si rivelano di volta in volta minacce di vario tipo: tra robot, trasformazioni sorprendenti, creature invisibili e altre piccole quanto un insetto, non c'è il rischio di annoiarsi.
Purtroppo è la squadra del settimo universo - composta dai personaggi che ben conosciamo - a peccare di ripetitività, finendo spesso al centro di sequenze molto simili ad altre già viste nel corso della saga; una scelta probabilmente non legata all'assenza di idee ma alla volontà di stuzzicare la nostalgia dei fan.

Ci ha invece sorpreso in positivo la partecipazione di Muten e Freezer al torneo, che inizialmente sembrava puro fanservice e poco funzionale: l'anziano maestro torna ad avere un ruolo di tutto rispetto nella lotta, dopo anni incastrato nel ruolo di contrappunto comico, mentre il malvagio alieno si rivela fondamentale nella risoluzione, senza però vedere ammorbidita la sua caratterizzazione. Ci sono trasferimenti di energia, cambi di fazione e reiterazioni che non rendono sempre logica la sceneggiatura e, anzi, ne intaccano il ritmo, ma il risultato complessivo è decisamente positivo.
È invece poco credibile la gestione temporale, in quanto la durata del torneo sarebbe limitata a quarantotto minuti, con tanto di conto alla rovescia al termine di ogni episodio. Il risultato è un "tempo allungato", come nei film action quando c'è una bomba che sta per esplodere o nelle partite di Holly & Benji, con ogni puntata che sostanzialmente dovrebbe corrispondere a un solo minuto effettivo. Insomma, un conteggio del tutto improbabile, anche considerando che alcuni eventi scorrono in parallelo.
Jiren è un carismatico avversario finale, e il Super Istinto - pur somigliando molto alla prima trasformazione in Super Saiyan su Namecc - è la prima trasformazione soddisfacente per lo spettatore dopo una carrellata di cambiamenti cromatici alle capigliature che stava diventando più che altro una fonte di meme.
Il finale, che "annulla" la minaccia della distruzione, potrebbe essere intepretato come una scorrettezza dal punto di vista narrativo, ma la quantità di personaggi introdotti dai vari universi (che ci piacerebbe rivedere in futuro) è un punto a favore, nella speranza che gli autori del franchise intendano riutilizzare - chissà quando, chissà come - questo enorme cast.
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