Paperinik New Adventures ha accompagnato i lettori attraverso un anno e mezzo di storie originali, sperimentali, adulte. Con numeri più o meno riusciti, lo standard qualitativo è sempre stato comunque abbastanza alto, offrendo una varietà di stili narrativi e atmosfere in grado di soddisfare diversi palati.
Poi è arrivato Urk. L’episodio introduce finalmente il tanto atteso personaggio omonimo, visto per la prima volta nel materiale extra del numero Zero. Purtroppo però la storia è la prima vera delusione della serie, un racconto che si limita a presentare il massiccio papero proveniente da una dimensione parallela, senza costruirgli attorno una trama avvincente. Urk deve sconfiggere una misteriosa creatura che è stata catapultata assieme a lui a Paperopoli, in una caccia che prosegue fino ai cunicoli delle fogne… era l’occasione per creare un racconto angosciante e claustrofobico, una sorta di Alien pikappico, ma il ritmo e l’atmosfera della vicenda penalizzano la lettura. Francesco Artibani in questo caso realizza un fumetto con toni che potrebbero benissimo trovare spazio su Topolino, ad eccezione della spiegazione della provenienza di Urk, dove ci si immerge di nuovo tra viaggi cronospaziali e dimensioni parallele. Le premesse positive vengono però disattese, in particolare per quanto riguarda la Creatura: quando il suo aspetto è rivelato si rimane delusi di fronte a una macchia viola, che offre uno scontro finale risolto rapidamente senza troppi brividi.

Non aiutano i disegni di Marco Ghiglione, copertinista Disney qui alle prese con una delle sue prime storie: i personaggi sono poco espressivi e le vignette mancano di dinamicità, tradendo la provenienza del disegnatore. Anche nella struttura della pagina Ghiglione non riesce a sorprendere, con la tavola più interessante (dove l’immagine di Urk che si “scompone” in pannelli da cui escono i personaggi) che riprende uno studio scartato per la copertina di Evroniani.
Apprezzabile l’utilizzo delle bande criminali viste nell’episodio precedente, che purtroppo non saranno più mostrate. La storia ha quindi l’unico merito di introdurre Urk, personaggio che la tavola conclusiva farebbe supporre vedremo spesso al fianco di Paperinik, un po’ come Xadhoom, ma che in realtà sarà sfruttato solamente in altri due episodi. Il motivo è forse da ricercare nelle sue apparizioni non particolarmente entusiasmanti, lasciando in sospeso diversi elementi della sua storyline, come l’identità degli alieni benefattori che sembrano evroniani, fatto che non sarà però mai confermato.
Un valore aggiunto di questo episodio è la presenza di Lyla come spalla del papero mascherato, ruolo che non era ancora stato rivestito per un intero episodio nonostante l’importanza del personaggio. Il suo disobbedire un’altra volta ai dettami della Tempolizia è un promemoria del carattere del droide, che nel numero successivo sarà sviscerato a fondo…